martedì , 14 agosto 2018
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Volo MH17: come reagisce l’Europa?

Il volo MH17, della Malaysian Airlines, è precipitato mercoledì 16 luglio al confine tra Ucraina e Russia, in una zona dove le forze separatiste filo russe (compresi alcuni fedelissimi dell’ex Presidente Yanukovic) sono in scontro aperto con l’autorità centrale di Kiev.

Il volo era partito da Amsterdam diretto a Kuala Lumpur, e trasportava 283 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio, per un totale di 298 persone. Già poche ore dopo l’incidente, si è diffusa la voce che il Boeing 777 della Malaysian non fosse precipitato per un guasto tecnico, ma perché colpito da un missile lanciato dal territorio ucraino in mano ai ribelli. I separatisti hanno provato ad accusare Kiev per la tragedia, sostenendo che l’aereo sarebbe stato abbattuto da un caccia ucraino, ma l’ipotesi è sembrata da subito poco probabile. Tra l’altro, lo spazio aereo in quella porzione di cielo ucraino era già chiuso sotto i 10.000 metri (il volo Malaysian si trovava a una quota di 12.000) proprio per ragioni di sicurezza, perché diversi aerei cargo e militari erano stati abbattuti negli ultimi mesi.

Ma a far discutere l’opinione pubblica internazionale è stata soprattutto la gestione del sito dove l’aereo è precipitato. I corpi delle 298 vittime erano sparsi sui campi di grano, alcuni ancora legati ai sedili, altri parzialmente o del tutto svestiti, e lì sono rimasti. La zona era infatti sotto il controllo dei separatisti, che sono intervenuti senza preoccuparsi (e probabilmente senza avere le capacità) di gestire la scena. Inizialmente, i giornalisti europei e americani arrivati da Kiev potevano girare tra i corpi, scattare foto, prendere in mano gli oggetti dei passeggeri che si trovavano sparsi intorno al relitto. I corpi non sono stati spostati e hanno iniziato a decomporsi al sole, alcuni ancora imprigionati tra i resti dell’aereo. Nella giornata di domenica, si è addirittura diffusa la voce che i separatisti avessero prelevato e utilizzato alcune della carte di credito trovate tra i bagagli.

Samantha Power, l’Ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, ha usato toni duri contro la Russia, parlando di complicità del governo di Mosca e rilasciando una dichiarazione in cui ha chiesto esplicitamente ai russi di terminare la guerra. John Kerry, Segretario di Stato americano, ha definito la gestione del sito “grottesca”, commentando le scene in cui soldati ubriachi impilavano i corpi delle vittime. Il discorso che Barack Obama ha tenuto venerdì scorso è però rimasto molto generico e poco assertivo nei confronti della Russia, rafforzando la percezione che in questo caso, a dover prendere la difficile decisione di imporre nuove sanzioni dovessero essere soprattutto gli europei.

Che non hanno colto l’occasione, anzitutto di agire uniti: Cameron, Hollande e Merkel hanno rilasciato una dichiarazione congiunta già domenica, richiedendo all’Unione Europea, in vista del Consiglio Affari Esteri, di riconsiderare il proprio rapporto con la Russia, nel caso in cui Putin non avesse offerto completa collaborazione. Un po’ in ritardo rispetto ai colleghi, lunedì Federica Mogherini ha sottolineato l’importanza di una risposta unitaria e dura. La posizione del Ministro degli Esteri italiano è importante, soprattutto perché la sua nomina ad Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea è stata rallentata dallo scetticismo dei Paesi dell’est, che la ritengono troppo vicina alla Russia di Putin.

Durante il Consiglio Affari Esteri di martedì, non sono state proposte nuove sanzioni, ma si è deciso di accelerare l’attuazione di quelle già previste. La decisione di ulteriori misure restrittive è stata posticipata, nell’attesa che queste misure vengano elaborate e proposte dalla Commissione e dal Servizio Europeo di Azione Esterna.

Secondo il quotidiano olandese Dutch News, l’Olanda, che conta 198 cittadini tra le vittime, invierà 40 poliziotti sul sito dell’incidente: si tratta di esperti forensi, come annunciato dal Primo Ministro Mark Rutte in conferenza stampa, e non di truppe armate, come lo stesso Dutch News aveva riportato in precedenza.

(Foto: Aero Icarus – www.flickr.com)

L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

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