martedì , 14 agosto 2018
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Lieberman
La Knesset © Michael Panse - www.flickr.com, 2012

Israele, Lieberman nuovo Ministro della Difesa

Le conferenze stampa del governo israeliano si svolgono solitamente interamente in ebraico. Mercoledì scorso, tuttavia, i due protagonisti della conferenza stampa hanno sentito la necessità di parlare in inglese, rivolgendosi quindi alla comunità internazionale, per assicurare il loro impegno a favore del processo di pace tra Israele e Palestina. I due protagonisti erano Benjamin “Bibi” Netanyahu, Primo Ministro, e Avigdor Lieberman, il nuovo Ministro della Difesa, freschissimo di nomina. La scelta linguistica, e il messaggio rassicurante, mostrano chiaramente un fatto del quale il governo israeliano è perfettamente conscio: la nomina di Lieberman suscita grosse perplessità ovunque, e non solo oltre i confini israeliani. 

I motivi di una scelta pericolosa

Lo scorso 20 maggio Moshe Ya’alon ha dato le sue dimissioni da Ministro della Difesa, in disaccordo con le posizioni di Netanyahu. L’importante poltrona vuota e la risicata maggioranza parlamentare (61 deputati su 120), hanno reso necessario un rimpasto di governo. Chi si aspettava un ingresso di Isaac Herzog e un governo di coalizione con i socialdemocratici della Zionist Union ne rimarrà deluso: il governo verrà appoggiato dai 5 deputati di Yisrael Beiteinu, partito di destra fondato da Lieberman.

Politicamente la scelta è rilevante per due motivi: in primo luogo, il governo di Netanyahu è ora più che mai supportato da partiti della destra religiosa, ideologica e sionista che inevitabilmente influenzeranno l’azione di governo rispetto al conflitto israelo-palestinese. In secondo luogo, elemento forse ancora più preoccupante, serve a politicizzare un dicastero, quello della Difesa, che da sempre era nelle mani di militari.

L’aspetto preoccupante può sfuggire, visto il comportamento dell’esercito isrealiano nei territori occupati: ebbene,  in uno Stato nel quale i partiti di estrema destra sono al governo, l’apparato militare rimane una sacca influente di opposizione, se non alla politica di repressione, alle peggiori derive violente e guerrafondaie propugnate da politici poco pragmatici. Con Lieberman a capo dell’impero difensivo (o offensivo) israeliano, le cose potrebbero cambiare, non certamente in meglio.

Chi è Avigdor Lieberman

Lieberman ha già rivestito ruoli importanti nei precendenti governi di Netanyahu, tra i quali quello di Ministro degli Esteri. Ma la sua nomina a Ministro della Difesa preoccupa molto di più rispetto alle precedenti: Lieberman è un politico sanguigno, visto da alcuni come un pericoloso estremista, da altri come un opportunista pragmatico.

Il suo passato certo non tranquillizza: politico prima nel Likud di Netanyahu, poi abbandonato a causa di un giudizio negativo sulla politica del governo nei confronti dei palestinesi, ha fondato nel 1997 Yisrael Beiteinu (letteralmente Israele è la nostra casa), abbracciando posizioni controverse rispetto alla questione palestinese, da un lato proponendo un piano di trasferimenti di terra e popolazione (che avrebbe però portato a una soluzione di due Stati), dall’altro invocando il pugno duro in molte altre situazioni (per esempio criticando il governo per non aver concluso con una chiara vittoria l’operazione Piombo Fuso su Gaza, nel 2014).

Lieberman rimane, in ogni caso, un politico di destra, che si contende il voto di molti ebrei russofoni, di estremisti ideologici e religiosi con altri partiti della galassia dell’estremismo sionista: che lo faccia per convinzione o per opportunità, il risultato non cambia.

Le reazioni

Il gabinetto di governo ha approvato la nomina di Lieberman lunedì mattina, ma non senza tensioni. Il Ministro dell’Ambiente, anche lui proveniente da un partito religioso, ha rassegnato le sue dimissioni in segno di protesta. Ma ormai il voto favorevole della Knesset sembra scontato, e Lieberman potrebbe giurare già mercoledì. Il Dipartimento di Stato statunitense ha dichiarato che “la nomina di Lieberman suscita preoccupazioni rispetto alla politica di Israele”. Dall’Europa tutto tace, per il momento, ma questo cambiamento non gioverà alle già accidentate relazioni tra l’Unione Europea e Israele.

Per ora il più preoccupato sembra Moshe Ya’alon: l’ex Ministro della Difesa ha dichiarato che “elementi estremisti e pericolosi … hanno conquistato Israele e il Likud”. Un’altra persona ha buon motivo di preoccuparsi: è Ismail Haniyeh, leader di Hamas. Qualche settimana fa Lieberman aveva dichiarato che, se fosse stato Ministro degli Esteri, gli avrebbe dato un ultimatum di 48 ore per consegnare le spoglie di alcuni militari israelini; nel caso contrario avrebbe dato ordine di ucciderlo. Sul sito internet www.isismailhaniyehdeadyet.com gira già un conto alla rovescia…

L' Autore - Daniele Marchi

Studente presso l'Università di Torino, laureato a Trento in Studi Internazionali con una tesi su Alexander Langer ed il suo progetto per un corpo civile di pace europeo. Sono volontario di Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace, con cui ho partecipato al progetto in Colombia, presso la Comunità di Pace di San Josè de Apartadò. Mi occupo di risoluzione pacifica dei conflitti, confidando che un giorno l'Unione Europea diventi potenza di pace.

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