martedì , 14 agosto 2018
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UE – Israele: Shimon Peres al Parlamento Europeo

Martedì 12 marzo il Parlamento Europeo (PE) riunito in plenaria ha accolto con un lunghissimo applauso Shimon Peres, Presidente dello Stato d’Israele, intervenuto con un discorso carico di significato e speranze per il futuro del popolo israeliano.

L’Unione Europea ed Israele sono unite indissolubilmente da un passato di dolore, ricorda Martin Schulz, dal quale è nato un fortissimo legame culturale ed economico. Lo sottolinea il fatto che Israele è stato il primo paese mediterraneo a concludere un Accordo di Associazione con l’UE nel 1995, rafforzando ed ampliando così le relazioni bilaterali.

L’intervento di Peres è stato interamente proiettato verso il futuro della cooperazione con l’UE in quello che definisce “un dialogo tra due miracoli” che hanno saputo risollevarsi dalle macerie della seconda guerra mondiale e dare vita a due incredibili esempi di democrazia. Non a caso, quello tra il PE e Peres è anche l’incontro tra due Nobel per la pace, quello del 2012 all’UE e quello del 1994 a Peres, Yitzhak Rabin e Yasser Arafat per i loro sforzi nel processo di pace in Medio Oriente. È lo stesso Peres ad affermare l’importanza di rilanciare i negoziati di pace, in stallo dal 2010. Le recenti elezioni israeliane e la prossima formazione di un governo sotto la guida di Benjamin Netanyahu, rappresentano certamente un’opportunità per il riavvio dei negoziati verso la creazione di due Stati, uno ebraico ed uno arabo. “Non c’è altra soluzione”, continua Peres, se non quella dei “due Stati per due nazioni”.

Eppure sono in molti a ritenere che lo stesso governo israeliano stia ostacolando il raggiungimento di questa soluzione appoggiando la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est. L’UE ha ripetutamente condannato l’esistenza degli insediamenti israeliani, contrari al diritto internazionale, e le violenze perpetrate dai coloni sulle popolazioni palestinesi. Il problema degli insediamenti rimane certamente uno dei temi più controversi nelle relazioni con Israele.

Il discorso di Peres ha poi toccato due tematiche molto dibattute nelle aule di Bruxelles: l’Iran e la Siria. Il timore israeliano per la politica nucleare e di terrore iraniana non è una novità e riporta alla mente la “lezione” tenuta da Netanyahu alle Nazioni Unite lo scorso settembre. Tra i banchi di Strasburgo, Peres ha dato atto dell’impegno dell’UE di questi mesi che ha portato al rafforzamento delle sanzioni contro il regime di Mahmud Ahmadinejad ma ha chiesto che Bruxelles consideri le altre opzioni sul tavolo. “L’uranio arricchito”, sottolinea con enfasi, “impoverisce i bambini iraniani” ed è una minaccia per il mondo intero. Per questo chiede all’UE di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Lo scorso martedì, il Presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso durante una conferenza con lo stesso Peres, aveva dichiarato che l’UE considererà questa ipotesi ma non dispone ancora di sufficienti prove sull’attività di Hezbollah in Europa. Non concorda il Presidente israeliano, per il quale è evidente il coinvolgimento del gruppo nell’organizzazione di attacchi terroristici in Bulgaria, Grecia e Cipro. Ritardare questo passo, rilancia Peres, potrebbe anche rafforzare il regime siriano di Bashar al-Assad che accoglie nel suo esercito ali militari di Hezbollah. Passando così alla situazione siriana, per il Presidente l’unica possibile soluzione è un intervento della Lega Araba sostenuto dai caschi blu. Volutamente vago sulla natura dell’intervento proposto, esplicita invece a chiari termini che un intervento occidentale in Siria sarebbe percepito come un’ingerenza.

Il futuro delle relazioni UE-Israele rimane senza dubbio ricco di sfide e questioni aperte ma rappresenta necessariamente il terreno da cui partire per creare un Medio Oriente di pace e stabilità. Fantascienza per alcuni ma, ripensando alla tragedia ed alle macerie da cui è nata, conclude Peres nel salutare Strasburgo, l’UE è un esempio concreto della praticabilità di questo miracolo.

L' Autore - Sara Bottin

Laureanda in "Politica Internazionale e Diplomazia" all'Università degli Studi di Padova. Stagista MAE-CRUI alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles, presso la quale mi sono occupata delle relazioni con i paesi del Mediterraneo e Medio Oriente. Da qui è sorto il particolare interesse per la politica estera dell'Unione Europea e le sue relazioni con i paesi dell'area mediterranea.

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