martedì , 20 febbraio 2018
18comix

La cooperazione energetica al centro del vertice dell’Unione per il Mediterraneo

Anche nella settimana da poco conclusa, il tema dell’energia ha giocato un ruolo da protagonista nell’agenda europea. Bruxelles ha infatti accolto 43 Ministri per l’Energia dei Paesi dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) per la prima Ministeriale interamente dedicata alla cooperazione in materia di energie rinnovabili.

L’incontro, co-presieduto da Unione Europea e Giordania, prevedeva l’adozione del master plan del Mediterranean Solar Plan (MSP), un ambizioso progetto mirante a sviluppare una collaborazione tra i Paesi del bacino mediterraneo in tema di produzione di energia da fonti rinnovabili. Adozione che, stando a quanto inizialmente previsto dal piano strategico, sarebbe dovuta arrivare già nel 2011 per permettere lo sviluppo di progetti concreti nel periodo 2011-2020.

L’obiettivo generale del MSP è di garantire alla regione energia sicura, sostenibile e competitiva. Queste le parole di Gunther Oettinger, Commissario Europeo per l’Energia e co-presidente della Ministeriale per il Mediterraneo del nord, che nel suo discorso di apertura ha da subito descritto il MSP come elemento chiave per assicurare stabilità e promuovere prosperità nella regione. Nel dettaglio, il MSP prevede il raggiungimento di una potenza installata di 20 GigaWatt provenienti da fonti rinnovabili entro il 2020 e la messa in atto di un vasto programma di risparmio energetico attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse. Obiettivi molto ambiziosi e realizzabili sul lungo termine solo per mezzo di un regolare dialogo, di una più stretta cooperazione tra i Paesi interessati e di mezzi finanziari appropriati. La Commissione Europea, dal canto suo, supporta il MSP attraverso il finanziamento di progetti di capacity building, ma anche tramite il Neighbourhood Instrument Facility.

Necessaria, secondo il Ministro giordano per l’Energia Mohammad Hamed, è la predisposizione di un quadro di riferimento ben strutturato nel campo dell’energia per poter far fronte alle grandi sfide che attendono dietro l’angolo e per poter prendere le difficili, quanto necessarie, scelte per poterle superare. E proprio su queste imminenti sfide ha voluto richiamare l’attenzione il Segretario Generale dell’UpM, Fathallah Sijilmassi. Nel prossimo futuro, la regione dovrà far fronte all’aumento della popolazione e dell’urbanizzazione della sponda meridionale ed alla conseguente crescita della domanda di energia. E’ indispensabile, quindi, diversificare le fonti e garantire la fornitura di energia allentando il cordone ombelicale che tiene la regione legata ai fornitori di petrolio. Vi è, inoltre, l’incombente necessità di ridurre le emissioni di gas serra alla luce dei limiti previsti dal Protocollo di Kyoto e degli obiettivi che l’UE stessa si è data per il 2020.

Il raggiungimento di un accordo sul MSP nasconde però numerose insidie e richiede scelte difficili e lungimiranti. Difficili soprattutto per la sponda nord del Mediterraneo, che in Europa rimane la zona più colpita dalla crisi economica, e per la quale la competizione con i Paesi extra-UE potrebbe non essere sostenibile. Lo dimostrano le discussioni delle ultime settimane che hanno visto la Spagna bloccare il processo di adozione del master plan a causa della temuta concorrenza del Marocco.

Tra i 28 Paesi dell’UE, la Spagna è seconda solo alla Germania nella produzione di energia da fonti rinnovabili ed è anche uno dei Paesi più avanzati nello sviluppo di energia elettrica da fonte solare. Avrebbe quindi un ruolo propulsivo nella futura implementazione del MSP. L’inatteso stop spagnolo non ha però sorpreso chi seguiva le vicissitudini a Madrid riguardo il settore dell’energia. Nel 2012 era arrivata la decisione di tagliare le ingenti sovvenzioni che dal 2004 avevano favorito la crescita del settore delle rinnovabili, mentre dalla scorsa estate è stata introdotta una nuova ed impopolare tassa per i privati che auto-producono energia da fonte solare. La morsa della crisi economica ha costretto la Spagna a fare un passo indietro, prendendo decisioni che vanno esattamente nella direzione opposta a quella intrapresa nel quadro dell’UpM.

Se per il Commissario Oettinger i tempi non sono ancora maturi per arrivare alla concretizzazione del MSP, proprio questi tempi di difficoltà economiche e drammatici cambiamenti climatici rappresentano il momento ottimale per le scelte lungimiranti che non possono essere ritardate. Servono, però, delle tutele maggiori per evitare il collasso di economie che si stanno lentamente riprendendo.

In foto uno scorcio del Mar Mediterraneo ad Almeria, Spagna (Foto: Wikimedia Commons) 

L' Autore - Sara Bottin

Laureanda in "Politica Internazionale e Diplomazia" all'Università degli Studi di Padova. Stagista MAE-CRUI alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles, presso la quale mi sono occupata delle relazioni con i paesi del Mediterraneo e Medio Oriente. Da qui è sorto il particolare interesse per la politica estera dell'Unione Europea e le sue relazioni con i paesi dell'area mediterranea.

Check Also

Trump

Le promesse di Trump complicano le relazioni fra UE e Stati Uniti

di Luigi Pellecchia Con la presidenza Trump, i rapporti tra Stati Uniti ed Unione Europea …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *