domenica , 19 agosto 2018
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UE-Egitto: tre accordi per supportare la popolazione egiziana

Come in ogni relazione che si rispetti, anche nei rapporti tra Unione Europea ed Egitto è arrivato il momento di passare ai fatti. Quella appena trascorsa, è stata senz’altro una settimana decisiva nel dare un risvolto concreto alle tante parole di sostegno nella claudicante transizione politica del Cairo. In visita a Bruxelles, il vice primo Ministro e Ministro per la Cooperazione Internazionale egiziano Ziad Bahaa-Eldin, ha firmato con l’UE ben 3 accordi, destinati ad avviare avviare altrettanti ambiziosi progetti in settori chiave per il miglioramento delle condizioni di vita del suo popolo: gestione delle acque e delle acque di scarico, sviluppo delle zone rurali ed educazione.

Il primo progetto, della durata di 5 anni, fornirà acqua potabile e servizi sanitari ad un bacino di circa 15 milioni di persone ed avrà quindi un fortissimo impatto sul miglioramento della qualità della vita degli egiziani. L’UE vi contribuirà con una concessione di 23 milioni di euro sui 303 milioni previsti per la sua implementazione mentre i restanti finanziamenti proverranno da altri enti europei e dalla Banca europea per gli investimenti.

Il secondo progetto mira invece a facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese del settore agricolo e vedrà il sostegno di Bruxelles per 22 milioni di euro. L’agricoltura è ancora oggi la principale attività economica nelle zone rurali del Paese e dà origine al 14.7% del PIL nonché al 18.3% delle esportazioni egiziane. Dando poi lavoro al 25% della popolazione egiziana, l’agricoltura è un settore quanto mai vitale, soprattutto per un paese che ha fatto della lotta alla disoccupazione, specialmente tra i giovani, uno dei temi più caldi delle proteste del 2011.

A margine del suo incontro con Ziad Bahaa-Eldin di questa settimana, l’Alto Rappresentante Catherine Ashton ha poi annunciato la conclusione di un terzo importantissimo accordo che andrà a finanziare, tra gli altri, il settore dell’educazione, portando migliaia di bambini egiziani tra i banchi di scuola. Grazie a questo finanziamento si mira a ridurre il fenomeno del lavoro minorile che colpisce, in particolare, le bambine. Nell’insieme, la conclusione di questi tre accordi segna l’inizio di una nuova fase di collaborazione tra UE ed Egitto in cui parlare, finalmente, la lingua del popolo egiziano cercando di dare risposte concrete alle sue necessità e richieste.

Ma il benessere di un popolo passa inevitabilmente per le stanze del potere e la costante instabilità politica del Cairo ha già prodotto enormi danni all’economia del Paese. Per questo nel corso del suo incontro con la Ashton, Bahaa-Eldin si è preoccupato di rassicurare i partner europei sull’impegno del governo ad interim egiziano nel dare stabilità politica all’Egitto nel pieno rispetto dei diritti e delle richieste dei suoi cittadini. Dopo la sospensione della Costituzione da parte dell’esercito lo scorso 3 luglio, il paese è caduto nuovamente nel caos. Il processo costituzionale è il primo fondamentale nodo da sciogliere.

Secondo la road map politica presentata da Bahaa-Eldin a Bruxelles, l’Egitto avrà una Costituzione prima della fine dell’anno. Sono molti, però, i dubbi dei 28 sulla reale democraticità dei suoi contenuti. Anche per quanto riguarda le elezioni, il Ministro ha dichiarato – pur evitando di toccare il dolente tasto della partecipazione o meno dei Fratelli Musulmani alla vita politica del paese – che entro la prossima estate Il Cairo avrà un governo civile e democraticamente eletto, ed in seguito anche un Presidente.

Dopo i fatti, la Ashton ha poi sfruttato l’occasione della visita di Bahaa-Eldin a Bruxelles per ritornare alle parole e per reiterare la preoccupazione espressa dai 28 durante il Consiglio Affari Esteri dello scorso agosto, nel corso del quale l’UE decise di sospendere le esportazioni di armi ed equipaggiamenti potenzialmente utilizzabili per la repressione interna. Fu proprio in quell’occasione che l’UE decise di continuare nel suo supporto economico al Paese, permettendo la conclusione di accordi come quelli siglati in questa settimana, che vanno decisamente nella direzione giusta. Quella di rispondere ai reali e quotidiani bisogni degli egiziani.

Nell’immagine campi coltivati in Egitto, e sullo sfondo le piramidi di Giza (CC: John Atherthon, www.flickr.com).

L' Autore - Sara Bottin

Laureanda in "Politica Internazionale e Diplomazia" all'Università degli Studi di Padova. Stagista MAE-CRUI alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles, presso la quale mi sono occupata delle relazioni con i paesi del Mediterraneo e Medio Oriente. Da qui è sorto il particolare interesse per la politica estera dell'Unione Europea e le sue relazioni con i paesi dell'area mediterranea.

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