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UE e Africa occidentale: un’alleanza multistrategica

Lunedì scorso il Commissario per lo sviluppo Andris Piebalgs è volato in Africa occidentale per una visita di alto livello con tappe in Mauritania, Senegal e Capo Verde. Quattro giorni fitti di incontri per un’agenda altrettanto densa, a dimostrazione dell’importanza della regione saheliana per gli obiettivi di sviluppo, le relazioni commerciali e la strategia di sicurezza dell’UE.

Si tratta della prima visita ufficiale del Commissario nella terra della teranga e nell’arcipelago lusofono. È anche la prima in Mauritania dal 2008, anno dell’ultimo colpo di stato in un Paese le cui vicissitudini, nonostante ripetuti colpi di scena, rimangono sconosciute ai più.

La visita a Capo Verde si è focalizzata principalmente sulle energie rinnovabili. L’arcipelago ha fissato l’ambizioso obiettivo di portare le rinnovabili a quota 50% della produzione totale di energia elettrica entro il 2020. Per un Paese che non dispone di fonti fossili, lo sfruttamento delle abbondanti risorse naturali come il vento e il sole è il “principale mezzo di accesso alla crescita e allo sviluppo”. Per la prima volta l’UE utilizzerà il meccanismo di assistenza tecnica, fornendo il know-how necessario ad elaborare proposte progettuali innovative. Accompagnato dal Presidente Fonseca e dal capo del governo Neves, Piebalgs ha visitato il sito del parco eolico Cabeolica, il primo grande progetto basato su un partenariato pubblico/privato in Africa sub-sahariana. Non rimane che valutare, nel tempo, il grado di partecipazione degli operatori locali e il reale contributo allo sviluppo socio-economico del Paese.

Con il presidente senegalese Sall sono stati affrontati temi legati alla rigenerazione urbana e lo sviluppo dei corridoi regionali. In linea con le priorità strategiche del precedente, il nuovo Fondo Europeo per lo Sviluppo prevede il finanziamento di diversi progetti infrastrutturali. Esempi rilevanti, l’igienizzazione di alcune aree metropolitane mediante il rafforzamento dei sistemi di gestione delle acque reflue, e la riabilitazione di strade rurali ed urbane, come la recente riapertura di un tratto della Route Nationale du Senegal RN2, una parte importante del corridoio costiero che lega Nouakchott a Lagos. L’obiettivo è quello di sostenere il processo di integrazione commerciale regionale, sola via percorribile con la fine dell’epoca Lomé/Cotonou. In eccezione al principio generale di non discriminazione promosso dal WTO, il trattamento preferenziale è infatti ancora possibile nel caso di accordi commerciali regionali.

La Repubblica Islamica di Mauritania è un alleato strategico sotto vari aspetti. Partner commerciale nel settore della pesca, fornitore di petrolio, alleato di lunga data nel pattugliamento delle coste al fianco di FRONTEX, il Paese ha attualmente la Presidenza dell’Unione Africana e co-presiederà il prossimo summit EU-Africa che si terrà a Bruxelles ad aprile. Oltre alla connettività regionale, la visita è stata l’occasione per rafforzare il dialogo sulla sicurezza alimentare, lo stato di diritto e la sicurezza nel Sahel.

Pur dotato di ricchezze naturali, è uno dei Paesi più arretrati al mondo. Un’economia basata perlopiù su agricoltura e pesca e una forte dipendenza dalle importazioni (Francia e Spagna) spiegano l’estrema vulnerabilità alle oscillazioni internazionali di prezzo. L’economia è stata ulteriormente indebolita dalla crisi alimentare che si protrae nella regione dal 2008, per la quale l’UE ha stanziato ingenti risorse finanziarie. Persistono inoltre diseguaglianze socio-economiche storiche: da una parte, la componente araba, massicciamente rappresentata al potere, dall’altra i c.d. ‘mauri neri’, tuttora soggetti alla pratica della schiavitù.

Piebalgs ha incontrato il primo ministro Laghdaf, ex ambasciatore presso l’UE, alla vigilia della sua riconferma da parte del Presidente Abdel Aziz, il generale che nel 2008 rovesciò l’unico governo guidato da un civile nella storia del Paese, appianando poi le divergenze con la comunità internazionale con la vittoria alle elezioni del 2009. Ed è sul piano internazionale che il governo di Nouakchott continua a raccogliere i maggiori consensi. Aziz siede nel gruppo di lavoro sull’agenda post-2015. Vista la sua posizione di crocevia tra il Maghreb e l’Africa Subsahariana, la stabilità nel Paese è necessaria per contrastare l’espansione della minaccia qaedista nella polveriera del Sahel.

In foto, da sinistra, il primo ministro della Mauritania Laghdaf e il commissario Piebalgs nel corso della cerimonia di riapertura della strada Nouakchott-Rosso (foto: European Commission – 2014)

L' Autore - Redazione Europae

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