giovedì , 16 agosto 2018
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Elezioni europee: il PPE candida Jean-Claude Juncker

Dopo il Consiglio Europeo straordinario dedicato alla crisi in Ucraina, molti leader europei sono volati a Dublino al Congresso del Partito Popolare Europeo (PPE), chiamato ieri a decidere il proprio candidato per la presidenza della Commissione Europea. Tra gli altri, infatti, il PPE esprime il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, il Presidente della Commissione Barroso, la Cancelliera Merkel e i premier di Irlanda (Kenny), Grecia (Samaras) e Spagna (Rajoy).

La votazione, terminata nel primo pomeriggio, ha incoronato il lussemburghese Jean-Claude Juncker, fino allo scorso anno eterno Primo Ministro del Lussemburgo nonché Presidente dell’Eurogruppo. Juncker torna così protagonista della scena politica europea come candidato alla presidenza della Commissione del più grande partito europeo, il PPE, che raggruppa ad oggi 73 partiti nazionali di 39 Paesi.

Con 382 voti, Juncker ha sconfitto l’altro candidato alla nomination dei Popolari, il francese Michael Barnier. Il Commissario per il mercato interno e Vice-Presidente del PPE, infatti, ha collezionato solo 245 voti perdendo la corsa alla Commissione. I due candidati hanno però voluto ricordare che la loro non è mai stata una battaglia, ma una competizione amichevole.

Nel suo discorso di ringraziamento alla platea, Juncker non ha mancato di sottolineare quanto questa campagna elettorale sia cruciale per ravvivare la fiducia nel progetto europeo: «Dobbiamo spiegare che l’Unione Europea non è un semplice accadimento del passato ma un bisogno per il futuro». La crisi economica e la conseguente crisi d’identità hanno colpito duramente e Juncker ha voluto ringraziare i colleghi di partito Van Rompuy e Barroso per come sono stati in grado di gestire la crisi, evitando la deriva degli Stati Membri.

Pochi discorsi prima era invece toccato all’attuale Presidente della Commissione ringraziare i Capi di Stato e di governo del PPE, dall’Irlanda al Portogallo, dalla Grecia alla Spagna, per essere riusciti a guidare i propri Paesi verso l’uscita dalla crisi grazie all’appoggio dei propri cittadini e alla fiducia nell’UE. Ma il ringraziamento di Barroso si è esteso anche a coloro che guidando Paesi più prosperi hanno mostrato solidarietà, rivolgendosi senza troppi giri di parole alla Germania, con un sentito e discutibile ringraziamento: «voglio caldamente ringraziare Angela Merkel per il suo ruolo di leadership durante questi tempi».

Si conferma così al vertice del PPE, il gruppo parlamentare che in questa legislatura ha avuto la maggioranza relativa al Parlamento Europeo, il gruppo più vicino alla politica tedesca. La Cancelliera Merkel non ha infatti mancato di esprimere il suo appoggio alla candidatura dell’ex Presidente dell’Eurogruppo.

Con la scelta del PPE, la rosa dei candidati alla presidenza della Commissione praticamente completa: Martin Schulz (PSE), Jean-Claude Juncker (PPE), Alexis Tsipras (Sinistra Europea), Guy Verhofstadt, (ALDE), Bové e Keller (Verdi/ALE). Sullo sfondo restano però una serie di problemi. Innanzitutto il fatto che alcuni candidati siano presenti nelle liste elettorali e altri no crea non poca confusione. Bisogna poi capire se effettivamente la vittoria elettorale di un partito e quindi di un candidato alla presidenza avrà davvero valore nel post elezioni o se invece sarà ancora il Consiglio Europeo, già convocato per il 26 maggio, l’indomani della chiamata elettorale, a decidere sul da farsi. Prima ancora saranno i cittadini ad esprimersi, chiamati alle urne per confermare o meno la fiducia al progetto europeo.

Il PPE si è mostrato convinto di vincere anche le prossime elezioni europee. Questa spavalderia da una parte mette in dubbio la capacità della leadership dei Popolari di cogliere la gravità della situazione, dall’altra sfida ogni scaramanzia. Non solo Juncker, ma anche il Presidente del PPE Joseph Daul – confermato dal Congresso – ha scaldato la platea prima dell’annuncio del vincitore dicendo: «Il 25 maggio ancora una volta il PPE vincerà le elezioni europee: questo è il vostro obiettivo, il nostro obiettivo». «Sarà più difficile della volta scorsa – ha ammesso – ma noi ci arriveremo, tutti insieme».

In foto il discorso di Jean-Claude Juncker alla platea del Congresso di Dubino (European People Party).

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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