venerdì , 17 agosto 2018
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UE e Cuba: si tratta per un accordo di cooperazione

Lo scorso 29 aprile, lUnione Europea e Cuba hanno intrapreso un primo round di negoziati con lobiettivo di approvare un nuovo Accordo di Dialogo Politico e di Cooperazione. La prima tornata di trattative ha avuto luogo a LAvana con un incontro tra il Direttore Generale per i Paesi delle Americhe del Servizio Europeo dAzione Esterna (SEAE), Christian Leffler, in rappresentanza della parte europea e Abelardo Moreno, vice Ministro degli Esteri cubano. Durante questi primi incontri, le parti si sono focalizzate sulla definizione delle modalità di negoziazione e sulle successive procedure. Bruxelles e LAvana, infatti, saranno in modo alterno le sedi dei futuri incontri.

Cuba è lunico Paese del continente sudamericano con il quale lUnione Europea non ha sottoscritto, ad oggi, nessun accordo bilaterale, nonostante più della metà dei Paesi membri dellUnione detengano relazioni di cooperazione e scambio politico con lisola. Negli ultimi anni, inoltre, i rapporti tra lUE e Cuba si sono rivelati piuttosto altalenanti. Nel 1996, il Consiglio dellUnione Europea assunse la Posizione comune europea su Cuba. Il documento esponeva la posizione che lUnione doveva assumere verso Cuba, rivedendo la cooperazione bilaterale alla luce dei cambiamenti economici e politici che si sarebbero potuti verificare a LAvana.

Recentemente sono stati numerosi i passi che hanno permesso il graduale avvicinamento dei due attori. Lo scorso 3 marzo LAvana ha accettato la proposta dellUnione, avanzata dallAlto Rappresentante Catherine Ashton, per discutere in merito allaccordo. Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez, a tal proposito, ha sottolineato come Cuba abbia accolto con soddisfazione le intenzioni dellEuropa, dal momento che questo avvicinamento potrebbe significare in modo concreto «la fine delle politiche unilaterali dellUnione Europea su Cuba». Il Ministro ha inoltre manifestato la disponibilità del Governo cubano a trattare e discutere di qualunque tema, con un preciso riferimento al tema del rispetto dei diritti umani.

Gli avanzamenti verso un graduale disgelo delle relazioni bilaterali si devono, altresì, alla progressiva apertura economica intrapresa dal Governo di Raúl Castro, il quale ha cercato di svecchiare il modello economico imperante nellisola anche attraverso gli investimenti stranieri. Nello specifico, le nuove disposizioni approvate recentemente vedranno coinvolti quasi tutti i settori relativi agli investimenti esteri diretti (IDE), ad eccezione delleducazione, della salute e delle forze armate. Di fatti, lisola caraibica ha necessità di capitale straniero alla luce delle proprie importazioni, in particolar modo quelle relative al settore alimentare, e per sviluppare il proprio mercato aprendolo alle nuove tecnologie e favorendo lesportazione dei prodotti cubani.

Tra le riforme intraprese dal governo, si segnala infatti che le imprese statali cubane potranno vendere autonomamente il loro surplus produttivo al prezzo dettato dal mercato e trattenere la metà degli utili generati alla fine dellanno, fissando così stipendi più elevati per i propri impiegati. Nonostante gli ammodernamenti e le riforme economiche, a Cuba non ci sarà una riforma politica: lisola continuerà ad essere governata da un unico partito. Questa condizione non sembra scoraggiare certo la Cina: il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, si è recato nei giorni scorsi in visita nel continente latinoamericano, recandosi dapprima a LAvana, per poi proseguire il viaggio a Caracas, Buenos Aires e Brasilia. Il gigante asiatico intende rafforzare i propri legami politici ed economici con lAmerica Latina e il Mercosur, non solamente per comprare le materie prime della regione sudamericana, ma anche per ottenere appalti per opere pubbliche in cambio di finanziamenti.

Le riforme introdotte a Cuba e il ravvicinarsi di Bruxelles e LAvana sono segnali importanti per unEuropa che non può permettersi, in Sud America come altrove, di perdere altro terreno nei confronti della Cina e dei nuovi competitors globali. Sostenere il nuovo corso di Raul Castro, lavorare ad un quadro di cooperazione istituzionalizzato tra UE e Cuba e rinforzare in generale la presenza europea in America Latina sono obiettivi politici di primo piano per lEuropa. Rappresentano anche occasioni da cogliere per difendere gli interessi dei Paesi europei e per promuovere e rafforzare la democrazia nella regione. 

Photo: © flippinyank, 2008, www.flickr.com

L' Autore - Giulia Richard

Responsabile UE-America Latina & Spagna - Laureata magistrale in Development, Environment & Cooperation presso l'Università di Torino, con una tesi sulle relazioni commerciali tra UE e America Latina. Dopo aver lavorato a Montevideo e a Valencia, attualmente vivo nel cuore dell'Europa, a Bruxelles.

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