venerdì , 28 aprile 2017
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Siria: dai negoziati di Astana piccoli cenni di apertura

di Eva Castiglione

Nuovi negoziati di pace per la Siria si sono svolti ad Astana (Kazakhstan), tra gennaio e marzo. La conferenza si è aperta con i due principali fronti siriani disposti per la prima volta a fronteggiarsi intorno ad un tavolo comune. I rappresentanti di Mosca e Teheran hanno presenziato per sostenere il governo di Assad, mentre i rappresentanti di Ankara si sono seduti accanto ai gruppi armati di opposizione. Presente anche l’inviato speciale ONU Staffan de Mistura, per conto del nuovo Segretario Antonio Guterres.

La negoziazione

Gli argomenti che gli oppositori armati hanno consentito di negoziare, riportati dal portavoce dell’opposizione, Yahya al-Aridi, sono stati il cessate il fuoco e il rilascio dei prigionieri catturati dalle forze di Assad. Non è stato invece messo sul tavolo della discussione l’argomento del cambio di regime in Siria, in quanto il portavoce dell’Armata di liberazione siriana, Abu Zaid, ha affermato chiaramente che lo scopo ultimo della sua organizzazione sarebbe rimasto quello di combattere il governo di Assad.

Durante la trattativa è stato ribadito che gli aspetti relativi al futuro del governo in Siria dovevano essere trattati nella Conferenza ONU di Ginevra, mentre le grandi potenze sedute al tavolo con i rappresentanti di governo e opposizione siriani avrebbero dovuto concentrarsi sulla creazione di un meccanismo di monitoraggio delle violazioni del cessate il fuoco. Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha sottolineato come Russia e Turchia hanno mostrato di poter essere mediatori efficaci, complice l’accordo tra Putin e Erdogan del 21 dicembre 2016, volto a rafforzare le relazioni tra le due potenze. L’obiettivo concordato è risultato quello di far cessare gli scontri ad Aleppo e ridisegnare i confini geo-politici del territorio siriano. Per la prima volta nella storia dell’area, quindi, si è avuta un’iniziativa di ispirazione regionale, anche se sotto la tutela internazionale.

Ruolo dell’UE

La strategia UE in Siria sostiene l’approccio regionalista nell’area: i Paesi con influenza nella regione devono sfruttare al massimo la loro possibilità di far pressione al livello locale per porre fine agli attacchi. Devono inoltre garantire l’accesso umanitario verso i luoghi che lo necessitano.

L’Unione si impegna ad implementare le disposizioni ONU concordate a Ginevra ed è il principale donatore di aiuti umanitari e ideatore di strumenti finanziari. Sotto l’egida ONU, l’UE si è impegnata a lavorare costruttivamente per favorire la transizione prospettata dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU 2254/2015 per indire elezioni libere, volte alla creazione di una Costituzione e di un governo non-settario, e in particolare si renderà disponibile per le operazioni di ricostruzione e stabilizzazione.

Le relazioni con il governo di Damasco sono invece state sospese, così come l’insieme degli accordi legati alla Politica Estera di Vicinato, e sono state estese delle misure restrittive fino al 1° giugno 2017. L’UE si è inoltre impegnata affinché l’utilizzo di armi chimiche in Siria fosse posto sotto controllo internazionale.

Risultati

I rappresentanti dei governi e delle opposizioni presenti hanno convenuto sulla necessità di perseguire gli obiettivi della risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU 2254/2015: istituire un governo inclusivo e non-settario; procedere nella redazione di una nuova Costituzione; indire elezioni libere ed eque entro 18 mesi e avviare i lavori per una nuova Costituzione, sotto l’osservatorio amministrativo ONU.

La storica delle migrazioni dell’Università di Leiden, Marlow Schrover, ha commentato questi esiti affermando che una vera soluzione potrà giungere solo quando i governi e le opposizioni armate seduti al tavolo decideranno di valutare anche il punto di vista umanitario, oltre a quello diplomatico-militare: “Quando l’autorità morale incontrerà gli obiettivi economici e geopolitici degli Stati, allora vi sarà una vera svolta positiva negli incontri”.

L' Autore - Redazione Europae

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