martedì , 14 agosto 2018
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La NATO a sostegno della difesa di Kiev

Tra il 3 eil 4 giugno Bruxelles ha visto riunirsi i Ministri della Difesa della NATO per il consueto meeting interministeriale dell’Alleanza Atlantica. Il tema chiave della due giorni è stato sicuramente la situazione in Ucraina, ma anche altri argomenti sono stati toccati nel corso dei diversi incontri multilaterali.

Ucraina. I Ministri hanno discusso le misure di difesa collettiva da attivare in relazione alle minacce derivanti dalla crisi ucraina e a come supportare lo sviluppo della difesa di Kiev in collaborazione con il neo Presidente Porošenko: il consesso si è mostrato unanime nella volontà di estendere la cooperazione con il Paese nel medio-lungo termine. È stato inoltre stabilito che, in aggiunta ai movimenti di truppe compiuti fino ad ora, le forze NATO incrementeranno i pattugliamenti aerei e navali tra il Mar Baltico e il Maro Nero, estendendo anche le esercitazioni e gli addestramenti congiunti. Nello specifico, Danimarca, Germania e Polonia potenzieranno le capacità di risposta rapida del Multinational Corp North East, forza multilaterale nata alla fine degli anni Novanta, di base a Stettino. Il Segretario Generale Rasumussen ha anche affermato che, di fronte a scenari internazionali sempre più imprevedibili, la NATO proseguirà con la stesura di un Readiness Action Plan per rendere l’Alleanza più rapida e flessibile: a tal proposito, i Ministri hanno anche discusso i preparativi del prossimo NATO Summit in Galles, che si terrà il prossimo settembre e si concentrerà proprio sui temi della reattività delle forze NATO, accanto al rafforzamento delle capacità e degli investimenti militari.

Afghanistan. I Ministri NATO hanno anche incontrato una delegazione delle truppe ISAF impegnate in Afghanistan e il Ministro della Difesa afghano, il Generale Bismillah Khan Mohammadi, alla presenza dell’Alto Rappresentante UE Catherine Ashton e del Rappresentante speciale delle Nazioni Unite per l’Afghanistan, Jan Kubis. Lo scopo dell’incontro è stato fare il punto sulla situazione relativamente alla transizione della gestione della sicurezza del Paese nelle mani delle forze locali e per procedere alla pianificazione della missione che sostituirà ISAF entro la fine del 2014. Attualmente le forze armate afgane contano circa 350 mila unità militari e di polizia, ma ulteriore supporto sarà necessario per rafforzare la sicurezza del Paese. In quest’ottica, la missione Resolute Support avrà appunto il compito di traghettare il ruolo della NATO da forza di combattimento a forza di supporto e addestramento. Nell’assicurare che l’Afghanistan non verrà abbandonato, Rasmussen ha però sottolineato come l’avvio della missione debba essere anticipato da accordi chiari con il governo di Kabul, che dovrebbero tradursi nell’adozione del Bilateral Security Agreement, approvato dal parlamento afgano, ma mai firmato dal Presidente Karzai. Il Ministro Mohammadi ha inoltre assicurato che le forze locali saranno in grado di organizzare e gestire il secondo round elettorale del 14 giugno per le presidenziali afgane.

Georgia. Il 4 giugno i Ministri hanno effettuato una riunione congiunta con la Commissione NATO-Georgia, al fine di esaminare l’avanzamento del rinnovamento delle forze armate di Tbilisi, constatando che il Paese ha compiuto notevoli progressi verso l’ammodernamento e l’ottenimento della membership. La Georgia, infatti, collabora attivamente con ISAF e ha già annunciato la propria disponibilità a partecipare alla missione Resolute Support, oltre ad aver offerto alcune delle proprie unità alla forza di reazione rapida della NATO a partire dal 2015. In questo contesto, i Ministri hanno anche discusso le implicazioni sulla stabilità della regione caucasica in seguito al referendum in Crimea e al dilagare dell’insicurezza nelle regioni sud-orientali dell’Ucraina. Il consesso ha infine rimarcato la propria opposizione all’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, denunciandone il riconoscimento da parte di Mosca.

Ocean Shield. Durante il summit è stato infine deciso di prorogare la missione anti-pirateria nel golfo di Aden fino al 2016, soprattutto alla luce del successo ottenuto: per oltre due anni, da maggio 2012, nessun abbordaggio è andato a buon fine e nessuna nave è attualmente ostaggio di gruppi armati. In più, il numero di attacchi è stato ridotto drasticamente.

 In foto, il Quartier Generale della NATO a Bruxelles (© Medien Bundeswehr/Flickr 2012)

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

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