lunedì , 19 febbraio 2018
18comix

Francia: gara di cattivo gusto elettorale, vince JM Le Pen

Il dubbio. Come si potrebbe rappresentare oggi, alla vigilia delle elezioni europee, Marianne, simbolo iconografico della Rivoluzione Francese, protagonista di “28 luglio 1830: la libertà che guida il popolo sulle barricate”, nota tela di Delacroix? Magari come una donna dallo sguardo un po’ vacuo, il berretto frigio, ben calcato e messo di sghembo, che osserva da una parte l’Europa mediterranea ed i problemi ad essa legati, dall’agenzia FRONTEX ai PIGS in crisi, dall’altra la ricca Germania.

Li guarderebbe chiedendosi perché la Francia non sia più in grado di giocare un ruolo di rilievo sullo scacchiere internazionale, fatta eccezione per le sue ex colonie, Mali in primis. La terra dei Lumi, patria di pilastri dell’Unione Europea del calibro di Monnet e Schumann, sembra essere diventata una corte dei miracoli per la vacuità e il carattere folkloristico delle proposte politiche. Sia quelle interne che quelle rivolte all’Europa.

Premessa: fatto salvo per le ultime due settimane, la stragrande maggioranza dei cittadini dell’Hexagone non era forse neanche al corrente, o comunque era scarsamente informata, dell’importanza delle elezioni europee 2014. Il battage mediatico non si è distinto come quello danese con l’equivalente francese di voteman: si sono preferiti toni più neutri, più politically correct. Dany Boon, attore comico francese, ed altri colleghi, hanno prestato il loro volto per i cartelloni pubblicitari che invitano i cittadini a votare. Queste immagini hanno creato uno strano contrasto con quelli che il popolo della rete chiama correntemente epic fails (figuracce) di alcuni dei personaggi politici di spicco in tema di elezioni europee.

Ad esempio il presidente Hollande: alle elezioni municipali era stato bersaglio di numerose critiche per l’utilizzo di un aereo presidenziale Falcon per recarsi a Tulle, città dove ha la residenza e dove è stato sindaco dal 2001 al 2008. Tutto ciò per una modica cifra di 10 000 euro per evitare dieci ore di autostrada. Per evitare polemiche, Hollande ha annunciato a Le Parisien che anche quest’anno si recherà a Tulle, ma non in aereo: con l’auto blu.

Non si fa mancare nulla neanche l’UMP, di cui ora è presidente Jean-François Copé, la cui leadership è stata contrastata fin dalla sua elezione dall’altro “pretendente”, François Fillon. Nessuno dei due ha espresso idee originali né in politica interna né estera, entrambi troppo occupati a consolidare la propria legittimità. Il risultato è che gli elettori UMP sono arrivati anche ad auspicare un ritorno di Nicolas Sarkozy, l’unico a proporre progetti di ampio respiro a livello europeo, come ad esempio la revisione degli accordi di Schengen.

Last but not least sulla scena si è presentata la famiglia Le Pen, leader e fondatrice del Front National. Protagonista è stato Jean-Marie, fondatore del partito e capolista alle europee per la circoscrizione Sud-Est. Classe 1928, benché sostenitore accanito della souveraineté è già stato eurodeputato nel 1984. Ruolo cui poi aveva dovuto rinunciare a causa di una sentenza dell’allora Corte di giustizia delle Comunità Europee legata all’affaire Maintes-La-Joie. Nazionalista convinto, non ha mai negato che la tortura nella guerra d’Algeria fosse uno strumento terribile, ma giustificato dalle circostanze (non si è mai veramente riusciti a provare che lo stesso Le Pen, allora luogotenente, le abbia perpetrate) e non ha esitato a definire Anne Sinclair, ex moglie di Strauss-Khan, giornalista di spicco di TF1, “poulpeuse charcutière kosher” (più o meno, tradotto, macellaia kosher cicciona).

Negli ultimi anni, una delle occupazioni principali della figlia Marine è stata quella di minimizzare le boutades del padre. Non ci è riuscita però con l’ultima, il 19 maggio, quando durante un comizio a Marsiglia, ha spiegato che: “Il signor Ebola potrebbe porre fine alla questione dell’immigrazione nel giro di tre mesi”. Il giorno dopo, lo stesso Le Pen ha comunicato che la sua era una riflessione puramente demografica e che l’augurio che le popolazioni africane colpite dal virus potessero essere decimate era una forzatura dei giornalisti ostili. Se l’intenzione era quella di riportare la Francia e le elezioni europee al centro dell’attenzione, probabilmente Jean Marie è riuscito nell’intento, superando gli avversari in questa gara di cattivo gusto. Se invece l’obiettivo era raccogliere consensi, avrebbe fatto meglio, come dimostrano anche i suoi successi elettorali, a lasciar fare Marine.

Photo: © Blandine Le Cain, 2012, www.flickr.com

L' Autore - Francesca Gennari

Emiliana, Europeista, Entusiasta. Appartengo alla specie libris famelica, amo viaggiare e nel tempo "libero" frequento il Collegio di merito Bernard Clesio, il secondo anno presso la facoltà di Giurisprudenza di Trento e il terzo presso Université Paris 13 nell'ambito del programma doppia laurea. Sogno una Costituzione per l'Europa e credo che fare parte della Redazione della Rivista Europae sia fondamentale per arrivare a questo traguardo.

Check Also

Parlamento europeo, Strasburgo per la sede unica?

di Jennifer Murphy Anni di dibattiti sembrano aver portato esponenti politici di diversi schieramenti ad …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *