mercoledì , 15 agosto 2018
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CAE e CAE Difesa: Ucraina, Siria, Bosnia e Africa al tavolo dei Ministri

Nelle giornate di lunedì 14 e martedì 15 aprile presso la sala congressi del Palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, si sono tenute due sessioni di incontri tra i Ministri degli Esteri (CAE) e della Difesa (CAE – Difesa) dei 28 Paesi UE. Diversi i temi relativi alla sicurezza e alla difesa trattati già nel CAE di lunedì. A partire dal più saliente dei temi di politica internazionale, ovvero quello relativo alla questione Ucraina, passando per un commento sulla situazione siriana ed un resoconto sulla situazione in Bosnia.

Per quanto riguarda la Siria, i Ministri degli Esteri UE hanno ribadito la condanna contro le violenze nel Paese, rinnovando l’impegno per il prosieguo dei negoziati di pace di Ginevra e dicendosi preoccupati per i “cessate il fuoco” imposti dal regime di Assad a livello locale. A tal proposito è stato rinnovato l’appello al regime affinché acconsenta ad un monitoraggio degli stessi da parte di terzi. Un appello che probabilmente sottintende un impegno UE per una missione PSDC in Siria.

Relativamente alla Bosnia Erzegovina (BiH), invece, i 28 si sono detti preoccupati per le proteste nel Paese e per la retorica secessionista della Republika Srpska (entità serba), ritenendo lo stallo del processo di integrazione all’UE conseguenza diretta della mancanza di volontà politica delle élites bosniache, ferme alle divisioni tra nazionalità. È stato ribadito l’invito ai leader locali ad attuare le riforme necessarie per avvicinare il Paese agli standard europei. L’UE, che dal 2004 è presente in Bosnia con la missione Althea a sostegno delle forze di sicurezza bosniache, lunedì si è impegnata ad un maggior sostegno anche in ambito civile.

All’incontro dei Ministri della Difesa di martedì, oltre che delle implicazioni della crisi ucraina, si è invece parlato della missione EUFOR CAR recentemente lanciata dall’UE in Repubblica Centrafricana, della Strategia di Sicurezza Marittima e dell’impegno UE in Mali. Alla presenza del Segretario Generale della NATO uscente Rasmussen, i Ministri hanno discusso in via riservata delle ripercussioni che la crisi tra Ucraina e Russia potrebbe avere a livello regionale.

Per quanto riguarda la EU Maritime Security Strategy (EU MSS), i Ministri della Difesa sono stati resi edotti della comunicazione congiunta del Parlamento Europeo e del CAE, “For an open and secure global maritime domain: elements for an EU maritime security strategy”. Nella stessa, il PE e il CAE identificano cinque aree in cui l’approccio coordinato tra i Paesi UE può offrire un valore aggiunto per la sicurezza europea e globale. La strategia è volta a tutelare gli interessi marittimi dell’UE – prevalentemente di tipo commerciale – prevenendo ed attutendo le minacce alla sicurezza provenienti dal mare.

Le cinque aree su cui occorre lavorare sono quindi: quella del dialogo e dell’impegno affinché le questioni marittime entrino maggiormente nell’agenda europea in materia di Azione Esterna; quella della sorveglianza dei mari e dello scambio di informazioni; l’incremento delle capacità marittime di Frontex e un maggior ricorso ai programmi di “Pooling and Sharing promossi dall’Agenzia Europea per la Difesa (EDA); lo sviluppo di una strategia marittima di crisis management e, infine, un aumento degli investimenti nella ricerca, nell’innovazione, nell’istruzione ed esercitazione dei marò europei. I lavori vanno avanti, ma la EU MSS dovrà comunque attendere la “luce verde” del Consiglio Europeo, che il prossimo 26/27 giugno si pronuncerà in merito ad una Strategia europea generale sul mare, che vada oltre gli aspetti prettamente connessi alla sicurezza e alla difesa.

Per quanto riguarda il Mali, infine, i Ministri della Difesa hanno esteso la missione EUTM che vede l’UE impegnata nel formare e fornire consulenza militare alle forze armate maliane (FAM). L’obiettivo è quello di contribuire al ripristino delle capacità militari delle FAM per consentire loro di condurre operazioni militari volte a ripristinare l’integrità territoriale del Paese, ridurre la minaccia dei gruppi terroristici e rafforzare le condizioni per il corretto controllo politico delle FAM.

In aggiunta a questi impegni, i 28 hanno stabilito l’avvio della missione civile EUCAP Sahel Mali che sarà lanciata non appena le capacità operative saranno raggiunte. La missione avrà lo scopo di formare le forze di polizia maliane e avrà un mandato iniziale di due anni, con un budget di 5,5 milioni di euro. Si inserirà nel più ampio quadro degli impegni UE nel Sahel.

Nell’immagine il Ministro della Difesa Pinotti ed il vice-Ministro della Difesa slovacco, Milos Koterec (www.consilium.europe.eu/press)

L' Autore - Aldo Carone

Laureato con lode presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha condotto la propria tesi di laurea utilizzando un approccio multidisciplinare utile a descrivere da diverse prospettive le politiche di sicurezza e difesa dell'Unione Europea. Ha frequentato corsi presso la London School of Economics and Political Science, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e l'Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI). Attualmente è iscritto al corso magistrale di Relazioni Internazionali - curriculum di Strategia e Conflitti Internazionali – presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Per Europae si occupa di tematiche relative alle politiche europee di sicurezza e difesa, di relazioni UE-USA e di conflitti internazionali.

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