domenica , 18 febbraio 2018
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Photo © Ministry of Foreign Affairs of the Republic of Poland, 2014, www.flickr.com

Visegrad Group (V4): mano tesa verso i Balcani

Il 31 ottobre si è tenuto a Bratislava un incontro del gruppo di Visegrad, anche chiamato V4, a cui hanno partecipato anche l’Alto Rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini e il Ministro austriaco per l’Europa, l’integrazione e gli affari esteri, Sebastian Kurz. Durante l’incontro si è parlato di Ucraina, a proposito della quale i V4 hanno espresso preoccupazione e auspicato una risoluzione pacifica delle controversie, ma soprattutto di Balcani e di allargamento dell’Unione Europea. Proprio in un periodo durante il quale l’Europa sembra quasi temere la parola “allargamento”, i V4 hanno discusso della situazione della regione e dell’influenza che l’Europa ha sui Paesi dell’area. Andando quindi contro l’attuale tendenza europea, i V4 hanno affermato che “l’Unione Europea dovrebbe rispondere in modo appropriato ai progressi compiuti dagli aspiranti membri UE”.

Un messaggio forte, che suona quasi come un rimprovero verso Bruxelles, oggi troppo impegnata su altri fronti per prestare la dovuta attenzione ai vicini Balcani. Il rischio legato al non rispondere adeguatamente agli sforzi dei Paesi candidati è grave: destabilizzazione e peggioramento della libertà dei media sono solo alcuni dei problemi che democrazie giovani devono affrontare nel periodo di transizione che dovrebbe condurle verso l’Unione Europea. Ne sono consci i Paesi del V4 che solo dal 2004, data di adesione della Slovacchia, sono tutti membri UE: hanno dovuto superare fasi di transizione, allineare la propria legislazione con quella europea e soddisfare tutti gli standard democratici ed economici richiesti da Bruxelles. Un processo fatto di riforme, fatica e problemi da risolvere.

La stabilizzazione e il futuro allargamento UE verso i Balcani sono però di vitale interesse per i Paesi V4, vista anche la loro vicinanza geografica e culturale ai Balcani. In caso contrario si troverebbero a confinare con una regione che porrebbe continue minacce e rischi alla loro sicurezza. Il Visegrad Group non si limita ai discorsi ma, ormai dal 2009, mette in atto importanti progetti per aiutare concretamente i Paesi balcanici nel loro difficile cammino.

L’azione si basa principalmente su 3 pilastri: esempio, esperienza e appoggio politico. I V4 sono l’esempio di successo dell’allargamento europeo, un successo che andrebbe pubblicizzato il più possibile: sono Paesi che hanno saputo cogliere tutte le opportunità che l’UE offre ai propri membri. Ovviamente, avendo a loro volta percorso il difficile cammino che porta alla membership europea, possono mettere a disposizione la loro esperienza e gli strumenti da loro utilizzati, mettendo in guardia dai possibili errori e passi falsi. Perciò, i V4 hanno messo in campo speciali strumenti per aiutare i Balcani: ne è un esempio il progetto “Western Balkans Expert Network“, il quale consiste in uno scambio di esperienze pratiche fra esperti dei vari Paesi.

I Balcani sembrano rispondere positivamente agli impulsi del Visegrad Group. È recente, infatti, la notizia che sarà presto creato un Western Balkan Fund proprio sul modello del più famoso International Visegrad Fund, il quale contribuirà economicamente alla formazione del Fondo Balcanico. In un periodo in cui la Vecchia Europa è sentita come distante e spesso non presente, l’Europa “giovane”, rappresentata proprio dai V4, può rappresentare la mano tesa i Paesi balcanici attendevano da tempo.

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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