martedì , 21 agosto 2018
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L’UE lancia “EUTM Mali” e sostiene l’opposizione siriana

Il 18 febbraio si è riunito a Bruxelles il Consiglio Affari Esteri sotto la presidenza dell’Alto Rappresentante Catherine Ashton. Obiettivi ambiziosi quelli fissati da Lady Ashton prima dell’inizio dei lavori su tre questioni fondamentali: il lancio della missione europea di addestramento delle forze armate del Mali, la preparazione del summit del Partenariato Orientale che si terrà il prossimo novembre e, infine, la necessità di trovare una «political way-forward» alla crisi siriana.

Per quanto riguarda la Siria, il Consiglio ha reiterato la condanna dell’UE per le violenze perpetrate dal regime di Assad, cui viene richiesto di cessare ogni attacco contro la popolazione civile. Inoltre, i Ministri degli esteri hanno accolto con favore l’iniziativa improntata al dialogo politico promossa dal presidente della Coalizione Nazionale Siriana, Moaz Al-Khatib, in quanto condizione imprescindibile per avviare un processo di «transizione pacifica verso un futuro senza Assad». Dopo aver ricordato l’impegno umanitario dell’UE e dei suoi Stati membri (600 milioni di euro) a favore delle vittime del conflitto, il Consiglio ha deciso di rinnovare per 3 mesi le sanzioni contro il regime di Damasco, pur emendando il provvedimento in modo da «fornire maggiore supporto non-letale e assistenza tecnica per la protezione dei civili». Questo sottile ma decisivo cambiamento è stato salutato dal ministro degli esteri del Regno Unito William Hague come un «passo avanti, importante e benvenuto,» perché mira, come auspicato anche dall’Italia, ad un rafforzamento concreto del sostegno europeo all’opposizione siriana.

L’Unione Europea, intanto, rafforza la sua attività di gestione della crisi in Mali: il Consiglio ha infatti formalmente lanciato la missione militare europea di addestramento (EUTM) delle forze maliane stanziando un budget di 12,3 milioni di euro per un mandato iniziale di 15 mesi. I Ministri hanno inoltre accolto con favore la decisione, annunciata il 12 febbraio, di sbloccare gli aiuti destinati al Mali – per il 2013 ammontano a 250 milioni di euro – che saranno condizionati all’adozione di misure concrete per quanto riguarda le elezioni, la riconciliazione nazionale, la sicurezza alimentare e il ripristino dei servizi di base.

Lo sguardo sul continente africano si completa con un esame della situazione nello Zimbabwe, cui i Ministri degli esteri dell’UE hanno deciso di rinnovare le sanzioni che da ormai dodici anni colpiscono il regime di Mugabe, revocando quelle contro 6 alti funzionari del governo di Harare, nel tentativo di incoraggiare la transizione politica. Misure adottate con l’esplicito scopo di incentivare il rispetto, da parte del regime, dell’accordo raggiunto tra i principali attori politici del Paese in merito alla bozza di costituzione che dovrebbe essere sottoposta a referendum il prossimo 16 marzo.

Il Consiglio ha poi iniziato a guardare al summit del Partenariato Orientale che si terrà a Vilnius il prossimo novembre. In particolare, Ashton ha sottolineato che quell’occasione rappresenterà una pietra miliare nelle relazioni tra l’UE e i suoi partner orientali e ha ribadito l’importanza del principio del «more for more», in base al quale sono la velocità e la volontà politica dimostrata nell’attuazione delle riforme a determinare il grado di intensità della cooperazione bilaterale con Bruxelles. Ridefinite anche le priorità dell’UE nella sua politica sui diritti umani, in vista del prossimo Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU. Tra le linee-guida figura la tutela della libertà religiosa, per il cui inserimento tra le priorità europee si è particolarmente battuto il ministro degli esteri italiano, Giulio Terzi. Ferma condanna, infine, quella espressa contro la Corea del Nord per l’esecuzione del test nucleare condotto da Pyongyang lo scorso 12 febbraio.

I Ministri degli esteri riuniti ieri in Consiglio si sono trovati a discutere un’agenda estremamente ricca e variegata, ma i risultati non hanno deluso: ad eccezione  dell’atteso via libera al dispiegamento dell’EUTM in Mali, l’aspetto più interessante e potenzialmente più controverso di questo Consiglio è stato senza dubbio la decisione di allentare l’embargo sulle armi contro la Siria, decisione che va nel senso di un rafforzamento non solo politico ma anche e soprattutto materiale del sostegno europeo all’opposizione siriana.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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