giovedì , 16 agosto 2018
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Mogherini: “Russia non è più partner strategico UE”

Nonostante la fresca nomina a lady PESC, Federica Mogherini non trascura certo le sue incombenze di Ministro degli Affari Esteri. Ieri è infatti intervenuta davanti alla Commissione Affari Esteri (AFET) del Parlamento Europeo, per presentare ai deputati europei le priorità del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’UE ed i risultati dell’ultimo Gymnich (Consiglio informale dei Ministri degli Esteri dell’Unione), svoltosi a Milano la settimana scorsa. La discussione si è sviluppata quasi interamente sulle molteplici crisi che attanagliano l’UE da ogni lato: Siria, Iraq, Libia, Gaza e – soprattutto – Ucraina.

A Milano, i 28 Ministri degli Esteri dell’UE hanno convenuto che è necessario perseguire una soluzione politica in Iraq, capace di portare alla creazione di un governo inclusivo a Baghdad. A proposito della minaccia rappresentata dallo Stato Islamico, Federica Mogherini ha ripetuto più volte che è da escludere qualsiasi forma di soluzione politica con l’ISIS. È necessario, tuttavia, lavorare alla costruzione di un nuovo approccio regionale, che permetta ad attori diversi di affrontare insieme la minaccia comune rappresentata dallo Stato Islamico. Evitando, nel contempo, di cadere nella trappola della “narrazione dello scontro di civiltà e di religioni” – ha osservato il Ministro.

Gaza. Il Ministro degli Esteri ha espresso il sostegno dei 28 al cessate-il-fuoco raggiunto a Gaza, nella speranza che l’accordo possa preludere ad una soluzione politica duratura: quella dei due Stati. In questo contesto, l’Unione Europea non può limitarsi a contribuire alla ricostruzione a Gaza, ha il dovere di giocare un importante ruolo politico.

Ucraina. La Mogherini ha anche annunciato che entro venerdì i governi UE saranno chiamati a decidere su un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il Coreper (comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati membri) è già al lavoro: entro giovedì, la Commissione Europea presenterà infatti la proposta. Diversi saranno i settori interessati dal pacchetto rafforzato di sanzioni contro Mosca, tra cui difesa, finanza e tecnologie a doppio uso civile e militare. Quattro sono i punti critici individuati dai 28 Ministri degli Esteri riuniti a Milano: un accordo per un cessate-il-fuoco sostenibile, il controllo delle frontiere, la cessazione dei flussi di uomini e armi dal territorio russo a quello ucraino e il rilascio degli ostaggi. In più, è fondamentale che sia garantito il pieno accesso alla zona in cui si trovano i resti del volo MH17. L’obiettivo di fondo rimane comunque la ricerca di una soluzione politica sostenibile e duratura.

Priorità della Presidenza italiana. Numerose sono le priorità contenute nel documento programmatico della Presidenza, ma Federica Mogherini ha scelto di concentrarsi solo su alcune di esse: la difesa della libertà di religione e la protezione delle minoranze religiose, la battaglia contro la pena di morte, la lotta contro la violenza sulle donne. Altro tema caro alla Presidenza italiana è quello dell’allargamento, considerato da sempre “il cuore del progetto europeo”. Ancora oggi, l’allargamento svolge un ruolo fondamentale per l’UE, grazie al suo potere trasformativo. In questo senso, la Presidenza italiana si impegna a incoraggiare il processo di allargamento dell’UE nei Balcani occidentali. Roma intende inoltre rilanciare il processo negoziale in corso con la Turchia.

Federica Mogherini è stata poi tempestata da una pioggia di domande. Diversi i temi toccati, ma com’era prevedibile a farla da padrone è stata la crisi ucraina. Di fronte alle critiche contro l’atteggiamento “morbido” del governo italiano nei confronti della Russia di Putin, la Mogherini ha ribadito: “La mia prima visita in qualità di Ministro degli Esteri è stata a Kiev. È stata una scelta politica”. Oggetto di critiche è stata anche una frase che compare nel documento programmatico della Presidenza: “la Russia resta un partner strategico per affrontare le sfide regionali e globali”. Federica Mogherini ha subito replicato che quella frase andrebbe cambiata. “La Russia è un attore strategico a livello globale e regionale, ma non più un partner strategico” per l’UE – ha detto senza mezzi termini.

Facendo sfoggio del suo ottimo inglese, Federica Mogherini si è destreggiata abilmente tra le domande dei deputati europei. In realtà, si è trattato solo di un riscaldamento. Tra qualche settimana, dovrà infatti superare un’audizione ben più complessa: quella per diventare davvero, a tutti gli effetti, la nuova lady PESC.

Photo © European Union, 2014, Source EP

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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