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Difesa: inizia l’esercitazione Hot Blade 2014

È cominciata il 16 luglio, per il terzo anno consecutivo, la missione Hot Blade 2014, esercitazione elicotteristica congiunta sostenuta dall’Agenzia Europea di Difesa (EDA). Anche quest’anno, così come nelle due edizioni precedenti, il Paese ospitante è stato il Portogallo, più precisamente la base della Força Aérea Portuguesa di Ovar, città costiera situata nel nord del Paese.

Il Portogallo partecipa alle operazioni con truppe provenienti dalle tre diverse forze armate nazionali: gli squadroni 201 Falcões e 301 Jaguares, il 10⁰ reggimento fanteria e la Brigata di risposta rapida e il Destacamento de Ações Especiais della Marina. Accanto al Portogallo, che in totale conta duemila uomini impeganti nell’esercitazione, partecipano cinque altri Stati membri dell’UE, per un totale di oltre settecento unità: Austria, Belgio, Germania, Regno Unito e Olanda.  Come osservatori parteciperanno invece Italia, Svezia, Ungheria, Brasile e personale del Quartier generale nelle NATO Special Operation Forces. In totale, tra aerei e velivoli ad ala rotante, trentasette mezzi aerei saranno impiegati nell’arco delle tre settimane.

La particolarità di Hot Blade sta soprattutto nella sua ambientazione: la scelta della regione di Ovar non è infatti casuale e, come il nome stesso lascia intendere, l’esercitazione punta a testare e potenziare le capacità dei militari europei di operare in maniera coordinata ed efficiente in condizioni geografiche e metereologiche definite hot, high and dusty (calde, ad elevata altitudine e polverose) tipiche di diverse aree di crisi del pianeta, Afghanistan in primis. La missione simulerà infatti lo scenario di uno Stato fallito, in cui le forze militari si troveranno ad affrontare sia forze convenzionali che gruppi armati irregolari.

Il focus dell’esercitazione non sarà però quello di debellare le forze nemiche, quanto il miglioramento dell’interoperabilità delle forze dei Paesi partecipanti, in modo da potenziarne le performance operative sul campo in diversi ambiti: assalto aereo, supporto aereo ravvicinato, urbano e di emergenza, scorta, ricognizione, search&rescue, operazioni speciali ed evacuazione medica.

L’interoperabilità degli equipaggi dei mezzi ad ala rotante è in effetti un settore chiave in cui l’EDA concentra le proprie risorse, soprattutto alla luce del mutamento degli odierni teatri di guerra e del cambiamento del concetto stesso di conflitto, da scontro tra eserciti regolari verso il conflitto asimmetrico contro truppe irregolari, che adottano essenzialmente tattiche di guerriglia. In questa mutata dimensione, gli elicotteri hanno assunto un ruolo chiave in diversi campi, quali il trasporto di truppe oltre le linee nemiche, il trasporto di mezzi e soprattutto il supporto aereo ravvicinato in aree ostili quali possono essere centri urbani.

In questo contesto, pur essendo dotate di flotte piuttosto ampie (circa millesettecento velivoli ad ala rotante tra i ventotto Stati membri dell’UE) diverse forze armate hanno incontrato numerose difficoltà nell’impiego di elicotteri, principalmente per due motivi: la mancanza di personale addestrato ad ambienti particolarmente ostili, come possono essere aree desertiche o montuose, e l’inadequatezza dell’equipaggiamento di alcuni velivoli in dotazione.

Hot Blade mira proprio a risolvere il primo di questi due problemi, ma l’EDA è attivamente impegnata in un quadro molto più ampio. L’esercitazione è stata infatti organizzata sotto l’ombrello dell’Helicopter Exercise Programme, a sua volta facente parte di un ampio programma di integrazione e allineamento delle forze elitrasportate europee, l’Helicopter Training Programme. Questo comprende diverse iniziative mirate a potenziare l’interoperabilità e le capacità operative nel settore, come ad esempio l’Helicopters Tactics Course e l’Helicopter Tactics Instructor Course, mirati a dare maggiore approfondimento e conoscenze tattiche agli equipaggi, l’Operational English Language Course, volto a migliorare la comunicazione tra il personale operativo,  il DisSim CCD (Distributed Simulation Capability Concept Demonstrator), un network di simulatori tramite cui le diverse forze armate possono ricevere lo stesso addestramento, pur non essendo fisicamente nello stesso luogo, e il Basic Helicopter Flying Training Study, un’iniziativa che punta a uniformare l’addestramento di base fornito dalle diverse forze armate nazionali.

(Foto: Fort Rucker – www.flickr.com, 2013)

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

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