martedì , 14 agosto 2018
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Ossezia del Sud
Photo © Giorgio Comai - www.flickr.com, 2010

L’Italia nega l’ambasciata all’Ossezia del Sud

di Nicandro Rosni

L’Italia ha confermato il proprio supporto alla Georgia ed alla sua integrità territoriale, affrettandosi ad emanare un comunicato stampa nel quale si dissocia dall’apertura di un nuovo ufficio di rappresentanza dell’Ossezia del Sud nel suo territorio. Il 2 aprile 2016, infatti, la piccola regione del Caucaso, autoproclamatasi indipendente dalla Georgia nel 1991, ha inaugurato a Roma la propria “Ambasciata”.

La reazione della Farnesina è stata immediata: il giorno prima dell’inaugurazione è stato infatti emanato un comunicato nel quale il Ministro degli Esteri ha espressamente negato il godimento di alcun riconoscimento e status diplomatico.  Ha, inoltre, ribadito la “propria consolidata posizione, condivisa dall’Unione Europea e dalla quasi totalità dei Paesi membri delle Nazioni Unite, di non riconoscimento dell’indipendenza e della sovranità dell’Ossezia del Sud”. Il Ministro ha poi confermato il pieno sostegno all’integrità territoriale della Georgia,  nonché agli sforzi negoziali al fine di consolidare il dialogo tra il Paese caucasico e le regioni separatiste.

La notizia della presunta apertura di una rappresentanza in Italia era già trapelata qualche settimana prima su Sputnik, l’agenzia di informazione multimediale del governo russo. Sputnik aveva riportato le parole del rappresentante dell’Ossezia del Sud  per l’Italia, il sociologo Mauro Murgia: “la Rappresentanza dell’Ossezia del Sud è diventata realtà”. Queste indiscrezioni avevano portato il Ministro georgiano per la riconciliazione, Paata Zakareishvili, a rilasciare una dichiarazione ufficiale nella quale ribadiva la mancanza di basi sia legali che politiche per l’apertura di una tale rappresentanza.

La situazione in Georgia

Tutto questo clamore non ha fatto altro che riportare all’attenzione la difficile situazione politica che ancora oggi vivono i Paesi della regione caucasica. L’Ossezia del Sud, che ha proclamato la sua indipendenza dalla Georgia nel novembre 1991, ha lo status di Repubblica solo parzialmente riconosciuta. Oltre alla Russia, che ha riconosciuto il Paese caucasico solo nel 2008 a seguito della guerra con la Georgia, l’hanno riconosciuta solo Nicaragua, Venezuela e Nauru.

Di recente è circolata la notizia che il governo abbia in programma a breve un referendum per entrare a far parte della Federazione Russa. Il Presidente Leonid Tibilov ha fatto sapere di aver discusso di questa possibilità nel suo recente incontro con Vladimir Putin tenutosi al Cremlino. Questa non è certo la prima volta che Tibilov fa affermazioni del genere,dato che già nell’ottobre dello scorso anno, aveva annunciato la sua volontà di voler indire un referendum.

Un nuovo modello di annessione per l’Ossezia del Sud

Le ultime dichiarazioni tuttavia hanno fornito un quadro più preciso su quali siano le modalità tecniche dell’eventuale unione dell’Ossezia del Sud con la Federazione Russa. Probabilmente preoccupato dalle recenti vicende che hanno coinvolto la regione della Crimea, con conseguente condanna internazionale e relative sanzioni, il Presidente sud-osseto ha cercato di proporre una sorta di “nuovo modello di annessione”. Tibilov ha spiegato che sarà necessario innanzitutto indire un referendum al fine di modificare l’attuale Costituzione osseta in modo da autorizzare il Presidente  ad iniziare la creazione di un “single union organ” con la Russia.

La Costituzione osseta prevede al momento solo la possibilità di entrare in una “unione” con altri Stati e di delegare agli organi di tale unione parte delle proprie prerogative. Tibilov non ha specificato come verrà riformulata la Costituzione e quali poteri potrebbero venire coinvolti nel processo di revisione, ma ha fatto capire che tale referendum si terrà molto presto, probabilmente prima della fine dell’anno.

La Russia, dal canto suo, ha deciso per ora di mantenere le distanze dalla questione. “Non consideriamo le nostre relazioni con l’Ossezia del Sud in tale contesto” sono state le parole del Presidente Putin. Il leader russo ha poi ricordato come Tibilov non avrebbe fatto esplicitamente riferimento ad un referendum, limitandosi invece solamente ad esporre la posizione di una larga parte dell’opinione pubblica del suo Paese, che vedrebbe di buon occhio l’eventuale annessione alla Federazione Russa.

La questione rimane tuttora aperta: ancora non si sa quali saranno le conseguenze di un eventuale referendum. Quello che si può prevedere però è che i delicati equilibri della regione caucasica potrebbero risentirne in maniera negativa, con la Georgia pronta a rivendicare la propria integrità territoriale e la Russia a difendere i propri interessi.

L' Autore - Redazione Europae

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3 comments

  1. Un post vergognoso e filoamericano.
    Non aggiungo altro, per non sprecarmi con sti chi.

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