giovedì , 22 febbraio 2018
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NATO: non solo Ucraina al tavolo dei Ministri

Corposa e impegnativa l’agenda presentata dal Segretario uscente Anders Fogh Rasmussen durante l’ultimo NATO Foreign Affairs Ministres Meeting, nelle giornate di martedì 24 e mercoledì 25 giugno. Riunitisi presso il quartier generale di Bruxelles, i Ministri degli Affari Esteri degli Stati membri hanno affrontato diverse questioni riguardanti sia misure contingenti che provvedimenti di lungo corso. In merito a quest’ultime, nella mattinata di giovedì è stato presentato il logo e il quadro delle attività in agenda per il NATO Summit 2014, previsto per il 4 e 5 settembre 2014 in Galles, oggetto della cena di lavoro della giornata precedente.

Il rafforzamento della collective defence e il processo di allargamento rimangono, come confermato dal Segretario Generale in conferenza stampa, i punti chiave sul quale verranno focalizzate le attenzioni dell’Alleanza nel prossimo futuro. Non soltanto dovrebbero essere rafforzate le misure e le strutture già esistenti, ma intensificati gli sforzi nel tentativo di prevenire lo scoppio di nuove crisi. A tal proposito, è stata approvata la realizzazione di un nuovo progetto-strumento volto ad intensificare il processo di capability building nei Paesi esterni all’Alleanza. Tale progetto dovrebbe riguardare la creazione di un pool di esperti militari e civili, velocemente dispiegabili in caso di necessità, atti a fornire “servizi” che andrebbero dall’addestramento di truppe di prima linea fino alla riforma dei più alti vertici delle strutture militari, in primis i ministeri.

Maggiore enfasi è stata posta sulla crisi Ucraina, sul comportamento della Russia (il NATO-Russia Council rimane sospeso) e sul quadro delle misure attuabili in supporto all’attuazione del peace plan proposto dal neoeletto Presidente Petro Poroshenko. Più nello specifico, il pacchetto di misure, a detta del Segretario Generale “pienamente supportato” dall’Alleanza, riguarderebbe la fornitura di aiuti economici volti a rafforzare le capacità militari del nuovo governo ucraino, sia nel processo di autodifesa che nell’attuazione di riforme più strutturali. Aree quali comando e controllo, logistica e cyberdefence, costituirebbero il grosso delle misure previste, sebbene un occhio di riguardo sia stato posto sul reintegro degli ex-combattenti ucraini, per il quale è stato istituito un fondo fiduciario.

Non dissimili misure dovrebbero essere intraprese nei prossimi mesi nei confronti di Georgia e Montenegro, Paesi parte dell’attuale processo di allargamento della NATO nell’ex spazio sovietico, e da diversi anni candidati all’ingresso nell’Alleanza. A favore della Georgia, per la quale le prime decisioni furono prese nel 2008, è previsto lo stanziamento di risorse e un “sostanziale pacchetto” di riforme da decidersi con il governo locale nei prossimi mesi e durante il Summit di settembre. Riguardo il Montenegro, entro il 2015 ci si esprimerà sull’eventuale ingresso, mentre continuano gli sforzi per l’attuazione di riforme strutturali nel settore della sicurezza. Il Segretario ha più volte precisato la volontà della NATO di “mantenere le porte aperte a qualunque Paese”, nei limiti e vincoli del trattato, e nel rispetto delle procedure per l’adesione (attuabile esclusivamente tramite invito diretto).

I lavoro sono stati conclusi nel pomeriggio del 25 attraverso l’ISAF Ministries meeting, specificatamente dedicato al futuro dell’Afghanistan nel post-2014. La missione Resolute Support, promossa durante il summit di Chicago e attualmente prevista per il 1 gennaio 2015, fatica ancora a trovare consensi sia tra i membri dell’Alleanza (favorevoli ma restii ad assumere impegni ufficiali), che da parte afgana. Dubbi permangono sull’identità dei Paesi che forniranno le truppe – solo gli Stati Uniti hanno dato la propria e ufficiale disponibilità – e sull’entità del dispiegamento.

Altrettante incertezze rimangono sulle fonti di finanziamento e sulla condizione legale delle truppe dispiegabili. Lo status of force agreement rimane ancora un punto critico, nonostante entrambi i candidati presidenziali e il temporaneo vincitore abbiano manifestato durante la campagna elettorale la volontà di procedere alla firma. Ulteriori decisioni verranno prese agli inizi di luglio nella Force generation conference, ma il silenzio attorno alla vicenda e l’impasse elettorale sembrano inficiare il lancio concreto e per tempo della nuova missione NATO.

Photo © North Atlantic Treaty Organization, www.nato.int/cps/en/natolive/photos

L' Autore - Giuseppe Lettieri

Responsabile Sicurezza internazionale - Studente presso la Scuola Sant'Anna di Pisa iscritto al Master Human Rights and Conflict Management; laureato in Scienze Internazionali - Global Studies presso l'Università di Torino con una tesi sulle dottrine militari della controinsorgenza. Da sempre appassionato di questi inerenti sicurezza e difesa, il settore militare e la politica internazionale, mi occupo nello specifico di counterinsurgency e counterterrorism operations con riferimento all'area geografica mediorientale e del sud-est asiatico. Per Europae scrivo di Common Security e Defence Policy e European External Action Service.

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