lunedì , 19 febbraio 2018
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Francia: immigrazione al centro del dibattito per le europee

Il 15 aprile scorso l’Union pour un Mouvement Populaire (UMP) ha presentato, tra alcune polemiche, il suo manifesto per le elezioni europee “Parce que nous sommes patriotes, nous voulons transformer l’Europe”. Da una parte l’aperta condanna del manifesto da parte di Laurent Wauquiez, membro dell’UMP che ha assunto posizioni protezioniste molto più vicine al Front National che all’UMP, dall’altra parte Rachida Dati, la quale per mezzo Twitter ha criticato il manifesto per la mancanza di coinvolgimento dei francesi nella sua definizione.

Scorrendo il documento appare l’aperta condanna al Parti Socialiste (PS) di Hollande e al Front National (FN) di Le Pen. Il primo è accusato di aver fatto perdere alla Francia tutta quell’influenza sulla politica europea conquistata con la presidenza Sarkozy: senza troppi giri di parole il manifesto afferma infatti che «questo 25 maggio, per molti francesi, sarà l’occasione di sanzionare di nuoco la sinistra al potere». Il secondo è accusato di fare la voce grossa ora quando in realtà i suoi eurodeputati hanno apportato solo assenteismo e voti incoerenti: «Votare alle europee il FN consentirebbe di esprimere la propria rabbia nell’urna per pochi minuti, ma significherebbe impedire il cambiamento concreto dell’Europa per cinque lunghi anni». Ça va sans dire, scegliere UMP, invece, significherebbe scegliere la concretezza, al di là di ogni utopia federalista, e l’interesse della Francia e dei francesi. Interesse che passa innanzitutto per un no all’ingresso della Turchia nell’UE, per un’Europa a geometria variabile dove le politiche sociali e familiari restino nelle mani degli Stati membri, per un’UE che conti nella politica mondiale.

Dai dibattiti avvenuti prima e dopo la pubblicazione di questa dichiarazione pre-elettorale, emerge che non è stato solo il PS a subire uno scossone con i risultati delle elezioni municipali. Anche l’UMP deve oggi rivedere la sua strategia e il suo programma per cercare di arginare l’avanzata del FN in vista delle elezioni europee.

In tal senso risulta chiaro perché l’UMP abbia deciso di esprimersi riguardo alla questione dell’immigrazione, un cavallo di battaglia dello stesso FN. Il partito guidato da Le Pen ha un’opinione abbastanza chiara (ai posteri poi valutare se davvero fattibile), ovvero la chiusura delle frontiere francesi, quindi l’uscita immediata da Schengen.

L’UMP ha assunto una posizione più moderata. Nei giorni scorsi ha avanzato la proposta di istituire un Commissario europeo per l’Immigrazione nel prossimo esecutivo comunitario, da porre a capo di un’agenzia europea per lo spazio Schengen per armonizzare le politiche dei visti e del diritto di asilo tra gli Stati membri. Secondo l’UMP, questa misura andrebbe anche a favore degli stessi migranti, ad esempio, costituendo una lista comune di Paesi in cui migranti abbiano una procedura accelerata per la garanzia del diritto di asilo. Così facendo, secondo i dirigenti del partito, si eviterebbe che il diritto d’asilo venga visto come una maschera dell’immigrazione clandestina, un pregiudizio che oggi è la fonte di molti attacchi agli immigrati.

Lo spettro dell’abbandono di Schengen ha però influenzato anche gli eredi di Nicolas Sarkozy, i quali prevedono un’uscita qualora entro 12 mesi non vengano prese significative misure volte a migliorare il funzionamento dell’area Schengen. Una posizione certamente vaga, adattabile a qualunque scenario. Più chiara invece è la posizione riguardo a Bulgaria e Romania: l’UMP non accetterà assolutamente un allargamento dello spazio Schengen a questi due Stati.

Ma il nemico dell’UMP non viene solo da destra. Anche i Socialisti con la scelta di porre al governo Manuel Valls potrebbero insidiare l’avanzata dell’UMP alle elezioni europee. È noto, infatti, come il nuovo Primo Ministro francese sia ben visto dagli elettori UMP, perfino più degli stessi elettori del PS. Anche Valls non ha mancato di esprimersi sull’immigrazione, dichiarando di voler rivedere il sistema delle richieste d’asilo e in secondo luogo di voler creare un permesso di soggiorno dalla durata intermedia a metà tra la carta di soggiorno a scadenza annuale e quella di dieci anni.

La questione dell’immigrazione è senz’altro molto sentita dai francesi, anche alla luce delle ultime statistiche. Il fatto che perfino il premier Valls abbia deciso di intervenire nel merito, nonostante l’argomento divisivo per il PS e le sue passate dichiarazioni sugli immigrati, dimostra che a guidare il dibattito pre-elettorale è indubbiamente il FN.

In foto l’UMP presenta la sua campagna per le europee il 24 aprile scorso (Foto: www.u-m-p.org) 

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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