lunedì , 26 febbraio 2018
18comix
iran
Un momento della visita dell'Alto Rappresentante Mogherini in Iran, lo scorso agosto © European External Action Service

Iran, accordo sul nucleare: il metodo europeo

 

Per chi non ha vissuto in prima persona, o consapevolmente, gli anni della Guerra Fredda, le discussioni riguardo il rischio di una nuova corsa agli armamenti nucleari possono suonare distanti e quasi surreali. Anche le notizie che più dovrebbero preoccupare arrivano come attutite da un velo di scetticismo, “perché tanto non potrà mai accadere”. Il volto di Kim Jong-un ci è ormai diventato familiare, così come ci siamo abituati ad accogliere con un sorriso ironico gli annunci che Donald Trump diffonde quasi quotidianamente attraverso Twitter e che hanno spesso il potenziale di sconvolgere l’equilibrio internazionale.

Il dietrofront di Trump su Iran e nucleare

A metà dello scorso ottobre il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che non avrebbe ricertificato l’adempimento dell’Iran agli accordi sul nucleare raggiunti due anni fa al termine di tredici difficili anni di negoziato. La firma apposta il 14 luglio 2015 a Vienna dalla Repubblica Islamica dell’Iran insieme al gruppo denominato E3/Eu+3 (Francia, Germania e Regno Unito più Cina, Russia e Stati Uniti, con l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza) aveva infatti segnato la conclusione di un difficile percorso diplomatico volto a garantire che il programma nucleare iraniano non fosse indirizzato a scopi militari.

Il Piano d’Azione Congiunto Globale concordato a Vienna con la mediazione dell’Unione Europea prevede la revoca di molte sanzioni economiche imposte all’Iran dalla comunità internazionale in cambio dell’impegno verificabile della nazione a un programma nucleare di tipo civile. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, il braccio operativo delle Nazioni Unite per il monitoraggio dell’uso dell’energia nucleare, ha ripetutamente confermato che l’Iran sta adempiendo alle previsioni dell’accordo.

Il Piano è stato adottato all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU con la Risoluzione 2231, elemento che sottolinea il carattere internazionale dell’accordo. La decisione del presidente degli Stati Uniti di disconoscere il patto non può quindi avere alcuna conseguenza diretta sulla validità dell’accordo. L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha sottolineato come l’annuncio di Trump sollevi una questione di politica interna statunitense: è la legge degli USA che richiede al presidente di ricertificare ogni 90 giorni l’adempimento delle parti agli impegni contratti. Dal momento che Trump ha disconosciuto l’accordo, toccherà ora al Congresso decidere come operare, se imporre nuove sanzioni alla Repubblica Islamica dell’Iran o meno.

Le rivendicazioni dell’Ue

Quando si tratta degli Stati Uniti d’America, tuttavia, risulta difficile limitare gli effetti di una tale presa di posizione al solo dominio domestico. La decisione di Trump non può togliere validità legale ad un accordo che non è bilaterale, ma ha già sostanzialmente minato le basi di fiducia reciproca sulle quali tale accordo era poggiato. La strategia statunitense in Medio Oriente sembra infatti orientarsi nuovamente verso una delegittimazione del nemico storico, l’Iran, a favore di un sostegno sempre più esplicito dell’altro grande attore regionale, l’Arabia Saudita.

A questa politica si contrappone però l’attore che nella firma dell’accordo sul nucleare ha  forse vissuto il momentum più alto della sua ascesa da nano politico a mediatore internazionale di rilievo: l’Unione Europea.

L’UE ha infatti preso parte alle trattative con il proprio corpo diplomatico, guidato dall’Alto Rappresentante, ed è stata Federica Mogherini a rispondere agli annunci di Trump sottolineando che l’accordo è e continua ad essere in vigore. Per il corpo di rappresentanza dell’UE questa è stata l’occasione per dare rilievo al metodo europeo: un modo di agire sul piano internazionale basato sulla cooperazione, sul rispetto della legge internazionale e degli standard multilaterali, e che punta a soluzioni che portino ad una situazione win-win, senza sconfitti.

In un discorso al Parlamento Europeo l’Alto Rappresentante ha dichiarato come al momento ci sia un solo attore globale che sia credibile, affidabile e le cui intenzioni siano prevedibili per il resto del mondo oltre che per i propri cittadini. Questo attore è, secondo Mogherini, l’Unione Europea, che sembra quindi cogliere la finestra di opportunità aperta dalla decisione di Trump per proporsi come nuovo referente globale.

L' Autore - Francesca Capoluongo

Curiosa del mondo e dei suoi abitanti, dedico il mio tempo a comprenderne dinamiche ed emozioni. Amo conoscere lingue straniere, il teatro e camminare. Dopo una doppia laurea italo-tedesca, il Master in European and International Studies dell’Università di Trento mi ha portata a studiare in Turchia, paese a cui sono dedicate le mie attuali attenzioni di ricerca.

Check Also

turchia

Turchia e Balcani: un nuovo impero ottomano?

Negli ultimi mesi l’attività del presidente della repubblica turca Recep Tayyip Erdoğan nei Balcani sembra …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *