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Nell'immagine, poster georgiano anti-russo (Photo © Susan, 2008, www.flickr.com

Putin: Abkhazia e Ossetia del Sud dopo la Crimea?

Dopo la firma del Trattato di Alleanza e Partnership Strategica con l’Abkhazia lo scorso novembre, Mosca è vicina alla firma del Trattato di Alleanza e Integrazione con l’Ossetia Meridionale. I due trattati costituiscono quasi un’annessione non dichiarata e sono il culmine di un percorso iniziato con il riconoscimento da parte russa delle due entità separatiste appena dopo la guerra dell’agosto 2008. Le due regioni erano diventate entità statali de facto già a partire dalla firma dei cessate il fuoco che congelavano le rispettive guerre civili senza trovare una soluzione politica. La guerra del 2008, secondo molti, ha segnato il punto di non ritorno. Il riconoscimento russo ha paradossalmente aumentato l’isolamento delle due repubbliche, dato che oltre alla Russia sono state riconosciute solo da Nicaragua, Venezuela, Tuvalu, Nauru e Vanuatu.

Questa situazione non ha reso felici gli abkhazi, il cui rapporto con la Russia è molto diverso da quello degli osseti. I primi furono infatti vittime di  quello che alcuni storici definiscono “genocidio dei Circassi”, avvenuto alla fine della lunga Guerra del Caucaso. Nel corso del XX secolo i rapporti sono migliorati. Oggi Sukhumi (capitale dell’Abkhazia) vede Mosca come un alleato e protettore, anche se aspira a rafforzare la propria indipendenza. Diversa è la storia degli osseti, senza dubbio il gruppo etnico più filorusso del Caucaso. L’Ossetia Meridionale aspira a riunificarsi con i cugini dell’Ossetia Settentrionale nel contesto della Federazione Russa.

Questo retaggio storico spiega perché una prima bozza del “Trattato di Alleanza” avesse incontrato l’opposizione delle autorità di Sukhumi. La seconda bozza è stata invece approvata a novembre, dopo che il termine “integrazione” è stato sostituito con “partenariato” e sono stati eliminati alcuni punti osteggiati dall’opinione pubblica abkhaza, ad esempio una procedura preferenziale per far ottenere la cittadinanza abkhaza ai russi che vogliono acquistare beni immobili in Abkhazia oppure la fusione delle strutture governative. La sovranità dell’Abkhazia è comunque minata dalla perdita, con la firma del trattato, della propria autonomia in politica estera. In Ossetia Meridionale invece l’accordo è stato accolto in maniera molto più positiva e probabilmente verrà firmato il prossimo mese. Ad opporvisi è stato solo il Partito Popolare dell’Ossetia Meridionale, il cui sito internet è stato oscurato.

Appare evidente come queste due mosse si collochino nel contesto della crisi dei rapporti UE-Russia e come il loro scopo principale sia ostacolare l’integrazione euro-atlantica della Georgia. Bisogna però tener conto anche di un altro fattore. La Crimea, che era sottoposta all’autorità di Kiev, è stata occupata e annessa in poche settimane. In Ossetia e Abkhazia, al contrario, truppe russe (che Mosca definisce peacekeepers, altri, ironicamente, piece-keepers) sono presenti da più di 20 anni. Le due repubbliche sono oggetto di un’annessione non dichiarata. Le ragioni di questo approccio “più cauto” sono legate al rischio di incrinare i rapporti interetnici nel Caucaso Settentrionale, in particolare per quanto riguarda ingusci e osseti. La guerra civile in Ossetia Meridionale nel 1992 fu infatti strettamente legata a quella tra Ossetia Settentrionale e Inguscezia per il controllo del distretto di Prigorodnyj, dove vennero alloggiati rifugiati sud-Osseti. Molti osseti considerano la strage di Beslan del 2004 come una vendetta degli ingusci.

L’UE ha reagito alla notizia dell’accordo tra la Russia e l’Abkhazia con un comunicato firmato da Federica Mogherini dove il patto viene definito come una minaccia alla stabilità regionale ed una violazione della sovranità georgiana e dell’accordo firmato nel 2008 da Russia e Georgia, con la mediazione dell’UE. A parte questo, però, l’UE non ha soluzioni da offrire. Dopo la guerra del 2008 ha lanciato la politica dell’Impegno Senza Riconoscimento (Non-Recognition and Engagement Policy), già allora poco efficace e oggi del tutto inutile. Per poter sperare in una soluzione dei conflitti congelati di Ossetia Meridionale e in Abkhazia sarebbero indispensabili buoni rapporti con Mosca. Per ora tutto quello che l’UE può fare è mantenere la missione di monitoraggio, il cui mandato è stato rinnovato poche settimane fa, e aiutare la Georgia ad implementare le riforme previste dall’Accordo di Associazione. Rendere il Paese un modello virtuoso per tutta la regione potrebbe alla lunga migliorare la situazione.

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

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