martedì , 14 agosto 2018
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Integrazione regionale in Africa, i nuovi programmi di cooperazione dell’UE

Lunedì 2 dicembre il Commissario europeo allo Sviluppo, Andris Piebalgs, ha ricevuto in visita il Ministro degli Esteri e della Cooperazione del Togo, Robert Dussey, a margine dei seminari sulla programmazione 2014-2020 destinata ai Paesi dell’Africa orientale e meridionale e della regione dell’Oceano Indiano. L’incontro ha confermato l’impegno dell’Unione Europea nei confronti dello Stato africano: l’UE destinerà infatti 216 milioni di euro al Togo per favorire lo sviluppo e la messa in sicurezza della capitale Lomé, dei principali centri urbani e bacini rurali del Paese, oltre alla promozione dei servizi di base nelle città secondarie e interne e alla lotta alla disoccupazione. Questo piano di impegno rispetta le volontà espresse dal Presidente togolese Faure Gnassingbé e sostenute dall’UE.

Durante le giornate dei seminari, Piebalgs ha inoltre incontrato i rappresentanti di numerosi Paesi della regione, tra i quali Etiopia, Eritrea e Somalia, Sudafrica, Kenya e Tanzania, ma anche Sudan, Namibia, Malawi, Comoros, Mauritius, Seychelles, Zambia, Botswana, nonché Mozambico, Angola e Zimbabwe. Nei prossimi sette anni, l’UE finanzierà questi Paesi con aiuti per un valore di circa 7,5 miliardi di euro (importo che deve ancora essere confermato dagli Stati membri), al fine di favorire lo sviluppo economico e garantire maggiori opportunità di lavoro ai 400 milioni di abitanti della regione.

«Molti cambiamenti devono essere affrontati in queste aree», ha sottolineato il Commissario Piebalgs, «cambiamenti riguardanti il settore energetico, lo sviluppo delle infrastrutture, la crisi alimentare dovuta alla crescente aridità dei suoli e dei territori e l’aumento dell’integrazione». «Solamente insieme», ha aggiunto, «potremmo lavorare con successo nella lotta contro la povertà per conseguire un maggiore sviluppo sostenibile».

Anche la promozione dell’integrazione regionale rientra nelle strategie e negli obiettivi di sviluppo dell’UE per i Paesi africani e dell’Oceano Indiano. Come per il precedente settennato, così per il periodo 2014-2020 l’Unione intende sostenere il commercio intra-regionale attraverso concrete azioni e attività di natura economica e commerciale che rafforzino l’integrazione regionale. Ad esempio, rientra tra gli elementi della strategia europea, lo sviluppo sostenibile del settore della pesca nell’Oceano Indiano occidentale e la costruzione di due stazioni di ispezione nel corridoio centrale della Comunità Africana Orientale per semplificare i controlli di frontiera e ridurre i tempi di attesa per i mezzi di trasporto delle merci.

Della regione fanno parte ben cinque organizzazioni e istituzioni regionali: il Common Market for Eastern and Southern Africa (COMESA), l’East African Community (EAC), l’Intergovernmental Authority on Development (IGAD), l’Indian Ocean Commission (IOC) e la Southern African Development Community (SADC), i cui rappresentanti sono stati ricevuti dal Commissario Piebalgs per discutere di questioni economiche, commerciali e sociali.

Come ricordato dalla Commissione Europea attraverso un comunicato stampa, la maggior parte dei Paesi della regione ha intrapreso, negli ultimi vent’anni, differenti processi di democratizzazione e interventi volti a garantire la stabilità macroeconomica. Nonostante queste politiche, una serie combinata di fattori quali la mancanza di infrastrutture, la frammentazione dell’area economica e una debole base industriale rischiano di indebolire i processi di integrazione regionale e il possibile decollo della regione. Per queste ragioni, un rilancio e una progressiva razionalizzazione dell’integrazione regionale, se non dal punto di vista politico, almeno da quello della cooperazione nei settori dello sviluppo e del commercio, potrà senz’altro rappresentare un fattore di stimolo. L’UE sembra pronta a fare la sua parte.

In foto la stretta di mano fra il Commissario per lo Sviluppo Andris Piebalgs e il Ministro degli Esteri e della Cooperazione del Togo, Robert Dussey (Foto: European Commission)

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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