domenica , 18 febbraio 2018
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Photo © Andrew Moore, 2008, www.flickr.com

Mozambico: le tensioni e il gas per l’Italia

Risale a fine agosto l’invito a riavviare il dialogo rivolto dal presidente del Mozambico Filipe Nyusi al leader dell’opposizione Afonso Dhlakama, dopo un anno ricco di tensioni tra i due movimenti rivali FRELIMO e RENAMO. I continui scontri che tormentano il Paese ne minacciano la stabilità e rallentano il progresso: il Mozambico nell’ultimo decennio ha avuto una crescita annua media tra le più alte del mondo, ma è ancora afflitto da estrema povertà, accompagnata da uno scarso rispetto dei diritti umani, basse aspettative di vita e una fortissima diseguaglianza sociale.

Mozambico, la storia

Colonia portoghese dal 1505, il Mozambico divenne territorio d’oltremare nel dopoguerra. La rapida diffusione di richieste indipendentiste portò alla creazione del Fronte di Liberazione del Mozambico (FRELIMO) che nel 1964 iniziò la lotta armata contro il Portogallo. L’indipendenza, ufficializzata nel 1975 da un Portogallo rinnovato dalla rivoluzione dei garofani, vide la nascita di uno Stato monopartitico guidato dal FRELIMO, che si era allineato su posizioni socialiste ottenendo l’appoggio di URSS e Cina e l’ostilità degli USA e dei governi di Sudafrica e Rhodesia.

Furono proprio questi ultimi a creare e finanziare il movimento d’opposizione, Resistenza Armata Mozambicana (RENAMO), come reazione al sostegno dato dal governo mozambicano ai ribelli rhodesiani: ne scaturì la guerra civile, che devastò il Mozambico tra il 1976 e il 1992, distruggendone le infrastrutture e l’economia.

I negoziati per la pace, favoriti dall’avvento alla guida del Paese di Joaquim Chissano, iniziarono nel ’90 a Roma, con la mediazione della Comunità di Sant’Egidio e del governo italiano, e culminarono con gli accordi del 1992. Da allora, il Paese, divenuto una democrazia multipartitica, è stato ininterrottamente governato dal FRELIMO, che ha assunto posizioni liberali e ha stretto alleanze con USA, Gran Bretagna e Portogallo. Il Mozambico è stato relativamente stabile negli anni successivi, ma le tensioni non si sono mai del tutto sopite.

La storia recente

Nel 2013 gli scontri si sono nuovamente intensificati dopo che Dhlakama, leader di RENAMO, ha accusato il governo di aver violato l’accordo del ‘92. Nell’ottobre dello stesso anno, l’esercito ha attaccato RENAMO: quando il Paese era ormai a un passo dalla guerra, è ripreso il dialogo, che ha portato a nuovi accordi nel settembre 2014. Le accuse continuano comunque a rimbalzare da una parte all’altra: mentre FRELIMO è accusato di non lasciare spazio agli altri partiti e di aver imbrogliato nelle elezioni dello scorso anno, RENAMO è sospettata di aver violato i termini dell’accordo mantenendo il proprio braccio armato (non è chiaro con che fondi).

Il presidente Nyusi ha detto di non voler essere a capo di un Paese diviso e ha invitato RENAMO a presentare le proprie proposte in parlamento, piuttosto che con la forza; ma il fallimento della richiesta di autonomia delle sei province nel nord e nel centro del Paese, cuore degli interessi di RENAMO, porta il timore di nuovi scontri armati. Dhlakama ha affermato che RENAMO controllerà le province entro la fine dell’anno; la minaccia dell’uso della forza è stata reiterata ad agosto, quando il leader ha annunciato che non continuerà il dialogo con Nyusi.

L’Italia e il Mozambico

L’Italia guarda con grande interesse alle vicende del Mozambico, con cui ha importanti legami diplomatici ed economici. Nel 2006, ENI ha ottenuto, in seguito a gara internazionale, la concessione Area 4, un blocco offshore nel bacino di Rovuma, a nord del Paese, e proprio in Mozambico ha fatto la più importante scoperta di gas della sua storia: 2.400 m³, sufficienti a soddisfare il fabbisogno italiano per 30 anni e essenziali per allentare la dipendenza dai partner tradizionali, in primis la Russia. Nel Paese l’Italia ha avviato nel 2014 un piano di investimenti di 50 miliardi di dollari. ENI sarà parte di un consorzio internazionale guidato dalla texana Anadarko per la costruzione di un impianto LNG a Cabo Delgado, l’investimento privato più grande mai realizzato nel Paese.

Una guerra tra FRELIMO e RENAMO sembra oggi improbabile e al di là delle capacità di entrambi i gruppi, ma le continue tensioni ostacolano il progresso e gli investimenti. Secondo le stime della Banca Mondiale, infatti, le grandissime riserve di gas naturale del Mozambico, che ha le potenzialità per diventare il terzo più grande esportatore di LNG al mondo, permetteranno al Paese di crescere ben al di sopra della media africana.

L' Autore - Anna Baretta

Laureata in Scienze Strategiche e Politico-Organizzative, sono interessata all'ambito della difesa e sicurezza - in particolare alla gestione del rischio CBRN.

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