mercoledì , 15 agosto 2018
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Sviluppo: la sfida della Presidenza italiana

Il contributo di Expo Milano al dibattito globale sulla sostenibilità e la sicurezza alimentare, l’agenda per lo sviluppo post-2015, il ruolo del settore privato nella cooperazione e il rapporto tra migrazioni e sviluppo sono i principali temi toccati martedì durante il Consiglio informale dei Ministri per la cooperazione allo sviluppo dell’Unione Europea. La riunione, che si è svolta sullo sfondo del suggestivo Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, è stata presieduta da Lapo Pistelli, Vice Ministro italiano agli Affari Esteri. All’incontro ha preso parte anche Andris Piebalgs, Commissario europeo per lo sviluppo.

Durante la conferenza stampa conclusiva, il Vice Ministro Pistelli si è mostrato soddisfatto dei risultati raggiunti. Per quanto riguarda l’agenda per lo sviluppo post-2015, i Ministri per la cooperazione dei Ventotto hanno incaricato la Presidenza italiana del Consiglio dell’UE di promuovere una posizione europea comune e di adottare “conclusioni formali” in vista della 69° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante la quale saranno lanciati i negoziati intergovernativi finalizzati all’adozione del nuovo piano per gli Obiettivi di sviluppo del millennio e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. La grande sfida per l’UE sarà riuscire ad elaborare nei prossimi mesi una linea coerente e condivisa nel quadro di un numero limitato di obiettivi ben definiti, tra cui la promozione della pace e della sicurezza, lo Stato di diritto e la governance democratica, i diritti umani e la parità di genere.

Nel corso dei lavori, i Ministri per la cooperazione hanno anche convenuto che Expo 2015 – il cui tema è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” –  non è un evento soltanto italiano, bensì un’occasione per l’UE di dare una spinta decisiva ai negoziati per lo sviluppo. L’agricoltura e lo sviluppo rurale giocano un ruolo di primo piano nella lotta globale contro la povertà. In questo senso, la promozione della sicurezza alimentare è stata inserita a pieno titolo tra le priorità della Presidenza italiana dell’UE, sotto la voce “Sviluppo”.

I Ministri hanno anche deciso di organizzare, nel corso del semestre di Presidenza italiana dell’UE, un’iniziativa di dialogo tra Bruxelles e i Paesi del Corno d’Africa. In più, la Commissione è stata chiamata a produrre un documento entro la fine dell’anno sulla questione del rapporto tra migrazioni e sviluppo. Nel 2013, il numero dei migranti internazionali ha raggiunto i 232 milioni di euro, mentre le rimesse che i lavoratori emigranti inviano in patria hanno sfiorato i 300 miliardi (cifra tre volte superiore all’ammontare totale degli aiuti allo sviluppo a livello globale). Da questi dati emerge chiaramente il potenziale dei flussi migratori in termini di sviluppo, crescita  economica e creazione di posti di lavoro tanto per i Paesi d’origine quanto per quelli di arrivo. Per questi motivi, il Consiglio UE ha preso atto che il fenomeno migratorio dovrà essere considerato come un fattore cruciale nella promozione di una crescita sostenibile e inclusiva nel dibattito per la definizione dell’agenda per lo sviluppo post-2015.

A margine della riunione, è stato firmato un accordo per l’istituzione di un fondo fiduciario multidonor per lo sviluppo a favore della Repubblica Centrafricana. Dotato di un ammontare iniziale di 64 milioni di euro, il fondo “Bêkou” (parola che nella lingua sango significa “speranza”) va a sommarsi agli 84 milioni di euro di aiuti umanitari stanziati dalla Commissione Europea a partire dal dicembre 2012. Alla firma hanno preso parte il Vice Ministro Lapo Pistelli e il Commissario Piebalgs, oltre che i sottosegretari e ministri allo sviluppo di Francia, Germania e Olanda, alla presenza di Florence Limbio, Ministro centrafricano dell’economia e della cooperazione internazionale. A fronte della grave crisi umanitaria e politica che affligge il Paese “È necessario uscire dai sentieri battuti, collettivamente, e orientare la nostra riflessione e la nostra azione verso la ricerca di soluzioni capaci di assicurare il legame tra la gestione dell’emergenza, la riabilitazione e lo sviluppo” ha dichiarato Andris Piebalgs.

Il fondo Bêkou contribuirà alla ricostruzione e alla stabilizzazione del Paese dilaniato dalla guerra civile, attraverso il ripristino delle amministrazioni nazionali locali e dei servizi essenziali (elettricità, servizi sanitari, trasporti, scuole), aiutando così anche i Paesi vicini a ritornare alla normalità.

(Foto: Mr. Kris, www.flickr.com, 2007)

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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