giovedì , 22 febbraio 2018
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La Ashton a Kiev di fronte alla repressione delle proteste pro-Europa

Spesso, molto spesso, le piazze sono diventate dei simboli: simboli di rivoluzione, simboli di cambiamento, simboli di repressione, simboli del coraggio dei popoli o della codardia dei loro governi. Così Piazza Maidan, nella capitale ucraina, già protagonista della rivoluzione arancione del 2004, è il cuore battente delle grandi manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni contro il governo Janukovyč per la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE sospeso il 21 novembre.

Anche a questa piazza si è rivolta negli scorsi giorni Catherine Ashton, l’Alto Rappresentante dell’UE per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, che si è recata in visita ufficiale a Kiev il 10 e 11 dicembre. La Ashton, giunta nella capitale per discutere col Presidente ucraino gli esiti del mancato accordo e i margini per una possibile ripresa dei negoziati, ha intrapreso, come da programma, anche consultazioni di più ampio respiro con il governo, i leader dell’opposizione, la società civile e tre ex Presidenti ucraini.

Le discussioni dell’Alto Rappresentante sono state influenzate dal clima incandescente che si respira in queste settimane a Kiev, dove la Ashton – nella notte tra il 10 e l’11 – ha assistito in prima persona alla dura reazione da parte delle forze di polizia contro i manifestanti europeisti che in questi giorni occupano la piazza e le strade principali della città, chiedendo a gran voce una nuova inversione di rotta verso l’Unione Europea. In una dichiarazione ufficiale, Catherine Ashton non ha mancato di rilevare come gli eventi degli scorsi giorni “rendono il lancio di un dialogo politico più difficile”. Sarebbe, d’altronde, poco coerente con la natura stessa dell’UE e con i principi definiti dai Trattati che l’UE non subordinasse il riavvio dei negoziati con l’Ucraina a una soluzione degli eventi ora in atto, che garantisca la tutela dei diritti dei manifestanti e la loro libertà di espressione. La Ashton, che ha incontrato una seconda volta il Presidente ucraino all’indomani delle repressioni della polizia, ha discusso con Janukovyč tanto di questo aspetto, quanto di eventuali dettagli concreti relativi all’Accordo di Associazione.

Il Presidente ucraino, appena tre settimane dopo la sospensione della firma dell’AA, ha riaffermato l’interesse del proprio Paese all’avvicinamento all’Europa. Gli ultimi eventi di Piazza Maidan pesano tuttavia, ora, come una pesante pregiudiziale rispetto alla riapertura delle negoziazioni. Ed infatti, la Ashton ha sollecitato delle garanzie relativamente al trattamento dei manifestanti fermati dalla polizia e una pronta risoluzione pacifica dei disordini. Nell’incontro a due, l’Alto Rappresentante europeo ha richiesto preliminarmente il rilascio dei prigionieri arrestati negli scorsi giorni e l’avvio da parte del governo di un dialogo con gli altri soggetti politici, i leader dell’opposizione e la società civile.

Eppure, il governo ucraino, piuttosto che risultare intimidito dall’improvvido tempismo delle repressioni della polizia in concomitanza con la visita del leader europeo, ha avanzato nuove richieste cui subordinare la firma dell’Accordo di Associazione. Si parla di una richiesta di prestito di 20 miliardi di euro, scesa a 10 miliardi nelle parole del Vice-Primo Ministro. Tralasciando i dettagli dell’aiuto economico che Kiev potrebbe ricevere, la Commissione Europea ha invece chiarito ai giornalisti che non si può parlare di un tale o talaltro ammontare di euro, quanto piuttosto di un piano di aiuti che vada dai prestiti, agli investimenti, agli aiuti per le industrie o alla questione energetica.

Mentre gli Stati Uniti minacciano di imporre delle sanzioni sull’Ucraina in ragione degli ultimi eventi di Piazza Maidan, la Commissione Europea ha ribadito che l’UE è impegnata in un dialogo inclusivo con l’Ucraina, il che sembra escludere radicalmente un qualsiasi sostegno europeo ad un’eventuale azione americana in tal senso. Nel frattempo, una nuova imponente manifestazione di milioni di persone è stata annunciata da uno dei leader dell’opposizione, Arseniy Yatsenyuk.

In foto l’Alto Rappresentante Catherine Ashton visita il centro delle proteste in Piazza Maidan (Foto: European Commission) 

L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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