domenica , 18 febbraio 2018
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La Commissione ribadisce a New York l’impegno europeo per lo sviluppo

Il Commissario europeo per la cooperazione allo sviluppo, Andris Piebalgs, ha utilizzato la trasferta settimanale a New York, in occasione della convocazione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per ricordare al mondo che l’Unione Europea è ancora oggi il primo donatore al mondo, nonostante tutte le difficoltà interne incontrate negli ultimi anni. Il ricordo dell’entità degli aiuti europei ai Paesi in via di sviluppo è un tratto ricorrente di tutti gli interventi tenuti da Piebalgs nel corso della settimana. Nell’ultimo decennio, i Paesi europei hanno garantito in media 45 miliardi di euro all’anno per i programmi della cooperazione allo sviluppo, conseguendo risultati incoraggianti: secondo le stime della Commissione, l’UE ha contribuito a favorire l’accesso all’istruzione di oltre 13 milioni di ragazzi e ragazze, la vaccinazione di oltre 18 milioni di bambini e la disponibilità di acqua potabile per oltre 70 milioni di persone.

La comunità della cooperazione allo sviluppo si concentra ormai da un anno sul tema del post-2015, quando il programma dei Millennium Developmment Goals (MDG) si esaurirà. L’approccio futuro dovrà basarsi sempre di più sul perseguimento della pace come prerequisito dello sviluppo, ha sottolineato Piebalgs nel corso dell’High Level Event del gruppo G7+ tenutosi a New York lunedì. Pace e sicurezza costituiscono le pietre portanti di qualsiasi approccio per lo sviluppo, come dimostra il successo della Conferenza del 16 settembre per un “New Deal” in Somalia. Piebalgs ha annunciato che iniziative simili verranno promosse anche per la Repubblica Centro Africana e Timor Est.

Piebalgs ha però voluto sottolineare come l’attenzione per l’agenda successiva al 2015 non debba distrarre la comunità internazionale e i donatori dalle proprie responsabilità attuali. Il programma dei MDG è tutt’altro che concluso. Se l’ambizioso obiettivo di dimezzare il numero di persone che vive in condizioni di povertà assoluta è stato raggiunto, questo non significa che l’agenda ‘del Millennio’ debba essere abbandonata in anticipo. Innanzitutto, molti degli altri obiettivi non sono stati ancora completati: quelli in materia di mortalità materna e infantile ad esempio sono ben lontani dai risultati sperati, nonostante gli indubbi passi avanti.

Emerge poi un ulteriore motivo di discussione, legato alla natura degli obiettivi perseguiti dalla cooperazione: nonostante la settimana newyorkese sia stata l’occasione per i donatori di ribadire il proprio successo in materia di povertà assoluta, tale condizione di vita viene definita in modo molto stringente. Vengono infatti considerati ‘poveri assoluti’ coloro che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno, una cifra irrisoria. Inoltre, sta emergendo un dibattito circa la bontà del perseguimento di obiettivi meramente economici, come l’aumento del reddito disponibile per i più disagiati, rispetto alla promozione degli aspetti sociali dello sviluppo: riduzione dei livelli di mortalità, accesso all’istruzione, miglioramento della sanità e così via. Molte ONG stanno premendo per un riequilibrio degli aiuti a favore di quest’ultima componente.

Piebalgs ha così ribadito l’impegno europeo da qui al 2015 per il perseguimento degli MDG che riflettono questa componente sociale dello sviluppo. Come ricordato dal Commissario al ‘MDG Acceleration Event’ del 24 settembre, l’UE è impegnata nell’implementazione di un ambizioso programma da 1 miliardo di euro, stabilito al Summit sugli MDG del 2010. Scopo dell’UE è quello di aggredire gli MDG ancora in uno stato di arretrato completamento: fame, salute materna, mortalità infantile, accesso all’acqua potabile e sanità. E se l’obiettivo ventilato da molti, la scomparsa della povertà assoluta entro il 2030, viene appoggiato anche da Piegalgs, il Commissario ha rimarcato la centralità degli MDG ‘sociali’.

Di non minore importanza la rassicurazione di Piebalgs a donatori e Paesi in via di sviluppo che i livelli di aiuto dell’UE rimarranno invariati fra il 2014 e il 2020, nonostante le ristrettezze di bilancio di molti Paesi europei. Nonostante la crisi, l’Europa intende rimanere al centro della cooperazione allo sviluppo. Il vero scopo di Piebalgs a New York sembra essere stato proprio questo: assicurare al mondo che l’aiuto europeo non scomparirà.

In foto Andris Piebalgs nel corso di un discorso durante la sua settimana a New York (Foto: European Commission) 

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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