martedì , 14 agosto 2018
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Ucraina: la Commissione vara i primi aiuti finanziari

La crisi ucraina non riguarda solo il critico passaggio della Crimea nelle mani di Mosca, ma anche la difficile situazione in cui versano le casse dello Stato ucraino. Per questo motivo, la Commissione Europea ha presentato ieri una proposta di decisione per il Consiglio riguardo una parte importante del pacchetto di aiuti finanziari promessi a Kiev. Si tratta dell’Assistenza Macro-Finanziaria (MFA), che coprirà fino a un 1 miliardo degli 11 messi sul tavolo dal Consiglio Europeo straordinario tenutosi due settimane fa.

La MFA è una particolare forma di finanziamento che l’UE riconosce ai Paesi candidati all’adesione, ufficiali e potenziali, e agli Stati che rientrano nella Politica Europea di Vicinato (PEV) e confinano con l’Unione. Si tratta di prestiti a medio o lungo termine o di trasferimenti a fondo perduto verso Stati che stiano affrontando una pesante crisi della bilancia dei pagamenti. A seconda del livello di sviluppo del Paese partner, la Commissione decide la composizione dell’aiuto fornito.

L’Ucraina, geograficamente ed economicamente, rientra a pieno nell’ambito di applicazione del MFA, che difatti costituisce uno dei primi passi concreti che l’UE adotterà per sostenere il Paese in questo drammatico momento economico. Kiev infatti ha conosciuto una lunga recessione a partire dalla metà del 2012, che ha incontrato un breve rallentamento solo nell’ultimo trimestre del 2013, in lieve crescita. A preoccupare sono però le gravi condizioni di indebitamento corrente del Paese: anche se il debito pubblico si attesta solo al 41% del PIL, ben al di sotto della soglia di rischio, solo nel 2014 il servizio del debito, ossia gli interessi, ammonterà a 10 miliardi di dollari. Non solo: il deficit fiscale si aggira fra il 6,5% e il 7,5% sul PIL, se si considera anche il principale operatore energetico pubblico, Naftogaz. Il deficit delle partite correnti ammonta a circa al 10% del PIL, l’indebitamento estero è in crescita e le riserve monetarie sono calate del 16% nel 2013. Tutto questo vuol dire che l’Ucraina deve affrontare pesanti necessità di finanziamento nel breve periodo.

E sono state proprio queste difficoltà finanziarie incombenti ad aver giocato un ruolo centrale nello spingere l’ex Presidente Viktor Yanukovich fra le braccia di Vladimir Putin, in cambio di un aiuto da 15 miliardi. Ora la situazione del nuovo governo è anche più critica: non solo l’instabilità politica e la crisi in Crimea pregiudicano ulteriormente la crescita economica, ma la decisione di Gazprom di non corrispondere più a Kiev, a partire da aprile, prezzi ridotti sulle forniture di gas non può che aggravare ulteriormente la crisi.

L’UE interviene dunque con decisione a fianco del FMI per sostenere gli sforzi di consolidamento fiscale dello Stato ucraino. Gli aiuti verranno corrisposti sotto forma di prestiti a medio termine in due tranche, la cui fornitura sarà sottoposta a condizionalità. Così, la prima parte, all’incirca di 500 milioni, verrà trasferita dopo che il governo ucraino avrà contratto un accordo di riforme con il FMI (si stima intorno a giugno), la seconda, probabilmente in autunno, quando l’Ucraina avrà concordato alcune condizioni con l’UE stessa. Queste verranno sancite da un Memorandum of Understanding che la Commissione concorderà con Kiev.

Le condizioni poste dall’UE saranno di carattere politico ed economico. Fra i prerequisiti per l’accesso agli aiuti infatti figurano il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto. Potrebbero apparire parole vuote, tipiche delle relazioni dell’UE con tutti gli altri partner internazionali, ma nella fluida situazione ucraina nulla va dato per scontato. Le condizioni più stringenti riguarderanno invece le riforme che il governo dovrà attuare: misure a favore della trasparenza e dell’efficienza della pubblica amministrazione, riforme fiscali, una più morigerata gestione delle finanze pubbliche, ampliamento della rete di protezione sociale e rafforzamento delle normative su commercio e investimenti.

Lo strumento della MFA è stato scelto per il suo valore aggiunto: la rapida implementazione. In questo modo, in pochi mesi le risorse europee dovrebbero essere a disposizione dell’Ucraina. Il Commissario agli Affari Economici e Monetari Olli Rehn ha affermato che questi aiuti saranno “vitali” per mantenere la “stabilità politica e finanziaria del continente”. La ricetta è quella: a Bruxelles sperano che i risultati siano migliori che altrove.

In foto stretta di mano fra il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy e il Primo Ministro ucraino  Arseniy Yatseniuk (Foto: Council of the European Union)

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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