18comix

Verso Vilnius 2013: Füle in Armenia e Georgia rilancia l’azione dell’UE nel Caucaso meridionale

Continua l’attivismo dell’UE nel Caucaso Meridionale. Dopo la visita a Baku dello scorso maggio, il Commissario europeo Štefan Füle si è recato in visita a Erevan, in Armenia, e in Georgia, a Tbilisi e a Batumi. Il grande interesse dell’UE verso questa regione è dovuto alla sua posizione strategica, ma anche al periodo critico che essa attraversa. Politicamente, il 2013 è un anno particolarmente delicato: in Armenia ci sono già state le elezioni presidenziali a febbraio, mentre in Georgia e in Azerbaijan si svolgeranno il prossimo autunno. Inoltre, il prossimo novembre si terrà a Vilnius il tanto atteso vertice del Partenariato Orientale, dove i tre Paesi della regione potrebbero firmare l’Accordo di Associazione che includa anche la creazione di un’area di libero scambio globale e comprensiva.

L’Armenia si trova in una situazione difficile sin dall’indipendenza. La sua scarsa estensione e la mancanza di sbocchi al mare rendono indispensabile una politica di buon vicinato. I conflitti interetnici dei primi anni ’90, invece, hanno provocato l’opposto: l’indipendentismo dello Javakheti (regione georgiana popolata da armeni) ha compromesso i rapporti con la Georgia, mentre la guerra del Nagorno Karabakh ha interrotto le relazioni con Azerbaijan e Turchia. L’unico dei Paesi confinanti con i quali Eravan ha una buona relazione è l’Iran con il quale intrattiene scambi commerciali e dal quale riceve forniture di petrolio. Infine, l’Armenia vede la Russia come una sorta di protettore contro vicini ostili.

Negli ultimi anni anche la situazione interna è peggiorata. Le rimesse degli emigrati hanno costituito una grossa fetta del PIL, ma con la crisi finanziaria del 2008 sono calate bruscamente. C’è stato un peggioramento anche nella distribuzione della ricchezza. Questo, insieme alla diffusa corruzione, ha causato un calo della fiducia degli armeni verso la loro classe politica, vista come asservita all’oligarchia. La libertà di stampa è inoltre condizionata e aumentano le condanne per diffamazione ai media che hanno messo in luce casi di malgoverno. A febbraio si sono tenute le elezioni presidenziali. I principali rivali si sono astenuti dalla candidatura. Il presidente uscente Serž Sargsyan ha ottenuto la rielezione, ma il candidato liberale Raffi Hovannisyan non ha riconosciuto la legittimità dei risultati e sono scoppiate dure proteste. Gli osservatori dell’OSCE hanno definito tutto sommato legittime le elezioni, seppur vi fosse poca concorrenza e denunciando un abuso di risorse amministrative da parte del governo.

Una relazione più approfondita con l’UE potrebbe portare enormi benefici per un Paese così isolato e con gravi problemi interni. Una Turchia democratica e integrata nell’UE da una parte e una solida partnership tra l’UE e i tre Paesi transcaucasici potrebbero facilitare la risoluzione delle controversie nella regione. Una riconciliazione con i vicini potrebbe includere l’Armenia nei progetti infrastrutturali legati al transito degli idrocarburi dal Mar Caspio e dall’Asia Centrale verso Occidente. Tuttavia, pare che la Russia non veda di buon occhio l’avvicinamento del Caucaso Meridionale verso l’UE.

ARMENIA FULE
Füle a Everan, Armenia

È in questo clima che si è svolta la visita di Štefan Füle. A Erevan, capitale armena, il Commissario europeo alla politica di vicinato ha incontrato rappresentanti del governo, dell’opposizione e della società civile. L’opposizione si è dichiarata soddisfatta dell’incontro e si è detta favorevole all’accordo con l’UE malgrado uno dei suoi esponenti, Levon Zurabyan, abbia lamentato lo scarso controllo sulle elezioni da parte dell’UE. Nella conferenza stampa di mercoledì sera, il Commissario ha ribadito le priorità della relazione con l’Armenia: democrazia, diritti umani, libertà fondamentali, uguaglianza, lotta alla corruzione e rafforzamento delle istituzioni. Füle ha sottolineato che si tratta di una partnership inclusiva, che quindi a trarne vantaggio sarà la società armena nel suo complesso.

