mercoledì , 15 agosto 2018
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Unione per il Mediterraneo: il ruolo centrale delle piccole e medie imprese

L’area mediterranea è destinata a giocare un ruolo strategico per il rafforzamento delle politiche di cooperazione tra Unione Europea, Paesi del Nord Africa e Medio Oriente. A confermarlo sono stati i partecipanti alla nona riunione ministeriale dell’Upm, l’Unione per il Mediterraneo, tenutasi la settimana scorsa a Bruxelles. Quello che gli antichi romani chiamavano Mare Nostrum e che spesso finisce al centro delle cronache internazionali per le tragedie dei migranti che perdono la vita nel tentativo di mettersi alle spalle guerre e miserie – è da sempre considerato simbolo ed emblema dell’auspicato dialogo tra culture diverse.

Da molti anni, almeno un paio di decenni per essere più precisi, il dialogo e la collaborazione tra gli Stati che si affacciano sulle due sponde del Mediterraneo si pongono un’altra e non meno importante finalità: promuovere e sviluppare reti commerciali. Un percorso di non facile attuazione poiché i buoni propositi spesso non si sono tradotti in azioni concrete. Non è tuttavia da considerarsi un caso il fatto che l’Unione per il Mediterraneo abbia deciso di puntare soprattutto sulle piccole e medie imprese, facendo leva sull’innovazione, per rafforzare la cooperazione industriale e compiere ulteriori passi in avanti verso l’obiettivo di creare una zona di libero scambio euro-mediterranea.

È ancora una volta il Vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, a ribadire come il rafforzamento della cooperazione industriale nel Mediterraneo assuma una valenza decisiva per il rilancio della crescita economica. Ecco così spiegata la decisione dell’Unione Europea di non precludere ai vicini Paesi del Mediterraneo la possibilità di partecipare ai programmi comunitari Horizon 2020 per la ricerca e Cosme per le piccole e medie imprese.

”La partecipazione avverrà a certe condizioni, ma si tratta di un messaggio molto importante”, ha tenuto ad evidenziare Tajani. Il sostegno alle piccole e medie imprese e il rilancio del settore industriale sono fattori fondamentali ”per favorire la creazione di posti di lavoro per i giovani e promuovere il ruolo della donna nei Paesi del Mediterraneo”, ha invece sottolineato dal canto suo il segretario generale dell’Upm, Fathallah Sijilmassi.

Nel corso della riunione, i Ministri dell’Unione per il Mediterraneo hanno inoltre approvato un programma di lavoro da realizzare nel biennio 2014-2015. Fissato per la zona euromediterranea lo stesso obiettivo che Bruxelles assegna all’Europa: creare un clima socioeconomico favorevole per sostenere gli investimenti, promuovere l’innovazione tecnologica, aiutare le aziende piccole e medie. Per i prossimi due anni l’Upm concentrerà i suoi sforzi sulla creazione di reti tra imprese mentre proseguirà il lavoro già intrapreso per arrivare alla costituzione di un grande mercato industriale euro-mediterraneo.

Seguendo questa metodologia di lavoro, saranno portati avanti i negoziati sugli accordi relativi alla valutazione della conformità e l’accettazione dei prodotti industriali. Altro punto chiave sarà la prosecuzione del dialogo in ambiti di comune interesse, sul modello della conferenza che il 24 e 25 marzo prossimi riunirà a Firenze tutti gli attori sociali e istituzionali interessati al futuro del settore tessile e abbigliamento.

Sullo sfondo rimangono immutate le criticità legate allo scacchiere politico euromediterraneo, tradizionalmente instabile per definizione. Anche di questo dato, non certo irrilevante, sembrano avere piena consapevolezza i protagonisti dell’incontro bruxellese. Un motivo in più per intensificare gli sforzi di cooperazione e verificare, con un preciso cronoprogramma, l’attuazione degli interventi previsti.

Nell’immagine la bandiera dell’Unione per il Mediterraneo (photo: www.europarl.europa.eu).

 

L' Autore - Sergio Pargoletti

Giornalista professionista, laureato con lode in Scienze Politiche. Ha lavorato e scritto per numerose testate tra cui Corriere del Giorno, Taranto Sera, Nuovo Dialogo e Voce del Popolo. Per diversi anni ha ricoperto il ruolo di capo ufficio stampa della Provincia di Taranto. Per tre anni ha insegnato Sociologia e Storia delle dottrine politiche in un Centro di preparazione universitaria. Per Studio 100 tv è autore e conduttore del programma settimanale Brand Europa. Scrive di politica europea su Nuovo Quotidiano di Puglia. Ha pubblicato quattro libri: Terra Ionica (2011), Berlino tutta la vita (2013) e Il Militante e la Borgata, scritto insieme a Franco Semeraro (2014). Facebook e Il Principe (2016).

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