martedì , 14 agosto 2018
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Summit UE-Russia: un cordiale disaccordo

“Much unhappiness has come into the world because of bewilderment and things left unsaid”. La frase di Dostoevskij che il Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso ha citato a all’inizio della conferenza stampa del 28 gennaio sintetizza in modo piuttosto chiaro i toni e le modalità del trentaduesimo summit tra Unione Europea e Russia che si è tenuto a Bruxelles. La discussione, infatti, come hanno sottolineato tanto il Presidente russo Vladimir Putin, quanto i rappresentanti da parte europea, è stata franca ed aperta. La chiarezza delle posizioni e la franchezza delle dichiarazioni ha forse limitato i risultati concreti dell’incontro, ma costituirebbe l’imprescindibile punto di partenza per maggiori progressi da intraprendere già il 3 giugno a Sochi nel corso dell’appuntamento russo del summit.

Il vertice, che avrebbe dovuto tenersi a dicembre, è stato spostato, su richiesta europea, a fine gennaio e ne è stata accorciata la durata dai due giorni abituali ad appena qualche ora pomeridiana. Molti i punti all’ordine del giorno, benché le attenzioni si siano catalizzate in particolare sulla questione ucraina. Partenariati orientali con Moldavia e Georgia, dumping e misure antidumping, Terzo pacchetto dell’energia, visti, diritti umani e Stato di diritto: queste le questioni principali emerse nel corso dell’incontro e sollevate in conferenza stampa. Relativamente alla questione ucraina, il Presidente Putin ha manifestato disappunto per la visita dell’Alto Rappresentante Catherine Ashton a Kiev, equiparandola a un’eventuale visita con relative pesanti dichiarazioni del Ministro per gli Affari Esteri russo a Cipro o in Grecia all’apice delle crisi che hanno investito i due Paesi. Putin ha poi confermato che il prestito di 15 miliardi di euro stabilito in dicembre col Presidente Yanukovich non verrà cancellato, anche nell’eventualità di un cambio di governo, perché l’aiuto non è politicamente condizionato. Il Ministro dell’Economia russo ha, tuttavia, precisato in altra sede che tempi e modalità potrebbero dover essere in tal caso rinegoziati.

Al di là della dichiarazione congiunta in materia di terrorismo e della comunanza di visioni su fenomeni come la pirateria, i leader europei ed il Presidente russo non hanno fatto mistero di tutte le questioni ancora irrisolte. Per quanto concerne l’ambito economico, i rapporti tra UE e Russia sono ancora gestiti da un Accordo di Partenariato e Cooperazione del 1994 che, spirato nel 2007, è stato rinnovato di anno in anno in attesa di negoziare quello che rimane al momento il “Nuovo Accordo”.

Eppure, le idee e le proposte sono ambiziose. Uno spazio economico comune da Lisbona a Vladivostok: è stato questo l’invito e l’auspicio del Presidente Barroso. In quest’ottica nascono, secondo la Commissione Europea, gli accordi del Partenariato Orientale, di cui fanno parte le intese che verranno firmate con Georgia e Moldavia e che avrebbero dovuto essere siglate con l’Ucraina. “Il Partenariato non è contro qualcuno, ma per qualcosa”, ha argomentato Barroso. Posizioni piuttosto aperte quelle del Presidente Putin che ha insistito sulla necessità di creare un panel di tecnici con l’obiettivo di discutere gli effetti concreti degli eventuali accordi tra le ex Repubbliche sovietiche e l’Unione Europea – richiesta, d’altro canto, accolta dal partner europeo. Tuttavia, è chiaro che le relazioni commerciali non hanno fatto che inasprirsi col recentissimo ingresso della Russia nel WTO: l’UE accusa la Russia di fare dumping in Europa, mentre la Russia definisce illegittime le misure anti-dumping che l’Unione Europea ha adottato in risposta.

Grandi attese erano state, inoltre, riposte da parte russa sul negoziato relativo all’apertura dei visti, con la previsione di una facilitazione dei rilasci e con l’obiettivo di giungere ad una loro completa eliminazione per i viaggi di breve durata. Nessun avanzamento su questo fronte. Irrisolte anche le questioni dei diritti di sorvolo sulla Siberia che le compagnie aeree europee sono costrette a pagare, la vertenza sul Terzo pacchetto dell’energia e sugli accordi controversi tra Stati Membri e Gazprom.

“Abbiamo bisogno l’uno dell’altro per assicurare la stabilità sul continente (…). I nostri rapporti sono troppo importanti per non affrontare le differenze”, ha dichiarato con una buona dose di pragmatismo il Presidente Barroso. Affrontarle, però, non significa per forza risolverle.

In foto il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, il Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso (Foto: Council of the European Union) 

L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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