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Piebalgs in tour nel Sahel: continua l’impegno europeo per lo sviluppo e la sicurezza della regione

L’Unione Europea conferma il suo sostegno particolarmente generoso ai Paesi del Sahel con una visita istituzionale di tre giorni, compiuta a partire dallo scorso 5 novembre dal Commissario per lo Sviluppo, Andris Piebalgs. Il Commissario ha compiuto un tour di quattro Paesi della regione, Mali,  Niger, Burkina Faso e Ciad, accompagnato dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, dal Presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, dalla Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Nkosazana Dlamini Zuma, dal Presidente della Banca dello Sviluppo Africana, Donald Kaberuka, e dal Rappresentante Speciale dell’UE per il Sahel, Michel Reveyrand de Menthon.

Al centro degli incontri di questa tre-giorni sono stati soprattutto i fondi stanziati dall’UE per il periodo 2014 – 2020  per programmi volti a favorire lo sviluppo della regione. L’UE, infatti, destinerà un finanziamento complessivo di 5 miliardi di euro ai Paesi sottosviluppati: di questi 615 milioni saranno destinati al Mali, 442 milioni al Ciad, 623 milioni verranno destinati al Burkina Faso e 542 milioni al Niger.

Questi fondi saranno orientati verso due obiettivi principali che, come ripetuto più volte dallo stesso Commissario europeo, sono strettamente interconnessi e da considerare fondamentali per il rilancio dell’intera regione: la sicurezza del Sahel e la riduzione della povertà. L’Unione Europea riconferma, quindi, la propria linea d’azione nei confronti dei Paesi sottosviluppati ribadendo, neppure troppo implicitamente, la convinzione che sia la povertà estrema in cui si trovano le popolazioni sahariane, e non solo, a originare le crisi politiche e militari e di conseguenza l’elevata instabilità nella regione.

I fondi europei, dunque, saranno impiegati principalmente per garantire l’accesso all’acqua potabile a più ampie fasce della popolazione e per rinforzare le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto. In Paesi come il Niger, inoltre, saranno avviati programmi per l’agricoltura e per garantire la sicurezza alimentare. Una voce di spesa specifica dedicata al cambiamento climatico sarà poi aperta in Ciad. E infine, in tutti i Paesi saheliani visitati dal Commissario Piebalgs, saranno avviati anche programmi per la costruzione o il rifacimento di arterie viarie che consentiranno di addentrarsi anche nelle regioni finora rimaste maggiormente isolate.

Unica nota stonata, la mancanza di equità nella distribuzione degli interventi in Mali. Il Paese, che ancora non si è messo alle spalle la crisi politica del 2012, vide lo scoppio dell’insurrezione tuareg proprio a causa, principalmente, della condizione di abbandono in cui versavano (e versano) le regioni del Nord, come più volte rivendicato dai membri del Fronte Nazionale di Liberazione dell’Azawad.

Da un’analisi della destinazione dei fondi europei che saranno impiegati in Mali in base al Piano di Rilancio stilato dal governo di Bamako, si riconferma il fatto che la maggioranza dei finanziamenti provenienti da Bruxelles saranno spesi per migliorare le condizioni di vivibilità nel Sud e gli unici due interventi previsti per il nord saranno di tipo infrastrutturale: il primo riguarderà una strada che unirà Bamako a Timbuctù, e il secondo, invece, collegherà le città del nord di Gao e Kidal non al resto del Paese, come sarebbe lecito pensare, bensì all’Algeria. L’UE  non si è dimostrata particolarmente attenta alle cause dei conflitti, questa volta.

Nell’immagine, partendo da sinistra: Donald Kaberuka, Kim Yong Jim, Ban Ki-moon, il Presidente del Burkina Faso Blaise Compaore, Nkosazana Dlamini-Zuma e il Commissario Andris Piebalgs. Sullo sfondo Romano Prodi. (European Commission Photo Gallery, foto del 7 novembre) 

L' Autore - Sara Monetta

Laureata in Scienze Politiche, curriculum Studi sull'Asia e sull'Africa. Studiosa, nel suo piccolo, di politica internazionale, Unione Europea e Medio Oriente. è giornalista pubblicista e collabora con Radio Base e con il quotidiano Le Cronache del Salernitano. Il suo motto è "Insisti che si può fare"

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