sabato , 24 febbraio 2018
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© European Union Naval Force Somalia Operation Atalanta / Flickr 2009

Missione EUNAVFOR Med, Wikileaks svela i retroscena

Dopo che il 18 maggio 2015 il Consiglio dell’UE ha istituito la missione navale EUNAVFOR Med, finalizzata a smantellare le reti di trafficanti di uomini attivi nel Mediterraneo, Wikileaks è riuscita a mettere le mani su due documenti riservati datati 12 Maggio e riguardanti proprio la missione europea di contrasto all’immigrazione clandestina. Entrambi i documenti rivelano qualche interessante dettaglio sulle procedure interne delle Istituzioni europee e sulla missione che dovrebbe partire tra poche settimane.

Un progetto di largo respiro

Il primo è stato preparato dal Segretariato Generale del Consiglio e in particolare dal c.d. Politico-Military Group (PMG) e dal Committee for Civilian Aspects of Crisis Management (CIVCOM). Tale documento sottolinea innanzitutto che, anche se l’operazione avrà un focus sul Mediterraneo Meridionale, una certa rilevanza dovrà averla anche il Mediterraneo Orientale e cioè il mare di fronte alla Siria, all’Egitto e alla Turchia. Questo elemento dovrà essere valutato attentamente, dal momento che il documento ufficiale che autorizza la missione parla di un generale “Mediterraneo centro-meridionale”.

In secondo luogo, i due gruppi di esperti evidenziano – giustamente – come la missione debba essere parte di un progetto più ampio e di lungo termine: la paura è quella di una risposta politico-militare dettata più dai nervosismi dell’opinione pubblica che dalla volontà di creare un vero strumento europeo per la lotta all’immigrazione clandestina.

Altro punto molto interessante lo si trova al paragrafo 10, dove il PMG fa notare che un’eccessiva vicinanza delle navi militari dell’UE alle coste d’imbarco potrebbe in realtà essere controproducente ed incrementare il flusso migratorio. In sostanza, si tratta della stessa critica che veniva mossa contro la missione “Mare Nostrum” la quale secondo alcuni incrementava il flusso migratorio clandestino piuttosto che limitarlo.

Una missione complessa: il ruolo dell’ONU

Il secondo documento, invece, proviene dall’European Union Military Committee (organo composto dai Capi di Stato Maggiore della Difesa di tutti i Paesi europei) e mette subito in risalto la complessità militare dell’operazione, soprattutto nelle tempistiche proposte. Nonostante ciò, l’EUMC considera  la missione fattibile a patto che venga creato un quadro legale solido (per esempio una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ai sensi del Capitolo 7 della Carta ONU, necessaria per dispiegare le fasi militarmente intrusive della missione) e delle regole d’ingaggio chiare.

Più nello specifico, il pericolo secondo l’EUMC è che senza una piena autorizzazione da parte delle autorità libiche o dal già citato Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le operazioni vere e proprie di contrasto all’immigrazione clandestina previste dalla missione potrebbero trasformarsi in un’ulteriore fonte di instabilità, minando il complicato processo di normalizzazione della situazione interna libica. Oltre a ciò, l’EUMC evidenzia anche la necessità di prendere in considerazione i rischi operativi di una missione così complessa e, in particolare, la possibile presenza di forze ostili, estremiste o addirittura terroriste, come le cellule (ancora relativamente piccole) affiliate all’ISIS.

In conclusione, la missione EUNAVFOR Med, così come sottolineato dai documenti confidenziali, si preannuncia molto complessa. Detto questo, è però doveroso celebrare il primo passo di un’Europa che – questa volta – ha dimostrato notevoli capacità progettuali: speriamo che le capacità operative dell’UE si rivelino all’altezza delle aspettative.

 

L' Autore - Gianluca

Appassionato di politica estera e diplomazia, felice di scrivere per questa bella rivista.

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