giovedì , 22 febbraio 2018
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Sicurezza e Difesa: il Parlamento commenta le conclusioni del Consiglio Europeo

Il 22 gennaio il Parlamento Europeo ha ospitato Pedro Serrano e Maciej Popowski, rispettivamente Primo consigliere per gli affari esteri del Presidente Van Rompuy e vice segretario generale del Servizio Europeo di Azione Esterna (SEAE). Tema dell’incontro è stata la discussione sulle conclusioni del Consiglio europeo della difesa dello scorso dicembre. La sottocommissione Sicurezza e Difesa, presieduta dal popolare francese Arnaud Danjean, ha illustrato la posizione di diversi parlamentari al riguardo del testo approvato dai Capi di Stato e di governo europei, evidenziando una certa diversità di vedute all’interno dell’emiciclo.

Entrambi gli ospiti hanno sottolineato gli aspetti positivi dell’operato del Consiglio, sottolineando in primo luogo la maggiore ambizione politica e la reale presa di coscienza da parte del consesso intergovernativo. Serrano, difendendo quanto fatto dal Consiglio, ha plaudito all’impegno assunto dai Paesi membri lo scorso dicembre di avanzare verso un elevato grado di cooperazione per creare, mettere in opera e manutenere capacità militari efficaci. Ha inoltre sollevato il tema della cooperazione con i partner internazionali, tra i quali l’ONU, l’Unione Africana, ma soprattutto la NATO, “con cui – ha detto Serrano- vi è complementarietà, non competizione”.

Dal canto suo, Popowski ha enfatizzato il proverbiale “bicchiere mezzo pieno”, elogiando l’impegno politico del Consiglio sulle numerose questioni avanzate dalla Commissione, in particolare la sicurezza cibernetica, il proseguimento delle pratiche di pooling & sharing e il piano di promozione dell’industria della difesa. A suffragare questi risultati, secondo il vice segretario, sono giunti anche apprezzamenti dal mondo extra-istituzionale, in particolare dall’accademia e dall’industria. Popowski, in tema, ha esplicitamente menzionato Tom Enders, attuale AD di Airbus Groups, nuovo nome della EADS, European Aeronautic Defence and Space Company, colosso europeo del settore della difesa e aero-spaziale.

Nonostante i 45 minuti di discorso da parte dei due funzionari, la risposta del Parlamento è stata quanto meno tiepida. Lo stesso Danjean ha affermato di vedere il bicchiere “un po’ meno che mezzo vuoto”, soprattutto in quanto le diverse relazioni del Parlamento Europeo in tema di difesa hanno avuto poca considerazione, malgrado la loro forte caratterizzazione cooperativa ed europeista. A bacchettare severamente il Consiglio e la Commissione è stata però la portoghese socialista Ana Gomes, che già aveva curato la relazione sulla dimensione marittima della sicurezza europea.

La Gomes ha criticato senza mezzi termini la scarsa importanza che il Consiglio Europeo dà alla sicurezza europea, le parole vuote non seguite da azioni concrete, il continuo rimandare di anno in anno i buoni propositi nonostante il pieno appoggio politico del Parlamento. Quasi toccata sul personale, quando ha accusato il Consiglio e la Commissione di aver a malapena preso in considerazione la sicurezza marittima. Ultima stoccata è stata quella contro la neo-nata missione EUFOR CAR Bangui in Repubblica Centrafricana, missione che, a detta della portoghese, “non fermerà un genocidio preannunciato” e che ha rappresentato l’ennesima occasione sfumata per i Battlegroups.

Le critiche sono poi continuate, in tono meno intenso, con la popolare bulgara Panayotova e il conservatore inglese Van Orden, che hanno criticato la debolezza del comprehensive approach della difesa europea e l’assenza di una nuova strategia di sicurezza europea. Unico parlamentare ad apprezzare le conclusioni di dicembre è stato il cristiano-democratico tedesco Michael Gahler che, forse in maniera più realista rispetto ai colleghi, ha apprezzato la “buona base operativa” definita dal Consiglio Europeo, da cui si potrà partire per ridefinire la difesa europea, in una realtà in cui gli Stati Uniti cercano il disimpegno e i singoli Stati Membri non possono, da soli, agire in maniera efficace.

Dunque tante critiche e qualche complimento. Ad ogni modo, che si voglia guardare il bicchiere mezzo vuoto o quello mezzo pieno, non si può non riconoscere che il 2013 è stato un anno decisivo per la difesa europea. Parafrasando però quanto detto da Ana Gomes, non è tanto importante ciò che il Consiglio dice in due pagine di conclusioni, quanto ciò che viene messo in atto nei mesi e negli anni successivi.

Nell’immagine, le 21e régiment d’infanterie de marine français, impegnato di recente sia in Mali che in Repubblica Centroafricana (© Marie-Lan Nguyen, Wikimedia Commons).

L' Autore - Enrico Iacovizzi

Responsabile Difesa europea e NATO - Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Facoltà Roberto Ruffilli di Forlì con una tesi sull’evoluzione delle relazioni esterne dell’UE e sul suo ruolo come potenza civile globale, vivo e lavoro a Bruxelles. Appassionato di politica internazionale ed in particolare dell'evoluzione politica ed istituzionale della difesa comune europea.

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One comment

  1. STORIE A LIETO FINE, MA DA POCO RILIEVO
    Carabinieri al posto del 118. Bambino che non respira soccorso e salvato

    Spesso, ingiustamente, si accusano i carabinieri di non essere presenti in caso di necessità. In realtà la storia che raccontiamo, dimostra il contrario. L’altro giorno, in via Carmagnola a Pinerolo, la pattuglia dei carabinieri di Pinerolo sono fermi al distributore di benzina per il rifornimento di carburante al mezzo di servizio. All’improvviso, dal portoncino del condominio di fronte, esce un uomo M. V. con un bambino di due anni in braccio che urla. “Aiuto mio figlio non respira più.” Dietro all’uomo la moglie, tutti e due sconvolti. “La testa del piccolino era sorretta dal braccio del papà – racconta il nostro testimone – il volto era bianco e in effetti non respirava. Ho visto i due carabinieri che gli sono subito corsi incontro e hanno portato i due genitori con il bambino dentro l’ auto di servizio e, senza pensarci due volte, hanno invertito la marcia e con i sistemi d’emergenza accesi sono andati via verso l’ospedale. In ospedale il bambino viene subito rianimato e per i genitori un grande sospiro di sollievo. Nella foto (repertorio) i carabinieri di fronte all’ospedale Agnelli di Pinerolo.

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