martedì , 20 febbraio 2018
18comix
Il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, al suo primo Consiglio Europeo (Foto: EU Council)

Ucraina, per l’UE finalmente una strategia organica?

L’Ucraina è stata ancora una volta al centro dell’agenda europea durante il Consiglio Europeo tenutosi a Bruxelles giovedì scorso, il primo presieduto dal Presidente Donald Tusk. Dopo un incontro pomeridiano dedicato a crescita e occupazione, durante la cena Tusk ha egregiamente portato a termine il dibattito sull’Ucraina. La posizione che si delinea in merito alla questione ucraina è quello di una strategia europea basata su due direttrici: da un lato la progressiva imposizione di misure restrittive contro la Russia e il non riconoscimento dell’annessione della Crimea; dall’altro il processo di associazione tra Bruxelles e Kiev.

Sanzioni. Durante il 2014, l’UE ha imposto a Mosca misure quali congelamento di beni, restrizioni alla libertà di movimento, divieto di esportazione di prodotti europei ed embargo di prodotti provenienti dalla Russia. Inoltre, per sottolineare il non riconoscimento dell’annessione della Crimea, Bruxelles ha adottato una serie di sanzioni distinte e specificamente mirate alla penisola e alla città di Sebastopoli. Una prima serie di sanzioni prevedeva il divieto di importazione di prodotti provenienti dalla Crimea e limitazioni agli investimenti nei settori dei trasporti, telecomunicazioni, energia, sfruttamento di riserve petrolifere, minerali e di gas.

Per rimarcare la politica del non riconoscimento, i Ventotto hanno deciso un inasprimento di queste misure, che comporterà un approfondimento del divieto nei confronti dei settori già colpiti e la sua estensione a nuovi settori, quali il mercato dei beni immobiliari e i servizi turistici, includendo una lista di 165 prodotti, tra cui metalli, materiali per la perforazione del terreno, elettrodomestici e macchinari da costruzione edilizia.

L’obiettivo delle sanzioni non è meramente punitivo, ma punta a normalizzare la situazione nell’Est Europa, garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina e ricondurre le parti in causa al rispetto del protocollo di Minsk. Tali misure includono infatti clausole volte a mitigare potenziali effetti negativi sui cittadini, con riferimento specifico a scuole e ospedali. Gli effetti delle sanzioni sono molteplici. L’economia russa sta risentendo fortemente delle sanzioni: il tasso di cambio del rublo è crollato a 120 rubli/euro, mentre il settore turistico ha già subito danni pesatissimi anche in Crimea, dove il numero di turisti è calato da 6 a 2 milioni di turisti rispetto al 2013.

Associazione. Per quanto riguarda il rafforzamento dell’asse Bruxelles-Kiev, la strategia dell’UE resta quella di puntare sulla condizionalità dell’associazione politica ed economica con l’Europa. L’Alto Rappresentante Federica Mogherini ha più volte sottolineato la necessità che Kiev intraprenda un serio percorso di riforme politiche ed istituzionali. Poroshenko e Klimkin hanno confermato la volontà di disporre una strategia di riforma nazionale per il biennio 2015-17. Nell’ottica dell’assistenza europea ai processi di riforma, lo scorso luglio il Consiglio UE ha approvato all’unanimità una missione di assistenza alla riforma dell’apparato di sicurezza civile ucraino, ufficialmente avviata il 1 dicembre.

Inoltre, lunedì scorso, si è tenuto a Bruxelles il primo incontro del Consiglio di Associazione UE-Ucraina. In tale contesto, l’UE ha già fornito diversi tipi di assistenza, che comprendono 1,36 miliardi di Euro di investimenti in assistenza macrofinanziaria, il dispiegamento di esperti civili per gestire l’emergenza sfollati, la progressiva liberalizzazione della circolazione e la predisposizione all’integrazione dell’Ucraina nel network integrato dei trasporti europei TEN-T e nello spazio aereo comune europeo. Durante il Consiglio di Associazione è stata inoltre auspicata la partecipazione dell’Ucraina ai programmi europei COSME per il sostegno alle piccole e medie imprese, Horizon 2020 per la ricerca e innovazione e Creative Europe per il sostegno alla cultura.

Dopo le iniziali divisioni, nel corso del 2014 l’UE sembra aver finalmente consolidato la propria posizione intorno a una strategia organica. Lo stesso Tusk ha affermato, a conclusione del Consiglio Europeo, che finora l’UE ha agito soprattutto in maniera reattiva ed “event driven”, mentre “gli europei devono recuperare la fiducia in se stessi ed essere consci delle proprie forze”. Tusk ha aggiunto che una soluzione stabile e lungimirante per l’Ucraina non può che essere raggiunta tramite una strategia “adeguata, coerente e unita” e la chiave di volta di questa strategia è un’Ucraina moderna, sicura e indipendente.

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

Check Also

Trump

Le promesse di Trump complicano le relazioni fra UE e Stati Uniti

di Luigi Pellecchia Con la presidenza Trump, i rapporti tra Stati Uniti ed Unione Europea …

One comment

  1. Ma voi credete davvero che basta imporre alla Russia una seconda Weimar e trasformare la Crimea in una seconda Cuba affinché Putin faccia un passo indietro? Siete degli illusi. Per i Russi, la Crimea è un territorio russo, e chiunque la restituisse all’Ucraina si beccherebbe il nomignolo non proprio piacevole di предатель. E, riguardo alle sanzioni, il colpevole lo individueranno nell’Occidente e non certo in Putin.

    P.S.:I dati sul cambio euro-rublo sono falsi. Il tasso è adesso di 71,32 rubli per un euro e non 120 come affermato dall’autore.
    http://finanza-mercati.ilsole24ore.com/quotazioni.php?QUOTE=!RUBVS.FX

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *