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Elezioni europee: il PD, Renzi e l’Europa che cambia verso

Quella italiana è stata la campagna dell’appello al voto “contro”, della “politica anti” – più che dell’antipolitica – come efficacemente rilevato da Giovanni Orsina su La Stampa della scorsa domenica. Merito in gran parte del Movimento Cinque Stelle e dei movimenti euroscettici (Lega Nord su tutti), che hanno sublimato l’essenza del voto di protesta, trovando terreno fertile in una tornata elettorale che, per tradizione, consente al votante di esprimersi più in consonanza con le proprie convinzioni politiche e ideologiche. Merito o colpa della percezione di uno scarso impatto dell’organo, il Parlamento Europeo, che si va ad eleggere, non a caso esentato dalla retorica del voto utile che contraddistingue le elezioni politiche.

A Matteo Renzi ed al Partito Democratico l’arduo compito di vestire i panni della forza politica responsabile e impegnata nel costruire un’Europa diversa e migliore, in antitesi ai progetti di disgregazione che vengono dal fronte anti-Europa. Su un fondale di richiami evocativi all’Europa dei fondatori, il premier e Segretario democratico ha impostato la sua campagna elettorale sulla consueta presentazione di categorie antitetiche, offrendo per ogni criticità una chiave di sviluppo positivo in ottica futura: il coraggio contro la paura, innovazione contro conservazione, il sogno contro la disillusione. Ma, in fondo, anche la sua è stata una campagna “anti”, con un nemico ben definito: Beppe Grillo.

Dal pulpito governativo, Renzi ha messo sul piatto della bilancia l’ambizioso piano di riforme da contrapporre all’improduttiva azione parlamentare dei pentastellati: dal bonus IRPEF di 80 euro alla riforma della Pubblica Amministrazione, dalla nuova legge elettorale (italicum) all’abolizione del bicameralismo perfetto. Ha ribadito più volte di “metterci la faccia”, la propria e quella dei candidati PD nelle liste, in antitesi ai nomi semisconosciuti dei candidati grillini, con una scelta di forte discontinuità come l’inserimento di una donna capolista per ciascuna delle cinque circoscrizioni italiane.

A guidare la lista democratica nel Nord-Ovest è la monzese Alessia Mosca, capogruppo della Commissione politiche europee della Camera, ma è forte anche la candidatura di Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni ed ex governatore della Regione Piemonte, che arriva al voto dopo aver incassato la vittoria nel ricorso contro i risultati delle elezioni regionali che portarono Roberto Cota a Palazzo Lascaris nel 2010. Nutrita anche la pattuglia di europarlamentari uscenti, con in testa l’ex sindaco di Bologna e segretario CGIL Sergio Cofferati. Alte probabilità di riconferma anche per Paolo De Castro che, da Presidente della commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, ha giocato un ruolo importante nella riforma della Politica Agricola Comune: De Castro figura nelle liste del Nord-Est capeggiate da Alessandra Moretti, deputata ed (ex)bersaniana di ferro, insieme agli ex Ministri del governo Letta Cécile Kyenge e Flavio Zanonato.

Di pura scuola renziana è invece Simona Bonafé, capolista per la circoscrizione Centro in cui nel 2009 risultò primo eletto David Sassoli, oggi ricandidato da capogruppo del Partito Democratico al Parlamento Europeo, dopo la sconfitta patita da Ignazio Marino nelle primarie PD per il candidato sindaco di Roma. Sempre dall’area vicina all’ex sindaco di Firenze giunge la candidatura come capolista al Sud di Pina Picierno, responsabile Legalità della segreteria PD già durante il mandato di Guglielmo Epifani, ma è attesissimo, nella stessa circoscrizione, il risultato di Gianni Pittella, Vice Presidente uscente del PE: tra i più convinti sostenitori dell’ingresso del PD nel PSE – presente ora anche nel simbolo sulla scheda – Pittella è accreditato anche di buone chances per l’elezione a Presidente dell’europarlamento, in cui siede ormai da quindici anni. Tutto da testare, infine, il potenziale elettorale di Caterina Chinnici, figlia di Rocco, magistrato assassinato dalla mafia nel 1983, e attuale capo dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della Giustizia, e di Renato Soru, ex Presidente della Regione Sardegna, come teste di serie del partito nella circoscrizione Isole.

Basteranno questi nomi per rimanere sopra la soglia psicologica del 30% ? Renzi fa pretattica e, scottato dallo scandalo EXPO e dai dati negativi relativi al PIL, pare accontentarsi di un qualsiasi che conservi il PD come primo partito, in Italia e nel PSE.

In foto, Matteo Renzi e Martin Schulz, candidato alla presidenza della Commissione sostenuto da PD e PSE (© Palazzo Chigi – Flickr 2014)

L' Autore - Antonio Scarazzini

Direttore - Analista nella società di Public Affairs Cattaneo Zanetto & Co., ho frequentato un Master in European Political and Administrative Studies al Collège d'Europe di Bruges dopo la laurea a Torino in Studi Europei Dopo uno stage presso Camera di Commercio di Torino e una collaborazione di ricerca con la Fondazione Rosselli, ho collaborato dal 2014 con la Compagnia di San Paolo per lo sviluppo del programma International Affairs. Dirigo con orgoglio la redazione di Europae sin dalla sua nascita.

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One comment

  1. Antonella Silvestri

    Ho votato PD per dare forza all’azione di Matteo Renzi e del Governo. Credo nell’Europa e nella possibilità di ripresa della Nostra meravigliosa Patria! Antonella

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