giovedì , 16 agosto 2018
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UE-Cina: la visita di Xi Jinping e il “ritorno dei mercanti”

Lo scorso 31 Marzo il Presidente cinese Xi Jinping si è recato in visita presso il Consiglio Europeo per una serie di incontri con il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, con il presidente del Parlamento UE Martin Schulz e con il Presidente del Consiglio Europeo Herman van Rompuy. L’arrivo del presidente cinese ha un valore strategico e simbolico e suscita molto interesse a livello internazionale.

Ci sono diversi aspetti da analizzare in merito alla visita e se quello economico è predominante non mancano certo altri spunti d’interesse. Una prima curiosità storica riguarda l’impostazione cerimoniale della visita. Sembra quasi tornare in vita quello stile imperiale del sistema sinico dei tributi, in cui centinaia di mercanti si accodavano alle delegazioni in visite alle corti asiatiche, per poter usufruire dei particolari permessi commerciali concessi alle rappresentanze diplomatiche stesse.

In questo caso però il percorso è stato inverso: circa 200 imprenditori cinesi hanno seguito il viaggio di Xi Jinping concludendo accordi bilaterali di ingente valore (i soli accordi tra Cina e Francia sono stati quantificati in 18 miliardi di euro). La Cina di Xi Jimping non è però la Cina imperiale, né tanto meno la Cina maoista. È una Cina diversa ed in evoluzione, che sta cercando di mediare le sue diverse anime per affermare un modello cinese: il “chinese dream”. Dimenticando l’abusato concetto della via della seta per definire il commercio sino-europeo: oggi l’unica seta che si può trovare è quella delle cravatte iconoclasticamente comparse sul collo dei top manager cinesi.

Ma cosa cerca la Cina in Europa? Cina ed Europa hanno scambiato, nel 2013, beni per un valore pari a 588 miliardi di dollari, con una bilancia commerciale che pende nettamente dalla parte cinese. Per molto tempo la direzione degli investimenti è stata quella che partiva dalle capitali europee e si spostava verso l’Asia, ma oggi la crisi economica sta rendendo appetibili per gli investitori cinesi la zona mediterranea e orientale del nostro continente. Un esempio è l’apertura di uno stabilimento della casa automobilistica Great Wall Motors in Bulgaria, con la conseguente realizzazione di una breccia per penetrare nel mercato automobilistico europeo evitandone i dazi doganali. Altri esempi sono le infrastrutture che beneficiano degli investimenti cinesi. In una Grecia devastata, il porto del Pireo, sospinto dagli investimenti cinesi, si appresta a diventare uno dei principali hub europei.

Il rafforzamento delle relazioni economiche tra Europa e Cina rappresenta anche un’importante occasione per diversificare le possibilità di investire l’immensa liquidità cinese. Un segnale importante anche a livello geopolitico, considerando l’importanza giocata dagli investitori cinesi nel finanziamento del debito pubblico americano. Tra i risultati immediati che la visita di Jinping ha portato a termine troviamo l’ammorbidimento e la conseguente conclusione della lite sul polisicone e di quella sul vino (con l’improvvisa scomparsa dell’indagine sugli aiuti di Stato concessi alle aziende del settore TLC, Huawei e Zte).

Al vero piatto forte si sta però ancora lavorando: il 16° Business Summit Europa-Cina dello scorso novembre a Pechino ha dato lo spunto per unire le voci dei 28 Paesi Europei. Non bisogna dimenticare infatti che l’intesse tra le due economie è reciproco. È da tempo che le imprese europee chiedono una maggiore apertura del mercato cinese. Allo stesso tempo il miraggio di un trattato di libero scambio UE-Cina e del riconoscimento della Cina come economia mercato potrebbero facilitare questo processo. Sono però ancora tante e complesse le partite da giocare e sono tanti i viaggi da compiere prima che ciò accada. 

Photo © President of European Council

L' Autore - Daniele Di Cara

Viaggiatore incallito e curioso mi piace vivere il mondo e raccontarlo. Ho esperienze nel settore della cooperazione europea in campo giovanile. In passato ho servito in Ecuador come United Nations Volunteer per l'UNDP e in Bulgaria all'interno del programma europeo SVE. Mi sto specializzando nelle relazioni internazionali dell'Asia orientale.

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