giovedì , 16 agosto 2018
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Ucraina: l’UE apre la fase 3 delle sanzioni alla Russia

Dopo mesi di dubbi e tentativi di dialogo, l’Unione Europea apre la fase 3 delle sanzioni alla Russia. Sinora erano state individiuate singole personalità o entità economiche: con la decisione assunta ieri dal Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti, ad essere colpiti saranno interi settori dell’economia russa. Il passaggio alla fase più dura delle sanzioni è dovuto alla mancanza di segnali della fine del sostegno russo alle forze separatiste che stanno agendo nell’Ucraina orientale. Ma soprattutto, è stato l’abbattimento del volo MH17 a far vacillare anche i più dubbiosi in Europa.

Il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy e quello della Commissione Europea José Manuel Barroso hanno rilasciato ieri una durissima dichiarazione congiunta, in cui hanno testimoniato la “rabbia e frustrazione” per i ritardi nel garantire l’accesso alla scena del disastro agli investigatori internazionali, per la manomissione dei resti del velivolo e per la gestione “irrispettosa” dei corpi delle vittime. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma i vertici europei non si fermano all’ultimo, drammatico fatto, condannando invece l’intero corso di azione russo: “l’annessione illegale di territori (di altri Paesi) e la deliberata destabilizzazione di uno Stato sovrano vicino non possono essere accettati nel XXI secolo”. L’annessione della Crimea, il sostegno propagandistico e materiale ai separatisti: la misura è colma.

Nel concreto, le sanzioni colpiscono alcuni settori molto sensibili, come quello bancario, quello energetico e quello militare. Sono il frutto di un lungo negoziato interno all’UE, volto a colpire gli interessi di Mosca, senza pregiudicare la posizione di alcuni Stati membri.

L’UE impone quindi una forte riduzione dell’accesso delle banche russe ai mercati dei capitali europei. Cittadini, banche e compagnie europee non potranno più acquistare o vendere titoli obbligazionari (bond), azioni (equity) o altri strumenti finanziari con una scadenza superiore ai 90 giorni emessi da banche russe di proprietà statale, banche per lo sviluppo o altre compagnie che operino per loro conto. Sono vietati anche altri servizi, come il brokering.

È stato poi imposto un embargo sulle armi, che però, come tutte le altre misure adottate, si applicherà solo ai nuovi contratti. Questo significa che la vendita di due navi della Francia alla Russia potrà andare avanti. Si tratta da un affare da 1.2 miliardi di euro, che lo stesso Presidente François Hollande aveva difeso la settimana scorsa. Resta da vedere quale sarà la scelta francese: negli ultimi giorni era stata ventilata la possibilità di completare la vendita solo della prima nave, la Vladivostok, ma non della seconda, la Sebastopoli (ironicamente, una città chiave in Crimea).

L’embargo è comunque ampliato anche a tutto il commercio di tecnologie duali, utilizzabili sia in ambito civile che militare, indirizzato verso attori del settore militare di Mosca.

Viene infine colpito il settore energetico. Non sono oggetto di sanzioni i flussi di gas dalla Russia all’Europa, da cui dipendono troppi Paesi europei. Tuttavia, l’esportazione verso la Russia di tecnologia e materiale per le attività di questo settore dovrà prima essere approvata dalle autorità nazionali competenti. Sono invece negati sin da ora i permessi per l’esportazione di tecnologia per l’estrazione e produzione di petrolio in acque profonde, per l’esplorazione di giacimenti nell’Artico e per la produzione di shale oil (petrolio in formazioni rocciose di scisto). Di fatto, si chiude la strada alle nuove frontiere di ricerca del petrolio.

Tutte le sanzioni entreranno in vigore dopo che il 31 luglio saranno inserite nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Nel frattempo, è stata anche ampliata la lista di personalità e compagnie russe oggetto di sanzioni individuali.  Ora sono 95 persone e 23 entità economiche ad essere state colpite, per aver beneficiato da quanto accaduto in Crimea e nell’Ucraina orientale.

L’iniziativa europea dovrebbe essere seguita da analoghe misure messe in atto dagli Stati Uniti, così da mettere realmente in difficoltà il governo di Putin. I primi effetti comunque si sono già intravisti nella giornata di ieri, quando, mentre si facevano sempre più insistenti le voci sull’adozione delle sanzioni, il rublo è sceso ai minimi da due mesi e British Petroleum, partner di Rosneft, di cui detiene il 20%, ha avvisato il mercato che nuove sanzioni potrebbero avere “un impatto negativo” sulle sue attività.

In foto l’Alto Rappresentante Catherine Ashton dopo l’ultimo Consiglio Affari Esteri (Foto: Council of the European Union)

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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