martedì , 14 agosto 2018
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Un militante del Fronte Al-Nusra vicino a un pozzo petrolifero in fiamme © Times Asl - www.flickr.com, 2013

Islam e terrore: il Fronte Al-Nusra oltre la Siria?

Il capo militare di Al-Nusra, Abu Homan al Shami, è stato ucciso nei bombardamenti nella provincia di Idlib. Oltre a lui, anche altri 3 importanti capi militari sono stati uccisi, especando un duro colpo all’alto comando militare dell’unico gruppo che rappresenta Al-Qaeda in Siria. Infatti, i molti gruppi fondamentalisti che combattono contro il Presidente Assad, tra cui l’ISIS, non possono essere riconducibili all’organizzazione che fino al 2011 è stata guidata da Osama Bin Laden. I recenti avvenimenti, in Libia e in Siria per esempio, portano erroneamente a credere che il fondamentalismo di matrice sunnita sia guidato in modo monolitico da ISIS che a sua volta sarebbe una sorta di braccio di Al-Qaeda: niente di più sbagliato.

Il fronte Al-Nusra

La guerra in Iraq e in Siria hanno contribuito ad aprire un vero e proprio vaso di pandora del fondamentalismo islamico, al cui interno si possono trovare decine di milizie e gruppi paramilitari. Tra questi, un ruolo importante lo giocano il Fronte Jabhat Al-Nusra e il Gruppo Khorasan. 

Il primo nasce in Siria nel 2012, quando alcuni membri di Al-Qaeda in Iraq (AQI) decidono di attivare una cellula terroristica anche nel contesto del conflitto siriano. La guerra civile infatti fino a quel momento non aveva visto nascere organizzazioni terroristiche di rilievo. AQI aveva già tentato di estendere il proprio operato ad altri Paesi vicini, ma senza troppo successo. A questo riguardo, la Siria offriva un’opportunità da non perdere: l’instabilità del Paese e lo stallo della guerra civile convinsero quindi AQI a fondare un proprio gruppo affiliato nel Paese del Presidente sciita Assad, con l’obiettivo di combatterlo ed eventualmente abbatterlo. Jabhat Al-Nusra in poco tempo assume la leadership del fondamentalismo islamico in Siria, dandosi un’organizzazione e una struttura in grado di operare efficacemente in territorio siriano ma con problemi ad assumere una dimensione regionale.

Dalla primavera 2013 le cose cominciano a cambiare. Il leader di AQI Bakr al-Baghdadi, forse con l’obiettivo di capitalizzare i successi di Al-Nusra, che era diventato velocemente il gruppo estremista di maggiore capacità operativa, decide di estendere le operazioni dell’AQI anche alla Siria, cambiando quindi nome in ISIL (oggi ISIS). Di conseguenza, al-Baghdadi dichiara il ri-assorbimento di Al-Nusra entro la propria organizzazione. Ma la leadership di Al-Nusra vede la mossa di al-Baghdadi come un modo per sostituirsi ad al-Zawahiri (leader di Al-Qaeda e successore di Bin Laden) alla guida del fondamentalismo islamico.

Il gruppo Khorasan

Al-Nusra non ha mai avuto una propria proiezione davvero internazionale. Con la fulminea ascesa di ISIS, tuttavia, si è reso necessario rinforzare la presenza di Al-Qaeda in Siria dopo che al-Baghdadi aveva deciso di non rispettare le linee guida di al-Zawahiri. Quest’ultimo decide quindi di inviare in Siria un gruppo di combattenti appartenenti al suo Alto Comando. L’obiettivo? Costituire dentro Al-Nusra una sorta di “cellula internazionale”: questa sarà proprio il gruppo Khorasan.

Il Pentagono ne rivela la presenza solo nel settembre 2014, ma non è escluso che sia attivo da prima. Il suo leader è Mushin al-Fahdli, kuwaitiano, storicamente molto vicino a Bin Laden. Secondo l’Istituto Carnegie, al-Fahdli è talmente in alto nella gerarchia di al-Qaeda che sarebbe stato uno dei pochi a conoscere i piani dell’11 settembre. L’obiettivo principale di questa piccola cellula speciale è quello di dotare Al-Nusra di una capacità operativa anche esterna alla Siria.

Una minaccia globale?

È probabile che al-Zawahiri voglia raggiungere un doppio obiettivo: da un lato rendere più efficiente il proprio operato nel Medio Oriente e dall’altro non perdere la leadership del fondamentalismo islamico a favore dell’ISIS. Se tale “internazionalizzazione” debba essere limitata ai Paesi confinanti con la Siria o se possa assumere anche un carattere globale è molto difficile da dire, almeno per il momento.

Al-Qaeda ha una struttura più complessa e strutturata di quanto si possa pensare con basi logistiche in più parti del mondo, sistema di finanziamento efficiente e forti legami con i Paesi che ospitano i propri affiliati. Inoltre, il suo leader, al-Zawahiri, ha dimostrato di voler mantenere la leadership del fondamentalismo islamico, facendo leva sull’esperienza ormai decennale della propria organizzazione, delle strutture sparse in tutto il mondo e soprattutto sulle capacità dei propri uomini migliori riunendoli in cellule come il Gruppo Khorasan.

L' Autore - Gianluca

Appassionato di politica estera e diplomazia, felice di scrivere per questa bella rivista.

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