venerdì , 23 febbraio 2018
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Prolungata la missione UE nella Repubblica Centrafricana

La missione EUFOR CAR è iniziata nell’aprile 2014, dietro espressa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (CDS), che permetteva l’intervento delle forze dell’UE per 6 mesi con l’obiettivo di riportare stabilità nella Repubblica Centrafricana (RCA). Da marzo 2013 il Paese è infatti colpito da una forte instabilità interna che ha provocato un susseguirsi di colpi di Stato e violenze settarie.

L’idea iniziale era quella di un intervento di breve periodo, con susseguente ritiro delle forze militari europee e affidamento del processo di stabilizzazione della crisi alla missione di peacekeeping delle Nazioni Unite (MINUSCA). Quest’ultima ha effettivamente sostituito la missione dell’Unione Africana (MISCA) dal 14 settembre, ed idealmente dovrà occuparsi del rispetto dell’accordo di cessate il fuoco firmato a Brazzaville a luglio 2014. Tuttavia, stando alle parole del Rappresentante Speciale dell’ONU Babacar Gaye, MINUSCA avrà ancora una limitata capacità operativa, tenuto conto dei 7.500 uomini al momento dispiegati, a fronte dei 10.000 necessari.

Inoltre, come era prevedibile, non è andato tutto secondo i piani iniziali. Infatti, il Presidente ad interim della RCA, Catherine Samba Panza, tramite una lettera indirizzata al Consiglio di Sicurezza nei primi giorni di ottobre, ha chiesto il prolungamento della missione EUFOR CAR fino a marzo 2015. Il motivo è la situazione ancora profondamente instabile. Alcuni dati a riguardo parlano chiaro: metà della popolazione – circa 2,5 milioni di persone – ha bisogno di assistenza umanitaria, gli sfollati sono circa 1 milione e circa 400.000 sono i rifugiati nei Paesi vicini, contribuendo ad inasprire l’instabilità dell’intera regione e di Paesi limitrofi come il Chad, il Sudan del Sud e la Repubblica Democratica del Congo. Perciò, il CDS con la risoluzione 2181, ha esteso temporalmente il mandato dell’operazione UE, la quale continuerà ad affiancare i caschi blu. L’intento è quello di arrivare alle elezioni di febbraio 2015 con una situazione interna che permetta lo svolgimento di regolari elezioni.

La missione, guidata dal francese Philippe Pontiers, ha visto un incremento degli operativi sul campo: dai primi 150 di aprile, si è passati ai 700 di giugno, con l’aggiunta poi di circa 50 genieri della Folgore. Considerata la complessità dell’area d’intervento e soprattutto il fatto che il CDS ha più volte espresso la propria volontà di risolvere la crisi, è un’occasione più unica che rara per l’UE di incrementare la propria credibilità estera. Perciò, nel Consiglio Affari Esteri di novembre e una volta assunti i poteri da parte di Federica Mogherini, l’UE potrebbe ritenere opportuno un maggior impegno militare nell’area. Nel migliore dei casi, EUFOR CAR potrebbe trasformarsi nel primo successo militare dell’UE nel continente africano. Nel peggiore, invece, la missione europea rischierà di diventare involontario responsabile della nascita di un altro Stato fallito.

L' Autore - Gianluca

Appassionato di politica estera e diplomazia, felice di scrivere per questa bella rivista.

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