martedì , 14 agosto 2018
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La società civile europea in soccorso della Siria. Intervista a Andreja Restek

A più di due anni dall’inizio della crisi in Siria, l’Unione Europea, così come l’intera comunità internazionale, appare inerte di fronte alla guerra civile scoppiata nel Paese. Nessun accordo è stato raggiunto in sede europea su un eventuale sostegno ai ribelli, né tantomeno sulle modalità con cui tale aiuto dovrebbe essere convogliato. Solo recentemente il Consiglio Affari Esteri, dopo mesi di confronto anche duro fra alcuni Stati membri dell’UE, ha deciso di derogare all’embargo sulle armi nei confronti di Damasco, in modo che alcuni fra i sostenitori più accesi della rivolta contro il regime di Bashar Al-Assad, come Francia e Gran Bretagna, possano finalmente dar seguito alle proprie rivendicazioni, armando alcuni gruppi selezionati. Ad oggi, tuttavia, nessuna misura concreta pare essere stata implementata.

Ben nota è la criticità della situazione in Siria. Dopo la battaglia di Qusair, conquistata dall’esercito di Bashar Al-Assad, le truppe del regime stanno preparando in questi giorni l’assalto finale alla città di Aleppo. Una città martoriata da mesi di guerra e la cui popolazione è ormai allo stremo. Se gli Stati europei e l’UE stessa non sono ancora stati in grado di agire, la società civile europea è invece attiva nel raccontare la guerra civile siriana, anche a caro prezzo come dimostra il caso del giornalista de La Stampa Domenico Quirico, e a sostenere una popolazione prostrata da combattimenti che appaiono sempre più cruenti.

fotoNe parliamo con Andreja Restek, giornalista e fondatrice del quotidiano online APR News, tra le organizzatrici dell’iniziativa “L’ambulanza dal cuore forte: destinazione Aleppo”, progetto sviluppato a Torino

Ci può descrivere la situazione in Siria ed in particolare quella di Aleppo?

Ho visitato la Siria tra l’ottobre ed il novembre del 2012 e la situazione era veramente drammatica. Mancano tutti i beni ed i servizi essenziali ed è la popolazione che sta pagando il prezzo più alto della guerra civile. Ad Aleppo i bombardamenti si susseguono giorno dopo giorno e sono state colpite anche alcune scuole. Gli obiettivi principali dell’assedio però sono i forni del pane e gli ospedali. L’ospedale che ho visitato io, quello di Dar-Al-Shifa era già stato colpito da 12 bombardamenti, ma qualche settore era rimasto operativo. Purtroppo al tredicesimo colpo è stato completamente distrutto. Ad Aleppo mancano le ambulanze ed i feriti vengono trasportati con mezzi di fortuna come i pick-up.

E’ per questo che nasce “L’ambulanza del cuore forte” ?

Esattamente. Con un gruppo di quaranta giornaliste torinesi, tra le quali ho apprezzato le idee e l’entusiasmo della collega Chiara Voci, abbiamo organizzato questa iniziativa che mira a portare ad Aleppo un’ambulanza colma di medicine in modo da portare un aiuto concreto alla popolazione colpita. L’iniziativa non ha una bandiera politica ed ha l’unico obiettivo di portare supporto ai civili colpiti da una guerra devastante. L’onlus Mas-Cth ci ha donato l’ambulanza e Farma Onlus di Federfarma ci ha già fornito i primi farmaci del valore complessivo di 5.000 euro. In particolare medicinali contro la leishmaniosi, la scabbia e molti antibiotici. Nonostante tutto c’è bisogno di altro aiuto.

Ad esempio?

Abbiamo bisogno di farmaci generici e per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i cittadini. Per questo motivo in tutte le farmacie comunali di Torino il 14 giugno 2013 sarà possibile incontrare le nostre giornaliste aderenti al progetto, conoscere gli scopi e gli obiettivi e soprattutto contribuire con una piccola donazione di farmaci al nostro progetto umanitario. Dal 14 al 21 giugno poi organizzeremo una mostra all’UrbanCenter in cui si potranno osservare le foto scattate in Siria durante il mio ultimo viaggio. Un modo concreto per mostrare lo stato reale della situazione in cui versa il Paese. Infine il 21 giugno ci sarà la serata finale, in cui verrà reso pubblico il valore totale delle donazioni e dei farmaci raccolti. Il trasporto dei farmaci in Siria poi, sarà realizzato grazie alla collaborazione con l’Ossmei, l’organizzazione siriana dei servizi medici di emergenza in Italia.

Come pensa si evolverà la situazione in Siria nel prossimo futuro?

Le notizie che avete voi, sono le stesse che possiedo io. Assad ha vinto la battaglia di Qusair e presto comincerà quella di Aleppo. Purtroppo è certo che anche in questo caso saranno i civili a pagare il prezzo più alto. In ogni caso con la nostra ambulanza, partiremo per la Aleppo a fine giugno 2013. Speravo di incontrare nuovamente  Abdullah, un caro amico grazie al quale noi giornalisti potevamo visitare le zone di guerra. Era il nostro coordinatore diciamo. Purtroppo è morto durante un bombardamento nel marzo del 2013.

In foto, bambino siriano soccorso presso struttura ospedaliera di Aleppo. (Foto: APR News, Andreja Restek)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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