martedì , 20 febbraio 2018
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Una dimostrazione del Tu-160 nel 1993 © Rob Schleiffert - Flickr

Difesa, Mosca rilancia la produzione del Tupolev 160

Nel mese di maggio il Generale Sergei Shoigu, ministro della Difesa Russo, in visita nell’oblast di Astrakhan ha annunciato e confermato l’intenzione di dotare le forze aeree russe di una flotta di bombardieri Tu-160 che dovrebbe passare dalle attuali 16 unità ad almeno 50 velivoli, con una produzione iniziale di almeno 5 bombardieri all’anno. Secondo quanto pubblicato dalla rivista moscovita PolitRussia, il Cremlino avrebbe pianificato l’aggiornamento dell’intera flotta e l’acquisto di almeno 35 nuovi velivoli. La costruzione dei nuovi aerei avverrà negli stabilimenti della Kazan Aircraft Production Organisation (KAPO), nella repubblica del Tatarstan; il programma di aggiornamento dell’intera flotta dovrebbe terminare nel 2019. E’ dalla crisi con l’Ucraina che il presidente Vladimir Putin utilizza il potenziale strategico delle Forze aeree russe per dimostrare all’Occidente la capacità militare della Federazione.

Un (quasi) cimelio da Guerra Fredda

Se qualcosa funziona bene perché cambiarlo? È questa la logica che la Federazione Russa ha sempre seguito a differenza di europei e statunitensi; nel 1967 il consiglio dei ministri dell’URSS decise di dare inizio ai lavori per un nuovo bombardiere strategico intercontinentale capace di volare a Mach 3 in risposta al programma statunitense dell’XB-70 Valkyrie ma le spese troppo ingenti convinsero i sovietici ad abbassare i requisiti del velivolo e gli statunitensi a rinunciare al progetto XB-70. Il Tupolev Tu-160 fu presentato in pubblico durante una parata nel 1989. L’entrata in servizio è nell’aprile del 1987. Sino al 1991, 19 esemplari erano di stanza presso il 184º reggimento a Priluki in Ucraina sostituendo i Tu-16 e Tu-22M3.

Dopo lo scioglimento dell’URSS rimasero di proprietà ucraina sino al 1999 quando 8 di essi passarono alla Russia in cambio di una riduzione del debito sull’energia. L’Ucraina, rinunciando agli armamenti nucleari, ha smantellato i rimanenti Tu-160 tranne uno ora in esposizione museale.

Un cigno bianco e 40 mila kg di bombe

Il Tupolev Tu-160 è un bombardiere strategico a geometria variabile, conosciuto meglio come il “cigno bianco”, uno dei simboli dell’aviazione militare russa: spinto da 4 turboventola con postbruciatore Samara NK-321, è in grado di raggiungere una velocità massima di 2.220 km/h (Mach 2.05), con una quota di servizio stimata di 15.000 metri. Si stima che il raggio d’azione operativo, con un carico di sei bombe Kh-55SM, è di 12.300 chilometri, mentre secondo i dati dichiarati dal costruttore il raggio di combattimento, calcolato per profili di missione che prevedono velocità subsoniche ad alta quota e velocità transoniche in fase di penetrazione a bassa quota, è 7.300 chilometri. Per quanto riguarda l’armamento il TU-160 è dotato di comparti interni alla fusoliera per un carico bellico totale di 40.000 kg, tra cui numerosi tipi di missili da crociera (Raduga Kh-55SM/101/102/555; AS-16 Kickback), bombe di precisione e a caduta libera e altri tipi di armi, sia nucleari sia a carica standard.

Ali tarpate ?

Numerosi esperti e funzionari russi affermano che tale progetto non è fattibile per la situazione economica e di know how della Russia; affermano infatti che il paese non ha personale sufficientemente qualificato e non ha i finanziamenti necessari per sostenerne le pretese. Lo scetticismo aumenta se associato all’impegno già preso dalla federazione per la costruzione del PAK-DA (Complesso Aereo Futuro per le Forze Aeree Strategiche), il nuovo bombardiere strategico con caratteristiche stealth a lungo raggio che potrebbe invece essere operativo entro il 2025 ma assicurano che il progetto non verrà rallentato. Un analista russo con sede a Mosca ha affermato al Defence Weekly IHS Jane che: “La gente che lancia questi ordini continua a credere che stiamo vivendo in epoca sovietica, dove è sufficiente fare proclami che un’intera costellazione di uffici di progettazione e impianti di produzione si fa carico dei progetti ma nessuno sta valutando il denaro richiesto per la realizzazione e il suo mantenimento”

La mancanza di forza lavoro qualificata è considerata una delle gravi lacune nel settore della difesa russa, attualmente infatti ha solo una piccola frazione di personale specializzato, circa il 10 %. Tuttavia, il Cremlino non è apparentemente in sintonia con il punto di vista degli esperti. Yuri Borisov, il vice ministro russo della Difesa, ha affermato che il nuovo bombardiere Tu-160 sarebbe un aereo ridisegnato e che entrerebbe in produzione nel 2023. Secondo Borisov, i sistemi di bordo del velivolo sarebbero diverse generazioni più avanti dell’originale Tu-160. “In sostanza, si tratterà di un nuovo piano – prosegue Borisov – denominato Tu-160M2. Avrà nuove specifiche tecniche, nuove capacità”.

L' Autore - Riccardo Molinari

Laureato in Scienze Strategiche presso la Scuola di Applicazione e Istituto di Studi militari di Torino, sono particolarmente interessato al campo delle scienze della difesa e della sicurezza. Attualmente mi sto laureando in scienze internazionali con profilo medio oriente e cina senza mai perdere di vista l'Europa. Infatti sto elaborando la tesi magistrale sulla PSDC.

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One comment

  1. Maurizio Mazzucotelli

    Io credo che il problema sia più economico, che di personale o tecnologia.Si tratta in fondo di costruire un’aereo già sviluppato e aggiornarlo con tecnologie allo stato del’arte;cosa che Mosca già possiede…

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