Oltre all’Accordo di Associazione, si è parlato della semplificazione del regime dei visti e di un accordo di riammissione. Riguardo i rapporti con la Russia, Füle ha dichiarato che l’UE non ha alcuna intenzione di mettere i suoi vicini orientali di fronte a una scelta tra due civiltà e non ha intenzione di far peggiorare le loro relazioni con la Russia. L’UE insiste al contrario sul fatto che i suoi partner abbiano buoni rapporti con i vicini ed è intenzionata a collaborare con le altre organizzazioni regionali, compresa l’unione doganale che si sta formando nello spazio post sovietico.

Il terzo giorno della sua visita nel Caucaso meridionale, Füle si è recato in Georgia, un altro Paese che vive un momento difficile e delicato. A Tbilisi ha incontrato il Capo di Stato Mikheil Saakashvili. Durante l’incontro il Commissario ha sottolineato la necessità di una cooperazione tra le forze politiche e ha parlato di rafforzamento delle istituzioni democratiche e di una giustizia trasparente e indipendente, in riferimento al processo per corruzione contro esponenti del governo precedente, come riforme essenziali per la firma dell’Accordo di Associazione.

L’ultima tappa del viaggio è stata Batumi, dove il commissario ha presenziato alla conferenza intitolata “La via europea della Georgia” e ha incontrato il capo di governo Bidzina Ivanishvili. Il premier ha ricevuto le congratulazioni di Füle per la riforma costituzionale e i passi avanti per la riforma della giustizia, ma dal suo governo si attendono miglioramenti in ambito di libertà dei media e pluralismo politico. Inoltre, con il Ministro per l’integrazione europea è stato firmato un accordo che include un finanziamento di 16 milioni di euro per la gestione delle frontiere e della migrazione, due aree cruciali per la liberalizzazione dei visti. Il progetto rientra nell’ambito della Eastern Partnership Integration and Cooperation Programme (EaPIC).

Nel suo intervento alla conferenza, Füle ha ribadito che il nuovo governo non ha affatto abbandonato l’orientamento filo-europeo e riformista e che l’UE guarda con molto interesse lo sviluppo delle vicende giudiziarie che vedono coinvolti esponenti politici e auspica che da un lato non vi sia un uso politico della giustizia, ma che dall’altro non si garantisca l’impunità a chi ha commesso reati.

Ci sono dunque possibilità che entrambi i Paesi riescano a firmare l’Accordo di Associazione, ma ci sono ancora problemi da risolvere sul piano interno e su quello regionale con una Russia che percepisce il vicinato comune come un’area dove vale la logica del gioco a somma zero.

In foto la conferenza stampa congiunta tra il Commissario europeo Stefan Füle e il premier georgiano Bidzina Ivanishvili (Foto: European Commission). 

L' Autore - Giuseppe F. Passanante

Ho studiato lingue alla Ca' Foscari (triennale) e relazioni internazionali a Torino (magistrale), per poi ottenere un master alla sede di Varsavia del Collège d'Europe dove ho approfondito temi come la Politica Europea di Vicinato, le relazioni UE-Russia e le politiche di allargamento. Attualmente vivo in Polonia, a Breslavia, e lavoro in una multinazionale. Le aree geografiche di mio interesse sono l'Europa Centrale, i Balcani, la Turchia e lo spazio post-sovietico.

Check Also

libia

Libia e la roadmap per le elezioni: l’offensiva diplomatica di Macron

A Parigi il 30 maggio scorso è andato in scena il protagonismo francese sullo scacchiere …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *