mercoledì , 21 febbraio 2018
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Federica Mogherini © European Union, 2014

Difesa: via libera a EUAM Ucraina e alla strategia su Cyber Defence

La riunione della settimana scorsa tra i Ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 Stati membri dell’UE segna un’altra tappa nel processo di ripensamento della politica di difesa europea. Un percorso che ha preso avvio un anno fa quando, nel dicembre 2013, il Consiglio Europeo espresse nero su bianco la necessità di una revisione di tutte le politiche legate alla difesa del continente.

Di fronte all’evoluzione del sistema internazionale verso schemi più complessi e di difficile interpretazione, il Consiglio dell’UE ha invocato maggiore responsabilità da parte dei governi dei Paesi membri nel garantire le capacità militari necessarie a dare risposte pronte ed efficaci contro le minacce alla sicurezza globale. Passo importante in tal senso è stata l’approvazione del Progress Catalogue 2014, un documento che evidenzia le attuali carenze critiche delle forze armate europee, al fine di individuare come tali “vuoti” possano ripercuotersi negativamente sulle performance delle missioni PSDC (Politica di sicurezza e difesa comune).

Accanto a questo documento, i Ventotto hanno anche approvato un Quadro politico per la Cooperazione Sistematica e di Lungo Periodo: si tratta di un dispositivo tramite cui gli Stati membri, pur vedendo garantita la propria autonomia decisionale e di procurement nell’ambito della difesa, potranno cooperare al fine di conciliare le proprie necessità con una visione più ampia, pan-europea .

Un altro punto chiave nell’agenda dei Ventotto è stato l’accordo sul futuro dell’iniziativa per il sostegno al capacity building dei partner internazionali per la prevenzione e la gestione delle crisi. L’iniziativa presenta un doppio vantaggio per l’UE. Da un lato permetterebbe di liberare risorse degli Stati membri, che, una volta resi indipendenti i propri partner, potrebbero dirottare ulteriori finanziamenti verso programmi nazionali di rafforzamento o completamento delle capacità. Dall’altro, la strategia di sicurezza europea, almeno in teoria, si basa sulla riduzione dell’incertezza tramite l’estensione dell’area di pace e prosperità al proprio vicinato, motivo per cui partner in grado di prevenire o gestire minacce alla sicurezza in maniera autonoma gioverebbero anche al benessere dell’UE.

Il Consiglio ha dunque incaricato l’Alto Rappresentante Federica Mogherini e la Commissione a presentare al Consiglio Europeo del giugno 2015 una proposta congiunta per la concreta implementazione di questa iniziativa, “che tenga conto del ruolo e delle competenze degli Stati membri”.

All’ordine del giorno c’era anche l’adozione del Quadro Politico per la Cyber Defence e della strategia europea. Gli obiettivi chiave del documento restano quelli auspicati a suo tempo dal Parlamento Europeo: potenziamento dei sistemi di difesa cibernetica degli Stati membri, rafforzamento della cooperazione con i partner internazionali, sfruttamento delle sinergie civili-militari nel campo della cybersecurity, rafforzamento della protezione delle reti di comunicazione utilizzate nel contesto delle missioni PSDC.

Il Consiglio ha infine approvato definitivamente l’avvio della missione per il sostegno alla riforma del settore della sicurezza civile in Ucraina (EUAM Ukraine), adottata lo scorso 22 luglio. La missione prevede un mandato iniziale di due anni e un budget di 13,1 milioni di euro stanziati per i primi dodici mesi. Federica Mogherini e il Ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin hanno firmato lo Status of Mission Agreement, che darà avvio ufficilamente alla missione il 1 dicembre 2014. L’obiettivo della missione, che ha natura totalmente civile, è quello di integrare consiglieri europei nelle istituzioni ucraine in modo da supportare la pianificazione della riforma e supevisionarne la corretta implementazione, per far fronte soprattutto a problemi quali la corruzione nei corpi di polizia e gli organi giudiziari e il rispetto dei diritti umani.

A capo della missione sarà Kálmán Mizsei, che già da agosto ha raggiunto Kiev per avviare la collaborazione tra l’UE e l’Ucraina. Oltre ad aver lavorato nelle Nazioni Unite, Mizsei è stato Rappresentante Speciale dell’UE per la Repubblica di Moldova. In qualità di Rappresentante Speciale dell’UE, ha fatto da supervisore della missione europea di assistenza alla frontiera tra Moldova e Ucraina e  ha spesso lavorato fianco a fianco con le autorità ucraine e russe per la risoluzione del conflitto in Transnistria.

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

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