giovedì , 16 agosto 2018
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L’UE, il Sudafrica e il lungo cammino

Nel giorno del 95esimo compleanno di Nelson Mandela, ricoverato in ospedale in condizioni gravi da molte settimane, si è tenuto il sesto Summit UE – Sudafrica, che ha visto la partecipazione del Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, del Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso, e dei Commissari Andris Piebalgs (cooperazione allo sviluppo) e Karel De Gucht (commercio) per parte europea, oltre al Presidente sudafricano Jacob Zuma. Il compleanno di Madiba – il nome tribale del politico che più di ogni altro ha definito la storia del Sudafrica grazie al suo impegno contro l’apartheid – cade in un momento delicato per il Paese, alle prese con un’economia stagnante, una corruzione dilagante e il perdurare di disordini politici e tensioni razziali mai del tutto sanati. Il giorno è anche una festa ONU, nota come il Nelson Mandela’s International Day, e cittadini sudafricani e in tutto il mondo hanno dedicato 67 minuti, uno per ogni anno di attivismo politico di Mandela, ad attività di volontariato di diversa natura. Nella scelta di dedicare proprio questo giorno al vertice con l’UE, il Sudafrica, secondo il Presidente della Commissione Barroso, ha voluto sottolineare l’importanza della relazione strategica tra le due aree e il desiderio di rafforzarla negli anni a venire. L’UE è, infatti, il primo partner commerciale per il Paese africano (assorbe il 25% delle sue esportazioni), il quale a sua volta rappresenta, per via della relativa prosperità e della taglia demografica, un attore imprescindibile nella politica africana dell’UE, per quanto riguarda i dossier commerciali, di sviluppo economico e propriamente diplomatici.

La discussione tra i leader ha toccato i temi più svariati: politica e sicurezza, governance globale, cambiamento climatico, energia, commercio, sviluppo economico e relazioni tra l’UE e l’Africa. Il Presidente Barroso aveva convenuto con l’omologo Zuma che la crescita economica e l’occupazione sarebbero state al centro della discussione, vista la rilevanza politica del tema in entrambe le aree, e dal comunicato conclusivo traspare l’enfasi posta su questa sfida comune. A riguardo, il Presidente della Commissione auspica che i negoziati con la South African Development Community (SADC, un’organizzazione di Stati della regione sulla quale Pretoria esercita da tempo una forte egemonia) per gli European Partnership Agreements (EPA) siano conclusi al più presto.

Inoltre, Barroso ha ricordato che l’UE è, con il 70% degli aiuti nel Paese, il primo donatore internazionale in Sudafrica, pur affermando che lo status di economia emergente richiede un ripensamento generale della politica di sviluppo economico gestita dal Commissario Piebalgs. Secondo il Presidente sudafricano Zuma, la creazione di posti di lavoro e la crescita tramite gli investimenti esteri hanno occupato un ruolo di primo piano nel corso del vertice. L’Unione Europea è già il primo investitore nel Paese, con 2000 imprese sul posto, 350000 posti di lavoro creati e impegni finanziari per oltre 60 miliardi di rand. Egli ha poi sottolineato come il summit abbia portato alla firma di un importante accordo tra il Sudafrica e l’Euratom sull’utilizzo pacifico dell’energia nucleare, oltre che all’impegno dell’UE a sostenere l’elettrificazione rurale del Paese grazie al programma Sustainable Energy for All.

Di tutt’altro tenore il business forum che ha avuto luogo il giorno prima del summit, nel quale il Commissario al Commercio De Gucht ha segnalato diverse problematiche: il ritiro della firma, da parte del Sudafrica, di un trattato bilaterale sugli investimenti con la Spagna, l’introduzione di restrizioni alle esportazioni e le richieste di protezione commerciale da parte di diverse imprese sudafricane. De Gucht ha avvertito i partecipanti che una massa critica di trade irritants avrebbero potuto convincere le imprese europee a diversificare gli investimenti verso altri Paesi africani.

Nonostante inevitabili frizioni tra partner economici il cui livello di sviluppo inizia a convergere, la cooperazione tra le due aree è in costante miglioramento dal 1994, anno in cui il Sudafrica tenne le prime elezioni libere. La partnership strategica con il Sudafrica è inquadrata nell’accordo bilaterale su Commercio, Sviluppo e Cooperazione, che assicura opportunità negli scambi in entrambe le direzioni (secondo la Commissione, grazie ad esso l’UE ha eliminato il 92% delle linee tariffarie, mentre il 72% del Sudafrica). De Gucht ha confermato che l’UE intende conferire una liberalizzazione asimmetrica a favore del SADC in materia agricola nell’accordo EPA in discussione, mentre il Presidente Zuma ha indicato che il deficit commerciale, attualmente a vantaggio dell’UE, è stato discusso, richiedendo l’eliminazione degli ostacoli non tariffari, in particolare per quanto riguarda le esportazioni di frutta.

Il felice esito del vertice e del forum, sullo sfondo del possibile graduale miglioramento delle condizioni di salute di Mandela, lasciano intravedere ampi spazi per un dialogo costruttivo sui diversi aspetti della relazione tra l’Unione e il più importante Paese africano. Barroso ha concluso la sua dichiarazione con una citazione tratta dalle memorie dello stesso Madiba, molto adatta al Paese e alle sfide della relazione con l’UE:

Dopo aver scalato una grande montagna, se ne scoprono spesso molte altre, ancora da affrontare (…). Ma posso riposare solo per un istante, poiché la libertà comporta responsabilità, e non oso tardare, poiché il mio lungo cammino non è ancora finito.

In foto, da sinistra a destra Herman Van Rompuy, Jacob Zuma e Manuel Barroso davanti alla torta realizzata per il compleanno di Nelson Mandela. (© European Commission)

L' Autore - Shannon Little

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