lunedì , 19 febbraio 2018
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Photo © UK Ministry of Defence, 2013, www.flickr.com

Mistral: verso la cancellazione dell’ordine

Tante novità, ma ancora poca chiarezza: è questo il risultato delle recenti esternazioni di funzionari francesi e russi in merito al contratto che da mesi sta mettendo in imbarazzo l’Eliseo. Il 27 maggio, riporta il sito EU Observer, Oleg Bochkaryov, vice-presidente della commissione militare-industriale governativa russa, ha confermato che la Russia non acquisterà le due navi porta-elicotteri (LHD) francesi classe Mistral che il governo Sarkozy aveva venduto a Mosca nel 2011, aggiungendo che la Russia provvederà da sé alla costruzione di nuovi vascelli.

Una rinuncia poco chiara

La notizia giunge dopo notevoli ritardi rispetto alle tempistiche programmate per la consegna dei due vascelli ed in seguito alla lunga esitazione di François Hollande. Lo scorso novembre, mese della prevista consegna della prima LHD, il Presidente francese aveva infatti affermato che alla luce della situazione in Ucraina, la consegna sarebbe stata congelata fino a nuovo ordine.

Intanto il dialogo tra Parigi e Mosca pare essersi spostato sul piano economico e più precisamente sulla compensazione che la Russia dovrebbe ricevere per la mancata consegna. Secondo il quotidiano russo Kommersant, Parigi avrebbe proposto la restituzione dell’anticipo di circa 785 milioni EUR già pagato da Mosca, ma il governo russo ha messo in chiaro che la somma in questione non soddisfa minimamente le aspettative. Nelle attese di Mosca il risarcimento dovrebbe coprire per intero l’importo previsto dal contratto, circa 1,2 miliardi EUR.

Anche Mosca si contraddice

Se però l’Eliseo è in profondo imbarazzo, la situazione non è particolarmente chiara neanche a Mosca, dove le parole di Bochkaryov sono state subito smentite dal portavoce di Putin, Dmirty Peskov, al quale ha fatto eco il vice primo ministro russo, Dmitry Rogozin, che ha confermato che il governo russo non ha rinunciato in maniera ufficiale alla consegna delle due porta-elicotteri.

Dichiarazioni che contrastano con la realtà dei fatti, dal momento che negoziati per la definizione dell’importo da pagare sarebbero già stati avviati, ma che di fatto sono in linea con la posizione assunta da Vladimir Putin durante l’ultimo incontro ufficiale con Hollande, tenutosi a Erevan lo scorso 23 aprile, a latere della commemorazione del centenario del genocidio armeno. In tale occasione il leader russo aveva confermato che la Russia avrebbe accettato “merce o denaro”, non chiudendo a priori la possibilità di finalizzare la vendita come prevista dal contratto.

Chi comprerà le Mistral?

A queste incertezze si aggiunge poi un’altra domanda: cosa ne sarebbe delle due LHD in caso di mancata consegna alla flotta del Mar Nero? Le speculazioni sono vive: il quotidiano Le Monde cita la possibilità di trovare un nuovo compratore interessato all’acquisto, opzioni a cui Mosca attualmente si oppone facendo valere una clausola di “riesportazione” inclusa nel contratto di vendita, per timore della diffusione di segreti militari. Oltre all’opposizione del governo russo, la vendita ad altri acquirenti resta una possibilità remota anche alla luce del fatto che le due LHD sono state progettate e costruite seguendo fedelmente standard e richieste estremamente specifici da parte della Marina russa, che rendono i due natanti difficilmente compatibili o adattabili alle esigenze di altri potenziali acquirenti.

In passato era stata anche avanzata la possibilità di vendere le due porta-elicotteri all’Agenzia Europea di Difesa. L’agenzia pubblica di stampa russa Sputnik news, citando le dichiarazioni di non meglio identificati funzionari francesi su un quotidiano, ha addirittura affermato che la Francia stia valutando la possibilità di affondare le due porta-elicotteri, una notizia presto smontata dalla stampa francese.

Mentre questi quesiti restano ancora senza risposta, la Vladivostok e la Sevastopol restano ormeggiate a Saint-Nazaire, generando ingenti costi di stazionamento e forti preoccupazioni negli operai che hanno lavorato alla loro costruzione. A costruzione ultimata, la Russia nasconde a stento le proprie preoccupazioni dietro una falsa aria di superiorità e indifferenza rispetto all’indecisione francese, ma Hollande non ha più tempo né scuse per posporre la decisione finale e dovrà ben presto decidere se anteporre l’interesse economico a quello politico ed alla posizione assunta in seguito al conflitto in Ucraina.

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

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