martedì , 20 febbraio 2018
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La leadership della NATO nel corso del vertice del 25 giugno a Bruxelles (Photo by NATO)

NATO-Russia, il clima è da guerra fredda

Il 25 giugno a Bruxelles andato in scena il vertice NATO, con i Paesi dell’Alleanza Atlantica da una parte e la Russia dall’altra. Gli Stati Uniti e i suoi 27 partner militari hanno annunciato l’avvio di discussioni sulle contromisure difensive da adottare anche nell’ambito degli armamenti nucleari, alla luce dell’aggressività russa dimostrata nella crisi ucraina.

Il pre­si­dente russo Vla­di­mir Putin ha rispo­sto per le rime annun­ciando il raf­for­za­mento delle capa­cità mili­tari russe con 40 nuovi mis­sili bali­stici inter­con­ti­nen­tali dotati di testate nucleari e «in grado di sfug­gire anche ai più sofi­sti­cati sistemi di difesa antimissilistica». Le parole del presidente russo sono arri­vate pochi giorni dopo l’annuncio sta­tu­ni­tense del piano che pre­vede lo schieramento di mezzi pesanti e aerei da com­bat­ti­mento nel Bal­tico, per garan­tire la sicu­rezza dei Paesi NATO «di fronte al rischio di un’eventuale inva­sione russa».

Mosca ha replicato tramite il vice­mi­ni­stro della Difesa, Ana­toly Anto­nov, che ha accusato la NATO di voler tra­sci­nare la Rus­sia in una nuova corsa agli arma­menti. Il Crem­lino ha fatto trapelare la notizia che rispon­derà a qual­siasi ini­zia­tiva di raf­for­za­mento o incremento della pre­senza mili­tare ai suoi confini.

Stoltenberg: dalla Russia un pericoloso tintinnio di sciabole

Il clima sempre più da guerra fredda ha portato alla contro-risposta del Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, che ha affermato: «la Rus­sia sta svi­lup­pando nuove capa­cità nucleari, usa di più la reto­rica ato­mica nel comu­ni­care la stra­te­gia di difesa» e le dichia­ra­zioni di Putin «con­fer­mano uno schema aggres­sivo» e sono «un tin­tin­nio di scia­bole ingiu­sti­fi­cato, desta­bi­liz­zante e peri­co­loso».

L’atteggiamento della Rus­sia non favorisce la distensione: il governo russo non nasconde la volontà di realizzare un profondo ammodernamento delle pro­prie forze armate, pun­tando su nuove tecnologie e soluzioni. Mosca deve affron­tare infatti i medesimi pro­blemi della Cina che, come Mosca, da tempo spende ingenti risorse per moder­niz­zare le proprie forze militari.

Que­sti botta e rispo­sta inevitabilmente riportano a scenari da guerra fredda, che si collocherebbe però in un contesto complesso e mul­ti­po­lare. A far sal­tare il tappo è stata la guerra in Ucraina, dove sono ripresi i com­bat­ti­menti e sono rico­min­ciati a morire i civili, con i gros­so­lani errori occi­den­tali e il vistoso sup­porto russo ai separatisti. Secondo la NATO la responsabilità del clima che si respira in Europa sarebbe da attribuire al governo di Putin, intento a pianificare la riconquista delle aree che erano sotto la sfera d’influenza sovietica.

La NATO conferma il dispiegamento di forze in Europa orientale

Durante il vertice di questa settimana sono stati confermati i progetti per rispondere all’arroganza di Mosca. Il numero di uomini da assegnare alla cosiddetta Forza di Reazione Rapida è salito a 40.000 dai 4.000 previsti inizialmente. Tutto questo viene letto in Russia come un atteggiamento provocatorio. Il dispiego di tali forze è infatti previsto in vari Paesi dell’Europa orientale come Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. Inoltre, la NATO dovrebbe istituire una forza ulteriore ancora più rapida di circa 4.000 uomini in grado di mobilitarsi contro ipotetiche manovre russe entro 48 ore.

Il segretario alla Difesa americano, Ashton Carter, rassicura che gli Stati Uniti forniranno centinaia di veicoli militari, aerei da guerra, droni, carri armati e artiglieria pesante da posizionare nei Paesi più esposti. Da qualche mese trapela inoltre dal Pentagono l’idea di posizionare in Europa missili Cruise con testate nucleari in funzione anti-russa.

Tutto ciò conferma che la NATO sta portando a compimento un vero e proprio ri-orientamento strategico e militare nei confronti della Federazione Russa. Ad infuocare ulteriormente gli animi ci pensa il ministro della Difesa polacco, Tomasz Siemoniak, che ha dichiarato concluso «il periodo di pace seguito alla seconda guerra mondiale», lasciando intendere come una parte della classe dirigente occidentale sia pronta per un nuovo conflitto, questa volta potenzialmente combattuto con armi nucleari.

I Paesi europei potrebbero presto trovarsi di fronte a una difficile scelta di campo: se durante la guerra fredda la divisione in due blocchi facilitava il posizionamento strategico, oggi non è così automatico a causa delle numerosi interconnessioni tra Paesi europei e asiatici, specie per quelli “pluri-allineati” per interesse e necessità. Una cosa è certa: se la guerra fredda in un contesto bipolare poteva essere giustificata in nome di un maggiore equilibrio a suo modo “ordinatore”, in uno scenario multipolare ed interconnesso come quello di oggi potrebbe rivelarsi l’opzione più destabilizzante.

L' Autore - Riccardo Molinari

Laureato in Scienze Strategiche presso la Scuola di Applicazione e Istituto di Studi militari di Torino, sono particolarmente interessato al campo delle scienze della difesa e della sicurezza. Attualmente mi sto laureando in scienze internazionali con profilo medio oriente e cina senza mai perdere di vista l'Europa. Infatti sto elaborando la tesi magistrale sulla PSDC.

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One comment

  1. Maurizio Mazzucotelli

    Peccato che anche Lei si conformi alla falsità giornalistica che imperversa nel nostro occidente! “alla luce dell’aggressività russa dimostrata nella crisi ucraina.”???
    Si immagina la reazione degli stati uniti, se in Messico un presidente democraticamente eletto e filo americano venisse spodestato con un colpo di stato, e eletto al suo posto un presidente filo russo o filo cinese?
    Con l’allargamento della nato, in seguito all’entrata delle tre repubbliche baltiche,a cui una debole Russia non potè opporsi, il cremlino fù chiaro: fino qui,non oltre o reagiremo. La Russia sta seguendo una sua legittima politica, in reazione a quella si, molto aggressiva politica Obama-Merkel….

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