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L’Italia apripista di una nuova fase nelle relazioni UE-Iran

La visita ufficiale a Teheran di Emma Bonino non è stata solo la prima di un ministro degli esteri italiano dopo quasi un decennio (l’ultimo era stato Frattini nel 2004), ma anche la prima di un ministro degli esteri di un Paese UE dall’elezione di Hassan Rouhani, che ha segnato una svolta nei rapporti internazionali del Paese.

Svoltasi il 21-22 dicembre, la visita della delegazione politica italiana ha fatto seguito all’accordo sul programma nucleare iraniano raggiunto a Ginevra dai Paesi del cosiddetto G5+1 (i cinque Paesi del Consiglio di Sicurezza più la Germania), ma anche alla promessa di rafforzare i rapporti bilaterali Italia – Iran, scambiata durante la sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU a novembre, ed alla successiva visita a Roma di Zarif, controparte iraniana della Bonino. L’ambasciatore iraniano a Roma Jahanbakhsh Mozaffari ha dichiarato che la visita segna l’avvio di un nuovo e promettente capitolo nelle relazioni tra i due Paesi, sostenendo che la posizione che l’Italia ha all’interno dell’UE le deve permettere di giocare un ruolo rilevante nelle due questioni chiave della crisi siriana e del nucleare iraniano: la stessa convinzione è stata ribadita dallo stesso presidente Rouhani, che ha definito l’Italia una ‘porta’ sull’Europa.

D’altronde, nel 1999 l’allora presidente Mohammad Khatami aveva scelto proprio l’Italia per la prima visita ufficiale in Europa di un capo di stato iraniano dopo la rivoluzione islamica di vent’anni prima. Ma, al di là della memoria storica, il punto forte dell’Italia nei rapporti con l’Iran è dato dalle relazioni commerciali: basti considerare i dati della Camera di Commercio Italo – Iraniana, che mostrano che nel 2011, a fronte di un interscambio Iran – UE del valore di 26 miliardi di euro, più di 7 miliardi (oltre il 25%) erano costituiti dagli scambi con l’Italia. Nel 2012 l’interscambio complessivo è crollato (poco più di 11 miliardi) a causa del rafforzamento delle sanzioni: nonostante ciò, l’Italia è rimasta il primo Paese europeo per scambi con l’Iran (per un valore di 3,5 miliardi), seguita, a grande distanza, da Germania (2,6 miliardi), Spagna (1,1 miliardi) e Francia (876 milioni).

Oltre ai rapporti economici ed alle questioni bilaterali, uno dei principali dossier affrontati è stato quello della crisi siriana: la Farnesina sostiene infatti al linea della necessità di una ‘responsabilizzazione’ dell’Iran, chiedendo che il Paese sia incluso nella negoziati di ‘Ginevra II’, che riprenderanno a Montreux il 22 gennaio. Inoltre, la Bonino ha affermato che con il ‘nuovo’ Iran è possibile anche un dialogo “senza pregiudizi” sui diritti umani, che possa ad esempio partire dalla questione della pena di morte (secondo i dati riportati da Iran Human Rights, sono state almeno 580 le esecuzioni avvenute nel Paese nel 2012).

Rouhani ha infine ha espresso sostegno per la candidatura dell’Italia ad un seggio del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e ha invitato il primo ministro Letta a visitare il Paese. Nel frattempo, sono già in programma le visite del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Massimo Bray e della commissione affari esteri del Senato, guidata da Pier Ferdinando Casini.

Nell’immagine, una conferenza stampa di Rouhani nel giugno 2013 (© برو به صفحهٔ اصلی من در ویکی‌پدیای فارسی, Wikimedia Commons).

L' Autore - Chiara Franco

Laureanda magistrale in International and European Studies presso l’Università di Trento ed allieva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Nel frattempo, sono passata da Parigi, Londra ed Istanbul per periodi di studio e ricerca. Scrivo di relazioni esterne dell’UE, con un occhio di riguardo a Turchia e Medioriente.

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