martedì , 14 agosto 2018
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Il drone Talarion, predecessore del futuro MALE2020 © Bin im Garten Flickr

Un drone per l’Europa: accordo Italia-Francia-Germania per MALE 2020

Il 18 maggio 2015 a Bruxelles si ritrovano un italiano, un francese e un tedesco; no non è una barzelletta ma bensì un incontro di vitale importanza per la sicurezza europea. I tre personaggi in questione sono infatti il ministro della Difesa Italiano Roberta Pinotti, il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen e il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. I tre si sono impegnati a sottoscrivere un accordo d’intesa per lo sviluppo congiunto di un drone europeo entro il 2025.L’iniziativa si basa su una scelta politica del 2013 e confermata successivamente nel 2014.

Gli artefici dell’accordo

I veri protagonisti di questo incontro sono tre società leader del settore aerospazio e difesa:

Finmeccanica (in particolare Alenia)– Finmeccanica è il principale gruppo industriale italiano, leader nel campo delle alte tecnologie, e si posiziona tra i primi dieci gruppi al mondo nel settore dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza. Quotata alla Borsa di Milano (FNC IM; SIFI.MI), con ricavi consolidati al 31 dicembre 2014 pari a 14,6 miliardi di euro, 273 sedi e siti operativi in 20 Paesi.

Airbus Defence and Space – Airbus Defence and Space è una divisione del Gruppo Airbus creata per raggruppare le attività precedentemente gestite da Cassidian, Astrium e da Airbus Military. La nuova divisione è la società numero uno in Europa per la Difesa e lo Spazio, la seconda più grande al mondo nel settore spaziale e fra le prime dieci società della difesa al mondo. Impiega oltre 38.000 dipendenti a fronte di ricavi annui pari a circa 13 miliardi di euro.

Dassault Aviation – Con oltre 8.000 aerei militari e civili consegnati a 83 Paesi negli ultimi 60 anni, che hanno effettuato circa 28 milioni di ore in volo, Dassault Aviation ha maturato una competenza riconosciuta nel mondo per la progettazione, sviluppo, vendita e supporto per tutti i tipi di velivoli, che vanno dal caccia Rafale, alla famiglia di Falcon di business jet commerciali fino ai droni militari. Dassault Aviation ha registrato vendite per 4,59 miliardi di euro nel 2013 e impiega circa 11.600 dipendenti.

1 miliardo per MALE 2020

In pratica i tre colossi europei dell’aeronautica hanno concluso la promessa effettuata durante il Salone Aeronautico di Parigi del 2013. Confermato che il progetto si ispirerebbe al vecchio “Talarion”: si parla di un investimento di circa 1 miliardo di euro. La fase di definizione prevede che le tre nazioni mettano a punto, in collaborazione con le rispettive forze aeree e con l’industria europea, le loro conoscenze per lo sviluppo di uno UAS (Unmanned vehicle system) europeo; Airbus dovrebbe occuparsi della piattaforma, Dassault dei sistemi e Alenia degli equipaggiamenti. Comunque sia non è un progetto a scatola chiusa e Italia, Francia e Germania hanno ribadito la loro propensione ad accogliere l’entrata di altre nazioni europee nel progetto per le fasi di sviluppo facendo così leva sul sostegno dell’Eda (European Defence Agency).

Il MALE 2020, questo il nome del nuovo sistema aereo avanzato di pilotaggio remoto di nuova generazione, è un acronimo che sta per ”media altitudine e lunga durata” (Medium Altitude Long Endurance). I droni della famiglia MALE possono volare per 24 ore a una altitudine di tremila metri.

Un rivale per i droni USA ?

Sarà il primo drone militare europeo capace di sostituire Predator e Reaper in quanto oggi l’Italia si affida per lo più a droni militari di fabbricazione statunitense come l’MQ-1 Predator e all’MQ-9 Reaper, fatto che alcune compagnie e funzionari Ue ritengono negativo per l’industria e le capacità militari europee, per questo si tratta di un passo molto importante per la cooperazione europea. Con uno programma europeo indipendente, il requisito più “critico” sarà sulla certificazione dei droni dal momento dell’entrata in servizio ma il programma MALE 2020 mira a promuovere lo sviluppo di alte tecnologie e a contribuire a sostenere competenze, capacità e posti di lavoro di importanza capitale in ambito europeo.

Nel comunicato, i tre Paesi non si esprimono sulla possibilità o meno che i nuovi MALE possano anche avere capacità di risposta al fuoco o addirittura di bombardare in quanto implicherebbe tutta una serie di problematiche, che vanno dai costi del progetto a problemi di natura politica ed alla necessità di creare una regolamentazione ad hoc. Per ora saranno ideati per raccogliere unicamente dati e informazioni.

L' Autore - Riccardo Molinari

Laureato in Scienze Strategiche presso la Scuola di Applicazione e Istituto di Studi militari di Torino, sono particolarmente interessato al campo delle scienze della difesa e della sicurezza. Attualmente mi sto laureando in scienze internazionali con profilo medio oriente e cina senza mai perdere di vista l'Europa. Infatti sto elaborando la tesi magistrale sulla PSDC.

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