venerdì , 23 febbraio 2018
18comix
mistral
© Daniel Arancibia - Flickr 2014

Francia: le Mistral diventano egiziane

É giunta lo scorso weekend la conferma di quanto Europae aveva suggerito poche settimane fa in merito alla vendita dei due vascelli porta-elicotteri classe Mistral alle forze armate egiziane. Indiscrezioni più o meno certe sui possibili compratori circolavano già da diverse settimane, ma negli ultimi giorni l’attenzione si era focalizzata sul paese dei faraoni, aggiungendo un’altra voce alla lista della spesa di hardware militare francese. Così, sabato 10 ottobre, il gruppo industriale francese DCNS e le autorità egiziane hanno siglato finalmente l’accordo che potrebbe mettere definitivamente la parola fine alla tribolata vicenda delle Mistral.

Il rafforzamento egiziano

Il presidente Hollande e il Primo Ministro Manuel Valls si sono riferiti all’accordo come un ulteriore passo verso rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi mediterranei, in vista del ruolo essenziale dell’Egitto nella lotta contro la proliferazione del terrorismo di matrice religiosa fondamentalista. Sciolto il nodo del placet da parte di Mosca, le due LHD vanno dunque ad unirsi ad una commessa multimilionaria che include anche la vendita di 24 Rafale e una fregata classe FREMM. Il potenziamento della macchina militare egiziana si inserisce in uno scenario mediterraneo e mediorientale instabile in cui al-Sisi vuole giocare un ruolo da protagonista, ma la commessa rientra in una più ampia logica mediorientale che trova nell’Arabia Saudita uno dei capisaldi principali: Riad, che non è nuova a finanziare l’acquisto di armamenti di Paesi amici, fornirà al Cairo gran parte dei 950 milioni di euro necessari a finalizzare l’acquisto dei due vascelli.

Le capacità d’impiego

La consegna delle due Mistral dovrebbe essere finalizzata entro marzo del prossimo anno ed il contratto prevede anche quattro mesi di formazione del personale militare egiziano destinato ai due vascelli (quattrocento unità). Si tratta in realtà di una scadenza piuttosto breve perché si pensi che le due porta-elicotteri possano essere effettivamente utilizzate al pieno delle proprie potenzialità. In prospettiva tattica, i vascelli, insieme all’acquisto dei Rafale, garantiscono all’Egitto un valore aggiunto non indifferente in termini di capacità di proiezione e penetrazione. Si tratta infatti di due vascelli polifunzionali, ma soprattutto di piattaforme per attacco anfibio altamente tecnologiche che rappresentano un salto di qualità per le forze armate egiziane. Diversa è però la situazione sul piano strategico: se è infatti plausibile che al-Sisi punti a utilizzare i nuovi armamenti in diversi scenari come la Libia o lo Yemen, è anche vero tali teatri potrebbero più che altro rappresentare dei test sul campo, data la carenza di operazioni militari anfibie nella storia operativa delle forze armate egiziane, in particolare se si considera che si tratta di scafi di grandi dimensioni che dovrebbero essere utilizzati in operazioni cngiunte con forze armate di paesi stranieri.

Una sconfitta solo a metà per la Russia

Nei prossimi mesi l’equipaggiamento delle due Mistral verrà quindi finalizzato e sarà necessario riadattare almeno in parte i due vascelli, che erano stati sviluppati secondo precise esigenze tecniche e standard russi. A tal proposito, Mosca ha già fatto sapere di essere interessata a sostenere il Cairo tramite la compagnia pubblica Morinformsystem Agat, la quale potrebbe fornire materiale radaristico ed elettronico. Si tratterebbe di una commessa che rafforzerebbe le relazioni tra Russia ed Egitto, dopo l’acquisto da parte del Cairo di sistemi terra-aria e corvette missilistiche (in realtà le relazioni tra i due paesi stanno migliorando in diversi settori economici). Potrebbero essere ben presto finalizzate anche le trattaive relative alla vendita di un lotto di Kamov Ka52, elicotteri d’attacco russi che Mosca intendeva imbarcare sulla Sevastopol e la Vladivostok.

Infine, Parigi spera di poter chiudere presto un nuovo accordo con il Cairo, questa volta relativo ad elicotteri NH90, velivolo multiruolo disponibile in versione terrestre e navale.  Gli NH90 sono prodotti da NHIndustries, conglomerato di cui l’azienda franco-tedesca Eurocopter è socio di maggioranza al 62,5%.

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

Check Also

Qatar

La crisi in Qatar: le richieste saudite e i nuovi equilibri in Medio Oriente

E’ ancora in una fase di stallo la crisi nel Golfo tra quattro Paesi arabi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *