martedì , 14 agosto 2018
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Photo © sbamueller, 2010, www.flickr.com

Cina: il tacito assenso sul nucleare iraniano

Il 29 marzo 2015 il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi e l’Alto Rappresentante UE Federica Mogherini si sono visti a Losanna durante un incontro dedicato ai Ministri degli Esteri dei 5 Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e della Germania, per parlare della questione legata al nucleare iraniano. La Cina, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza e uno degli attori principali dei colloqui in formato 5+1, ha tuttavia sempre tenuto fede ai principi generali che regolano la sua politica estera, ovvero di tao guang yang hui (“tenere un basso profilo”) e fen fa you wei (“tendere alla realizzazione”).

Gli interessi cinesi. La sicurezza.

Eppure gli interessi cinesi sarebbero vari: dall’approvvigionamento di petrolio al contenimento del terrorismo, per passare al mantenimento della stabilità regionale e nelle rotte commerciali della Nuova Via della Seta. I negoziati e la loro risoluzione avrebbero importanti ripercussioni per la sicurezza della Cina. Pechino segue infatti la linea della non proliferazione, basata su un trattato che riconosce il diritto di sviluppare programmi nucleari per fini pacifici, pur senza specificare però quali questi fini pacifici siano.

Questa ambiguità continua ad essere al centro dei discorsi sull’implementazione del nucleare non solo per l’ Iran, ma anche per il Giappone e, volendo fare previsioni, anche per il Vietnam, che ha già iniziato un programma nucleare attivo, e per le Filippine che potrebbero iniziarlo in futuro, minacciando la Cina nella propria area di influenza regionale.

Gli interessi cinesi. L’economia.

In secondo luogo, la volontà cinese di una risoluzione pacifica è legata alla volontà di proteggere le sue risorse energetiche, essendo l’Iran, in ordine di importanza, la sua terza fonte di approvvigionamento per quanto concerne il petrolio. Alla Cina inoltre non dispiacerebbe un riavvicinamento tra l’Iran e l’Occidente, in quanto le sanzioni economiche gravano pesantemente anche sui profitti delle aziende cinesi in loco. In terzo luogo Pechino, con la Nuova Via della Seta, ha interesse a mantenere la stabilità non solo in Iran, ma nell’intera regione.

La prudenza cinese.

Tuttavia, malgrado un evidente interesse verso la soluzione positiva dei negoziati, la linea cinese rimane invariata. La Cina continua a non prendere decisioni e si limita a dichiarazioni ufficiali in cui auspica la migliore soluzione nel più breve tempo possibile, senza sbilanciarsi troppo. Questo anche se i negoziati potrebbero essere un’occasione per aumentare il proprio soft power nella regione. In sostanza, malgrado gli interessi cinesi e statunitensi nella regione siano sempre stati visti come un gioco a somma zero e malgrado la Cina continui ad essere critica verso la decisione statunitense di permettere ad Israele di avere armi nucleari e volerlo proibire ad altri, utilizzando quindi due pesi e due misure, gli interessi dei due Paesi nella regione sembrano poter coincidere.

Stati Uniti e Cina potrebbero avere un ruolo fondamentale se decidessero di cooperare per la stabilità e la sicurezza nella regione. Da una parte infatti Obama vorrebbe che la Cina avesse un ruolo più importante nel mantenere la sicurezza in Medio Oriente, dall’altra anche il Presidente Xi ha espresso la volontà di partecipare maggiormente. È però innegabile la preoccupazione dell’Occidente riguardo alle relazioni bilaterali sino-iraniane e tra la Cina e altri Paesi della regione. Pechino si comporta ancora come un free-rider nelle questioni legate alla sicurezza. Un ruolo cinese più attivo nei negoziati 5+1 e in generale nella regione è pertanto ancora difficile da prevedere.

L' Autore - Nicole Romanelli

Esperta di Asia orientale, vivo tra Italia e Cina ed attualmente ad Hangzhou sto concludendo il suo Master alla Zhejiang University. Mi occupo principalmente di International Political Economy, ma mi sto appassionando ai mercati emergenti del sud-est asiatico. Tra investimenti e poesia Tang, seguo anche corsi di cucina khmer e a volte mi manca l'Europa.

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