giovedì , 22 febbraio 2018
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Rasmussen all’Europa: “Più investimenti nella difesa”

Giovedì 19 settembre, il Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha incontrato a Bruxelles l’Alto Rappresentate Catherine Ashton e ha tenuto un discorso  alla sede del think-thank “Carnegie Europe”. Il Segretario Rasmussen ha parlato in modo franco e diretto, spiegando brevemente, ma in modo efficace, quale deve essere il futuro della NATO e il rapporto tra questa e l’Unione Europea.

Viviamo in un mondo in transizione“, ha esordito il Segretario Generale, con una frase che riassume le difficoltà che la comunità internazionale sta attraversando ormai dall’11 settembre 2001. Una vera e propria transizione, che, secondo Rasmussen, spesso porta a turbolenze e disordine. In un momento così difficile è necessario un impianto stabile e forte per difendere il Nord America e le nazioni europee. La stabilità e la forza sono due caratteristiche necessarie per districarsi nel complesso mondo dei conflitti del nuovo millennio.

Uno tra questi si svolge sicuramente in Siria. Rasmussen vi ha fatto subito riferimento, confermando la necessità di proseguire per la strada tracciata, ma sottolineando che non sarà possibile raggiungere risultati diplomatici concreti senza una minaccia militare credibile nei confronti del regime. La fonte di questa minaccia deve essere la NATO. Quest’ultima sta definitivamente cambiando struttura, sia da un punto di vista militare che strategico.

Ed è proprio su questo cambiamento che il Segretario Rasmussen si è concentrato. Infatti, per essere pronti a rispondere a minacce in continuo cambiamento è necessario che la NATO concentri le proprie risorse su tre pilastri: mantenere robusti strumenti di deterrenza, riaffermare i legami militari e strategici tra UE e USA e proiettarsi verso una prospettiva globale.

Il primo pilastro fa riferimento ad una riforma delle ‘capabilities‘ militari. Le zone di crisi cambiano, le minacce da affrontare altrettanto e quindi anche gli strumenti con cui sconfiggerle devono cambiare. Questo si traduce necessariamente in continui investimenti in ricerca e sviluppo, per modernizzare gli asset di cui già la NATO dispone e sostituire quelli ormai inutili. Il futuro quindi è orientato verso la “cyber defence”, con l’ausilio di armamenti tradizionali sempre più flessibili, omogeneizzati tra i Paesi membri e altamente tecnologici. In sostanza si tratta di transitare verso quello che in gergo viene definita “smart defence”, cioè una difesa più flessibile e adattabile a una pluralità di emergenze.

Il secondo pilastro, invece, ha a che fare con il rafforzamento della relazione transatlantica. Storicamente la NATO ha avuto due anime: quella americana e quella europea. La prima ha sempre recriminato per lo scarso contributo al bilancio da parte della sponda europea, sia in termini di capitale umano che economico. Rasmussen ha ribadito l’incoraggiamento ai Paesi europei perché si dotino di moderni droni, di radar e strumenti di sorveglianza di ultima generazione, in modo da poterli integrare con il sistema NATO. Inoltre, ha richiamato la necessità del rafforzamento dell’industria militare europea, soprattutto attraverso maggior coesione e coordinamento, in modo da ottimizzare i risultati.

Infine il terzo pilastro, quello più importante e rivoluzionario. La NATO è nata come un’organizzazione che aveva come obiettivo la difesa del continente europeo. Tuttavia, un lento processo, iniziato con le operazioni nei Balcani, ha portato l’organizzazione ad estendere il proprio raggio d’azione fino all’Afghanistan e al Corno d’Africa. Rasmussen sostiene un rafforzamento di questa prospettiva globale, senza porre limiti di sorta alle possibilità d’azione dell’Alleanza Atlantica. Per rendere la NATO davvero globale è necessario rafforzare le partnership con altre organizzazioni internazionali e Stati non membri ma strategicamente centrali nella propria area di riferimento.

In conclusione, il Segretario Generale Rasmussen ha cercato di sottolineare che, se la NATO vuole restare la più importante organizzazione militare del mondo, sono necessari importanti cambiamenti. Questi devono essere trasversali, toccando così il piano militare, strategico e anche quello decisionale e politico. Solo apportando questi cambiamenti la NATO potrà essere “pronta, robusta e flessibile” per un mondo che, come lo ha definito lui stesso, è assolutamente imprevedibile.

In foto il Segretario Generale della NATO Rasmussen incontra il Presidente della Commissione Europea Barroso (Foto: European Commission)

L' Autore - Gianluca

Appassionato di politica estera e diplomazia, felice di scrivere per questa bella rivista.

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6 comments

  1. IL SEGRETARIO GENERALE DELLA N.A.T.O. HA PERFETTAMENTE RAGIONE. GLI U.S.A. SI AGGIORNANO PER CONTO PROPRIO,E ,SOLO POI, GIUSTAMENTE CONDIVIDONO PROTOCOLLI E PROCEDURE OPERATIVE AFFERENTI I SETTORI DI COMANDO E CONTROLLO,STATEGICI.LA CINA,DOPO AVER VISTO LE SUE PARATE MILITARI,LA RITENGO, SUL SERIO,UNA SUPERPOTENZA,O MEGLIO A PARI MERITO CON GLI STATI UNITI,E PRIMA DELLA RUSSIA.I CINESI SONO SORNIONI MA PRAGMATICI E CONCRETI,NON LI REPUTO NEANCHE UNA MINACCIA,SE NON VAI A TITILLARLI A CASA LORO ESIGONO E DANNO RISPETTO. TORNANDO A CASA NOSTRA…EUROPA NATO,IL SOLLECITO FINANZIARIO PRO N.A.T.O. E’ SACROSANTO E GIUSTO,IN PRIMISI PER AMMODERNARE GLI ARMAMENTI IN SECUNDO PER TENERE ALLENATI OPERATIVAMENTE I NOSTRI SOLDATI,CHE ,ORMAI, SEMBRANO VERAMENTE IMPIEGATI DEL CATASTO,SALVO LE ELITEE’ DEI VARI CORPI SPECIALI. PERALTRO LA RICADUTA PRODUTTIVA DEGLI ARMAMENTI SAREBBE UN OTTIMO INCENTIVO OCCUPAZIONALE NELLE INDUSTRIE PRIMARIE E L.INDOTTO CORRELATO. TERZO E CONCLUDO : SE VUOI LA PACE…PREPARATI ALLA GUERRA…I PIU’ COLTI SANNO CHE E’ UN DETTO LATINO,CHE HO TRADOTTO DIRETTAMENTE PER LE MASSE INCOLTE ED AMORFE.!!!!! DUNQUE VIVA LA NATO,GRANZIA DI SICUREZZA E STABILITA’..W GLI STATI UNITI CHE TANTO HANNO FATTO,IN SOLDI,LACRIME SANGUE,MORTI,FERITI, PER L.EUROPA…SRADICANDO IL NAZI-COMUNISMO. CORDIALMENTE. DR. ADAMO ADAMAS

  2. Gianluca Farsetti

    Ciao Davide,

    hai perfettamente ragione. Mi scuso personalmente per l’errore, ci sono stati dei problemi con le trascrizioni dell’intervento.
    Abbiamo corretto l’articolo e grazie per la segnalazione.

    Gianluca

  3. Io ero presente all’incontro al Carnegie. Rasmussen ha detto esattamente il contrario di quanto appare nel titolo, “la NATO non sarà un glonal policemen”.

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